Imu alla prova dei conti: pochi margini

La prossima settimana si aprirà il cantiere che riforma l’Imu ma già i tecnici dell’Economia sono al lavoro per i dovuti approfondimenti. Certo, pesa la raccomandazione della Commissione Ue, favorevole a detassare il lavoro e a mantenere ferme le imposte sugli immobili. Soprattutto dopo l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Già si sa, comunque, che la tassazione sugli immobili non potrà essere ridotta in maniera rilevante, perché i margini di bilancio sono ancora troppo stretti. Sarà possibile solo una ricomposizione del prelievo immobiliare tra singole tipologie di cespiti o di contribuenti. Secondo i tecnici del Tesoro non ci sono motivi di natura economica per riconoscere all’abitazione principale uno status di particolare privilegio rispetto agli altri immobili. Anche alzare la franchigia da 200 a 500 euro significa esentare quasi il 90% dei proprietari di prime case con un costo di 2,5 miliardi.

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