Il piano nuova Imu: ai sindaci tutti i poteri per la tassa sulla casa

Tante le ipotesi. Tre i punti fermi. Il primo, assicurare la deducibilità dell’Imu alle imprese. Il secondo, riassoggettare all’Irpef i redditi degli immobili a disposizione. Il terzo, dare la possibilità ai sindaci di decidere se abolire o meno l’Imu sulla prima casa. Abolire totalmente l’imposta sull’abitazione principale costa 4 miliardi di euro. Allo studio anche la sostituzione dell’Imu con la Service tax. Nel dossier del Ministro Saccomanni molte le ipotesi ma nessuna conclusione definitiva. L’esenzione totale dell’Imu sulla prima casa viene giudicata poco equa, così come l’alleggerimento con l’aumento delle detrazioni legate al reddito o alla rendita catastale. L’aggancio ai valori Omi non funzionerebbe perché mancano i dati di centinaia di comuni. Per il Tesoro è meglio lasciar fare ai sindaci. Invece delle maggiori detrazioni si concederebbe ai comuni un allentamento del patto di stabilità interno e ai sindaci la possibilità anche di azzerare l’Imu.

Leasing, interessi passivi su misura

Con la circolare 17/E/2013 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti della nuova disciplina fiscale dei contratti di leasing stipulati dal 29 aprile 2012 in poi che hanno immediate ripercussioni in Unico 2013. La circolare conferma che i soggetti non Ias adopter possono continuare ad adottare i metodo ‘forfettario’ per il calcolo degli interessi passivi impliciti nel canone leasing. In sostanza gli interessi passivi vengono determinati con la differenza tra l’importo del canone di competenza inserito a conto economico e l’importo della quota capitale di competenza. La circolare aggiunge che per eseguire detto calcolo occorre assumere la durata fiscale ‘virtuale’ del contratto. Calcolato il costo concedente annuo questo va sottratto non al canone di competenza ma a quello che risulta deducibile. Occorre, dunque, applicare la durata fiscale del contratto anche al dato cui va sottratto il costo concedente. Per ottenere un risultato razionale si deve sottrarre il costo concedente annuo al canone deducibile e non quello imputato a conto economico.

Cartelle pagamento, ok solo se complete

E’ nulla la cartella di pagamento notificata con il solo bollettino di versamento senza il corpo dell’atto. Spetta, inoltre, ad Equitalia provare il contenuto reale della busta spedita con raccomandata. Ad affermarlo è la Corte costituzionale con la sentenza n. 18252 del 30 luglio 2013. I giudici di Piazza Cavour, respingendo il ricorso dell’agenzia di riscossione, ha dato ragione al contribuente che sosteneva di aver ricevuto soltanto il bollettino di versamento e non l’intero corpo della cartella di pagamento. Il concessionario sosteneva invece che la sola relata di notifica prova il contenuto della busta spedita. Tesi respinta dalla Ctp, dai colleghi d’appello e dalla Suprema corte.

Lo scudo blocca l’accusa di evasione

Il rimpatrio di denaro con lo scudo fiscale è incompatibile con l’accusa di dichiarazione infedele. La Procura potrebbe, invece, contestare il riciclaggio per le somme destinate all’aumento del capitale sociale. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 32956/2013, torna ad occuparsi dello scudo (terza versione) per fissare i principi logici di imputazione del reato ex art. 4 del dlgs 74/2000. Nel caso analizzato gli ‘ermellini’ hanno sostenuto che non si tratta precisamente di scudo fiscale. Gli imputati hanno scelto di far rientrare i capitali che erano già all’estero, verso la società, probabilmente allo scopo di effettuare un illecito riciclaggio degli stessi nella produzione di beni e servizi in Italia. 

Italia-San Marino, scambio di dati

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 177 di ieri la legge 19 luglio 2013 n. 88 che ratifica l’intesa tra Italia e SanMarino. L’accordo prevede che i due Stati si scambieranno le informazioni ‘verosimilmente pertinenti’ per prevenire l’elusione e l’evasione fiscale. Ora mancano solo le notifiche tra le due repubbliche delle relative ratifiche che potrebbe avvenire in pochi giorni. Al termine saranno operative le norme che prevedono lo scambio di informazioni bancarie tra i due Paesi e di fatto la caduta del segreto bancario a San Marino. Per quanto riguarda i dividendi si dispone l’esenzione totale da ritenuta a condizione che l’effettivo beneficiario del reddito sia una società diversa da una società di persone che detiene almeno il 10% del capitale della società che distribuisce gli utili.

Accertamenti veloci, scontro in giudizio

La Cassazione, con la sentenza n. 18184/2013, ha affermato l’illegittimità degli atti emessi prima di 60 giorni dalla fine delle ispezioni a meno che l’ufficio non provi l’urgenza in commissione tributaria. Se intende salvare l’accertamento l’ufficio deve fornire prova in giudizio che esistevano i motivi di particolare urgenza. A rilevare non è la motivazione dell’urgenza ma la prova dell’effettiva urgenza. La conseguenza è che non è necessaria la motivazione contenuta nell’atto ma la prova in giudizio. Al giudice spetta valutare le ragioni dell’Agenzia soprattutto nelle situazioni vicine alla decadenza delle verifiche. Si spera che in caso di ritardi non emergano inesistenti notizie di reato per ‘salvare’ l’accertamento tardivo e quindi raddoppiare i termini di decadenza.

Sì unanime alla Camera ‘Il Governo stabilizzi i bonus edilizi dal 2014

La Camera ha approvato all’unanimità il decreto legge sui bonus edilizi del 50% per le ristrutturazioni ordinarie e del 65% per il risparmio energetico. Ora il testo torna al Senato per la terza lettura dopo che Montecitorio vi ha inserito due provvedimenti importanti: l’estensione dello sgravio fiscale del 65% agli interventi antisismici e il mandato al Governo di approvare entro fine anno le norme per la stabilizzazione dei due incentivi. Ciò non significa che le aliquote resteranno ai livelli attuali, ma che i due strumenti fiscali diventeranno strutturali, dal 2014, a un’aliquota definita. Approvato l’emendamento Allasia che impone al Governo di dettare nuove regole per i due crediti di imposta che dovranno arrivare entro dicembre.