Niente avviso se i beni ai soci non producono reddito

Comunicazione dei beni in uso ai soci e degli apporti finanziari. Dai due provvedimenti dello scorso 2 agosto emerge che aumentano gli esoneri di comunicazione. Per quanto riguarda i beni ai soci l’esimente principale risiede nel fatto che la comunicazione telematica va trasmessa solo se vi sia una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto d’uso. In pratica ci deve essere un reddito diverso da tassare in capo all’utilizzatore per cui se questi ha remunerato a valori di mercato il diritto d’uso, non scatta alcun obbligo. E’ stato inoltre chiarito che il taxista che utilizzo l’auto di servizio anche per fini privati non deve effettuare la comunicazione. Confermato il no alla comunicazione quando i beni concessi in godimento privato hanno un valore non superiore a 3mila euro al netto dell’Iva e sono compresi nella categoria residuale ‘altro’ prevista dal decreto. Ancora non è chiaro se sia possibile far confluire in un unico modello tutte le informazioni richieste in presenza di beni dati ai soci e finanziamenti.

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