Per rinviare di tre mesi l’aumento dell’Iva servono 1 miliardo e 59 milioni, nel 2013. Il decreto varato dal Cdm mercoledì scorso è atteso dal Parlamento dove gli attacchi, soprattutto del Pdl con Brunetta, non si sono fatti attendere. Già il partito di Berlusconi ha reso noto di voler cambiare la copertura del mini-rinvio. Perché oltre 655 milioni arrivano dalle rate di Irpef, Ires e Irap. Altri 209 milioni arrivano dall’acconto al 110% dovuto da aziende e istituti di credito alla tesoreria sulle ritenute sugli interessi e sui redditi di capitale. 200 milioni vengono dai tagli e 150 milioni dal Fondo Irap professionisti. Poi c’è la tassa sulle sigarette elettroniche che dal 2014 garantirà entrate per 117 milioni l’anno. Il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato ha reso noto di voler puntare alla proroga a fine anno, facendo leva sulle misure adottate per far ripartire la crescita economica. Il Governo apre alle modifiche in Parlamento, purché non si sfascino i conti.

Scongiurato fino al 1°ottobre l’aumento dell’Iva, il Governo cerca 11 miliardi da trovare entro fine anno. Quattro ne servono per cancellare strutturalmente l’Iva, uno se ci si limita ad evitare l’aumento dell’ultimo trimestre dell’anno. Altri quattro per togliere l’Imu sull’abitazione principale, due per evitare l’aumento dei ticket sanitari e uno per la Tares. Basterebbero, però, sei miliardi se si rinunciasse ad interventi strutturali sull’Iva e venisse confermata una parte dell’Imu sulla prima casa. Il problema è sempre quello delle coperture. Ieri il capogruppo del Pdl alla Camera, Brunetta ha detto che ‘C’è un’opacità totale nel Ministero delle Finanze’ ed ancora: ‘Lo stato delle finanze italiane è come la formula della Coca Cola: è un segreto’. In Parlamento ci sarà battaglia perché al Pdl non piace come il Governo ha reperito risorse per lo slittamento dell’aumento dell’Iva. Per l’ex ministro Tremonti l’abbattimento dell’Imu sulla prima casa e lo stop all’aumento dell’Iva per il 2013 sono realizzabili considerando i positivi effetti fiscali generati dal pagamento dei debiti di Stato alle imprese.

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Iva, è subito assalto alla copertura

Per rinviare di tre mesi l’aumento dell’Iva servono 1 miliardo e 59 milioni, nel 2013. Il decreto varato dal Cdm mercoledì scorso è atteso dal Parlamento dove gli attacchi, soprattutto del Pdl con Brunetta, non si sono fatti attendere. Già il partito di Berlusconi ha reso noto di voler cambiare la copertura del mini-rinvio. Perché oltre 655 milioni arrivano dalle rate di Irpef, Ires e Irap. Altri 209 milioni arrivano dall’acconto al 110% dovuto da aziende e istituti di credito alla tesoreria sulle ritenute sugli interessi e sui redditi di capitale. 200 milioni vengono dai tagli e 150 milioni dal Fondo Irap professionisti. Poi c’è la tassa sulle sigarette elettroniche che dal 2014 garantirà entrate per 117 milioni l’anno. Il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato ha reso noto di voler puntare alla proroga a fine anno, facendo leva sulle misure adottate per far ripartire la crescita economica. Il Governo apre alle modifiche in Parlamento, purché non si sfascino i conti.

Elettrodomestici a bordo

Un emendamento all’art. 16 del decreto legge sulle ristrutturazioni edilizie e l’efficienza energetica ha esteso gli incentivi all’acquisto di grandi elettrodomestici che rientrano nella categoria A+ o A per i forni. Sarà possibile, dunque, detrarre dalla quota Irpef fino al 50% della spesa sostenuta, da dividere in dieci quote annuali di pari importo, per un ammontare massimo di 10mila euro. La detrazione, però, dovrà restare entro il tetto massimo dei 96mila euro previsti per gli interventi di ristrutturazione.

Rottamazione ruoli all’epilogo

Con la circolare n. 29 dello scorso 7 giugno la Ragioneria generale dello Stato detta le ultime istruzioni operative per quanto concerne il destino delle cartelle di pagamento di importo fino a 2mila euro relative a ruoli resi esecutivi sino al 31 dicembre 1999. Per queste, infatti, dal prossimo 1°luglio scatterà l’annullamento automatico a meno che l’ente creditore, valutata la possibilità di un proficuo realizzo, non si attivi per interrompere il decorso di questo termine con un atto ingiuntivo. Annullamento che, in assenza dell’intervento descritto, avverrà automaticamente anche per i crediti oggetto di controversia giudiziale. Per quanto riguarda i crediti di importo superiore a 2mila euro, l’agente della riscossione darà notizia all’ente creditore della fine dell’attività di competenza e gli stessi torneranno nella disponibilità degli enti titolari del diritto di credito.

Lo stoccaggio è imponibile Iva

La Corte Ue, con la sentenza C-155/12, si è pronunciata sulla prestazione complessa di stoccaggio merci posta in essere nell’ambito di un deposito. E’ qualificabile come servizio e, dunque, imponibile Iva l’operazione di deposito se una parte dell’immobile viene assegnato ad esclusivo uso del destinatario. La pronuncia è in linea con quanto con tenuto con la proposta di modifica del regolamento 282/2011/Ue. Il pronunciamento dei giudici comunitari contrasta con l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate che, con la circolare n. 28/E/2011, sostiene che la prestazione di deposito è considerata solo come generica e, di conseguenza, le fatture emesse in base alla regola della territorialità prevista per i beni immobili sono considerate errate.

Il rinvio di Unico trascina l’Inps

La Srl non trasparente, soggetta agli studi di settore, beneficia del differimento all’8 luglio 2013 per il versamento delle imposte scadenti in precedenza al 17 giugno 2013. Ventuno giorni in più, dunque, per versare le dichiarazioni dei redditi senza maggiorazioni. Con la maggiorazione dello 0,40% è possibile pagare dal 9 luglio al 20 agosto sempre del 2013. La proroga di quest’anno interessa le persone fisiche e i soggetti collettivi, società di persone e società di capitali, che esercitano attività per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. Beneficiano del rinvio anche i contribuenti che applicano il regime dei superminimi con il forfait al 5%. La proroga interessa anche i soci di società non trasparenti per i contributi Inps dovuti dai soci partecipanti la cui società è soggetta agli studi di settore

L’Agenzia chiede conto del 55%

Non è sanabile l’omessa comunicazione alle Entrate dei pagamenti relativi ai lavori sul risparmio energetico a cavallo d’anno. Ciò in quanto il suo mancato invio comporta solo l’applicazione delle sanzioni (da 258 a 2.065 euro), ma non la decadenza dal beneficio fiscale. Con la remissione in bonis è possibile sanare solo quelle pratiche che se non vengono effettuate comportano la decadenza dal beneficio o dal regime opzionale. Ma a patto che la violazione non sia stata contestata e che non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche. Per beneficiare delle detrazioni Irpef/Ires al 55%, oltre al bonifico parlante, è necessario l’invio all’Enea della scheda informativa dei lavori realizzati e dei dati dell’attestato di certificazione energetica, entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La comunicazione va inviata entro 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta se il lavori non sono terminati alla fine dell’anno.