Più rate e garanzie per i contribuenti

La commissione Finanze della Camera ha iniziato ieri i lavori sulla delega fiscale. Lo scopo è migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti. Tre le direttrici individuate. Ampliamento dell’ambito applicativo della rateizzazione dei debiti tributari; rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente e miglioramento dell’efficienza dei poteri di riscossione delle entrate degli enti locali. Anche al fine di contrastare l’evasione fiscale e contributiva l’articolo 3 prevede, oltre alla semplificazione degli adempimenti amministrativi e patrimoniali per accedere alla rateizzazione, anche la possibilità di richiedere la dilazione di pagamento prima dell’affidamento in carico all’agente di riscossione, anche nel caso di accertamento esecutivo. Per quanto concerne la tutela giurisdizionale dei contribuenti viene previsto il rafforzamento del contraddittorio nella fase di indagine.

Imprese riunite, un soggetto Iva

La delega fiscale recepisce le disposizioni contenute nella direttiva 2006/112/Ce. Le imprese riunite potranno operare come un unico soggetto passivo dell’Iva, sia nei confronti di terzi, sia nei rapporti interni. Per il resto sull’Iva il provvedimento mantiene le carte coperte, concedendo al governo la delega alla razionalizzazione dei sistemi speciali in funzione della particolarità dei settori interessati. Una formula così generica che non consente di intuire nulla sugli sviluppi concreti. Grazie alla novità anticipata gli stati membri possono considerare come unico soggetto passivo le persone stabilite nel territorio dello stato membro che siano giuridicamente indipendenti, ma strettamente vincolate tra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi. Possono, dunque, essere considerati come un unico contribuente Iva i soggetti giuridici distinti che siano tra loro collegati dai predetti vincoli.

Esteso il bonus prima casa

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 16079 depositata ieri, ha affermato che la decadenza dall’agevolazione ‘prima casa’ per chi ha venduto l’immobile acquistato con il beneficio fiscale prima del decorso dei 5 anni, si evita con l’acquisto, entro un anno dall’alienazione, di un’altra abitazione principale. Tale acquisto può essere a titolo oneroso o a titolo gratuito (donazione). Quest’ultima interpretazione fino ad oggi era molto controversa. Il fisco si era espresso per la decadenza del beneficio in caso di operazione gratuita in quanto ‘ la causa di esclusione dalla decadenza trova giustificazione nell’investimento necessario per acquistare un nuovo immobile prima casa da adibire a propria abitazione principale.’ L’ufficio dovrà dunque rivedere la propria posizione, ma pare inevitabile che l’acquisto a titolo gratuito sia limitato a quello di natura ‘volontaria’ escludendo quello ‘incidentale’.

Lo sdoganamento avviene in house

L’Agenzia delle Dogane, con una nota, introduce una nuova procedura sperimentale di sdoganamento in house per i soggetti certificati Aeo. Quest’ultimi possono ora ricevere presso i propri spazi autorizzati le merci che, normalmente, sono controllate al confine. Al momento la semplificazione si applica solo ai beni in entrata via mare confezionati in container. La misura ha evidenti vantaggi in termini di costi e tempi per gli operatori Aeo, non più obbligati a far controllare i contenitori negli spazi portuali. Le merci possono essere ricevute in spazi privati decongestionando quelli portuali. La nuova procedura di controllo è per ora limitata ai soggetti certificati Aeoc o Aeof che intendono avvalersi della facoltà di scelta del luogo in cui effettuare la visita delle merci. Tale spazio deve essere autorizzato nell’ambito di una procedura di domiciliazione rilasciata a un soggetto anch’esso certificato Aeoc o Aeof e collegato all’area portuale mediante un corridoio controllato.

Unico, rimborsi sprint per 400 mila creditor

Saranno rapidi i rimborsi per i contribuenti che avendo perso il lavoro, quest’anno devono presentare Unico. Parliamo di chi vanta crediti nei confronti del fisco. Lo ha affermato il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta nel corso del question time alla commissione Finanze della Camera. Presentando tramite i Caf o i professionisti abilitati all’Agenzia delle Entrate le coordinate bancarie e l’importo da rimborsare ai contribuenti a credito, gli oltre 400mila italiani rimasti senza lavoro potranno ottenere i rimborsi in tempi record. Sembra scongiurato, dunque, il danno sui contribuenti che, oltre ad essere rimasti senza lavoro, sono costretti a presentare il modello Unico che per i rimborsi non prevede tempi brevi, ma un periodo di due anni.

Istanza bis per il vecchio credito Iva

Con la circolare n. 21/E/2013 l’Agenzia delle Entrate supera le rigidità della precedente circolare, la n. 34/E/2012, e riconosce in tempo reale il credito ai contribuenti che hanno dimenticato di presentare la dichiarazione. In queste circostanze la precedente interpretazione del 2012 trasformava i crediti in debiti, con l’aggiunta di sanzioni e interessi. Si doveva cioè pagare per poi chiedere il rimborso. La nuova interpretazione vale anche per le situazioni pregresse. Il contribuente che riceve un avviso bonario per la dichiarazione omessa ha diritto al riconoscimento del credito se dimostra all’ufficio la sua effettiva esistenza. Può farlo presentando la documentazione contabile, entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso di irregolarità. Restano comunque dovuti gli interessi e le sanzioni. Alla luce della circolare n. 21/E/2013 può presentare l’istanza di autotutela anche il contribuente che si è visto negare il credito.

Crediti Ires anche con controllante estere

Anche in caso di capogruppo non residente è possibile la cessione delle eccedenze Ires; i presupposti partecipativi devono sussistere fino alla presentazione della dichiarazione dei redditi del cedente. Sono queste le conclusioni cui si arriva esaminando la disciplina contenuta nel Dpr 602/73. L’art. 43-ter consente la cessione infragruppo delle eccedenze dell’Ires in forma semplificata in funzione di due distinte nozioni di ‘gruppo’: gruppo fiscale e gruppo civile. Appartengono al gruppo fiscale l’ente o la società controllante e le società controllate. L’appartenenza al gruppo deve sussistere fino alla presentazione della dichiarazione da parte del cedente. Ad esempio, per la cessione delle eccedenze Ires riferite all’esercizio 2012, da indicare in Unico Sc 2013, è necessario che il controllo sussista dal 1°gennaio 2011. La norma sembra applicabile anche nell’ipotesi in cui il gruppo sia individuabile in funzione di un soggetto controllante fiscalmente non residente in Italia, né qui dotato di stabile organizzazione.