Pmi, lotta per la sopravvivenza I concordati crescono dell’87,5%

I dati di Cerver Group dicono che nei primi sei mesi dell’anno le chiusure d’impresa hanno raggiunto quota 45mila, in aumento del 9,3% rispetto all’analogo periodo del 2012. I fallimenti dichiarati sono cresciuti del 12,3% superando abbondandemente quota 7mila a giugno, ma a salire vertiginosamente sono stati i concordati (+87,5%) trainati anche dal nuovo concordato ‘in bianco’. Quello in bianco ha continuato l’exploit del 2012 con 2500 istanze nel primo semestre dell’anno. Decise a non mollare prima di tutto le industrie (+60,7% di procedure non fallimentari), seguite dalle costruzioni (+32%) e dal terziario (+22%). I risultati, però, non vanno di pari passo con la buona volontà: analizzando i dati del tribunale di Milano (quello più attivo) emerge che i concordati dichiarati inammissibili sono circa un terzo di quelli proposti.

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L’invio di Unico guarda ai tempi supplementari

Oggi scadono i termini per l’invio di Unico 2013. La scadenza ordinaria interessa tutti i contribuenti esclusi quelli che, ad esempio, sono coinvolti in operazioni straordinarie o che hanno un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare. Per i ‘ritardatari’ però non tutto è perduto. Possono, entro certi termini, mettersi in regola. Chi salta la data di oggi può inviare la dichiarazione entro il 30 dicembre. Dopo la dichiarazione viene considerata irrimediabilmente omessa. Con la presentazione tardiva i costi delle sanzioni sono ridotti a un decimo del minimo. In caso di assenza di imposte dovute si paga solo 25 euro, se invece sono dovute imposte, oltre a sanare la tardiva presentazione, vanno regolarizzati i versamenti eventualmente non effettuati. Per quest’ultimi la sanzione ridotta è pari al 3,75% per i versamenti effettuati oltre 30 giorni dal termine di scadenza. La scadenza del 30 dicembre è importante perché in caso di dichiarazioni omesse le sanzioni amministrative vanno dal 120 al 240% delle imposte dovute.

Registro più pesante sulle società

Dal prossimo 1° gennaio sale il costo per le operazioni straordinarie. Gli atti soggetti a imposta di registro (cessioni di partecipazioni, fusioni, scissioni, conferimenti) subiranno un incremento di 32 euro. Si passerà, infatti, da 168 a 200 euro. A prevederlo il dl ‘scuola’, ora all’esame della Camera. Come dimostrano gli esempi a lato dell’articolo, non sempre, però, il quantum complessivo sarà maggiore, perché molto dipenderà dai beni oggetto di trasferimento. Dal 2014 le cessioni di azienda, in taluni casi, saranno più convenienti: se nell’attivo trasferito figurano immobili, questi saranno assoggettati alla sola imposta di registro proporzionale (9%) e alle imposte ipotecarie e catastale in misura fissa (50 euro). Rispetto ad oggi, quindi, a fronte di un incremento dell’imposta di registro c’è un sostanziale azzeramento delle altre imposte indirette (ipotecaria e catastale) che invece oggi sono applicate in misura proporzionale e su una base imponibile determinata sul valore convenuto dell’immobile.

Incentivi e fisco, i piani delle Regioni per trattenere le Pmi

Per contrastare la fuga oltre confine delle pmi le Regioni del Nord si muovono e propongono, alcune, l’azzeramento dell’Irap per i primi anni; altre, offrono finanziamenti a tassi agevolati, altre ancora intensificano gli sforzi per tagliare i costi della burocrazia e favorire l’accesso al credito. Il Governo, con il pacchetto ‘Destinazione Italia’, cerca di attrarre investitori esteri. Molti imprenditori sono però sfiduciati e non credono più alla competitività del sistema Paese. Non mancano poi le lusinghe di Paesi vicini. Recente è il road show del Canton Ticino per attrarre nuove aziende. Hanno partecipato 250 imprenditori, per lo più lombardi, facendo registrare il tutto esaurito. Sempre quello il leitmotiv degli aspiranti ‘expats’: ‘Fisco e burocrazia opprimenti, l’Italia non va’. E non c’è solo la Svizzera, sirene suadenti provengono anche da Provenza, Carinzia, Tirolo e poi Germania, Svezia e Ungheria.

Per le società tra professionisti il reddito è di lavoro autonomo

L’Istituto di ricerca del Cndcec, con la circolare n. 34, indica le linee guida sul regime fiscale delle società tra professionisti. Secondo l’Istituto i professionisti in società vanno tassati con la trasparenza del reddito determinato per cassa. Sul dato oggettivo prevale quello soggettivo. Da ciò deriva che il reddito prodotto dalla Stp deve qualificarsi come reddito di lavoro autonomo. Non va dimenticato che nelle Stp l’attività professionale è esercitata in via esclusiva e anche che la società è soggetta al regime disciplinare dell’ordine al quale risulti iscritta, per cui risponde per le violazioni delle norme professionali e deontologiche applicabili all’esercizio in forma individuale delle attività professionali rientranti nell’oggetto sociale.

Sì alla compensazione ma restano le penalità

Con la circolare 21/E/2013 l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di compensare i crediti d’imposta emergenti dalle dichiarazioni ‘ultratardive’. Gli uffici, dopo aver verificato la spettanza dei crediti, possono dunque compensare le poste, ma le sanzioni a carico del contribuente restano. Parliamo dei casi in cui la dichiarazione dei redditi viene inviata con oltre 90 giorni di ritardo; per quest’anno s’intende dopo il 30 dicembre. Tali dichiarazioni si considerano omesse ma costituiscono valido titolo per la riscossione delle imposte dovute. L’ufficio può dunque incassare le imposte risultanti dalle dichiarazioni omesse, richiedendole con cartelle di pagamento o avvisi bonari. Se il contribuente nella dichiarazione omessa vanta un credito quest’ultimo di fatto è ‘inesistente’ perché la dichiarazione non è stata presentata. Ma le Entrate, con la circolare sopra indicata, hanno chiarito che gli uffici, effettuati i riscontri sulla spettanza dei crediti, possono compensare le poste, ferme restando le sanzioni dovute.

Spazio alla rete e taglio delle liti: le proposte dei professionisti

Proposte anti-burocrazia dei professionisti: eliminare la responsabilità solidale negli appalti, puntare sulla prevenzione delle controversie, uniformare sul territorio le denunce e le comunicazioni in materia di lavoro. Il Cndcec chiede la revisione integrale della solidarietà del committente per le ritenute sul lavoro dipendente e di rimodulare la disciplina sanzionatoria per gli obblighi antiriciclaggio. Per rendere efficiente la giustizia civile, gli avvocati scommettono su strumenti rapidi ed efficaci per comporre stragiudizialmente le controversie. Stop alla linea che combina tagli lineari alle risorse, filtri processuali e misure per categorie specifiche. Per i legali va promossa la consulenza preventiva che può portare a chiudere le liti senza arrivare in giudizio. Il Cnf propone, inoltre, la negoziazione assistita dai legali per concludere operazioni economiche e accordi familiari per rendere efficaci gli accordi transattivi raggiunti con la conciliazione volontaria. Giusto puntare su camere arbitrali e conciliazione volontaria presso i Consigli degli Ordini forensi.