Cedolare secca più conveniente

L’articolo 4 del decreto legge sull’Imu, varato dal Cdm lunedì scorso, abbassa l’aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato dal 19 al 15% con effetto retroattivo a partire dal 2013. La riduzione dell’aliquota unitamente all’incremento della percentuale imponibile ai fini Irpef del reddito di locazione può costituire un indubbio incentivo all’applicazione dell’imposizione sostitutiva. Per esercitare l’opzione per la tassazione piatta basta attendere la scadenza dell’imposta di registro annuale. La disciplina prevede requisiti di ammissione soggettivi e oggettivi. Sul primo versante deve trattarsi di locazioni non effettuate nell’esercizio di impresa o di professione. Sotto il profilo oggettivo occorre essere in presenza di locazioni ad uso abitativo relative a fabbricati che possiedono una classificazione catastale ugualmente abitativa. Sono ammesse anche le locazioni delle pertinenze purché la destinazione pertinenziale risulti esplicitata tra le parti nel contratto d’affitto. 

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