Sì alla compensazione ma restano le penalità

Con la circolare 21/E/2013 l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di compensare i crediti d’imposta emergenti dalle dichiarazioni ‘ultratardive’. Gli uffici, dopo aver verificato la spettanza dei crediti, possono dunque compensare le poste, ma le sanzioni a carico del contribuente restano. Parliamo dei casi in cui la dichiarazione dei redditi viene inviata con oltre 90 giorni di ritardo; per quest’anno s’intende dopo il 30 dicembre. Tali dichiarazioni si considerano omesse ma costituiscono valido titolo per la riscossione delle imposte dovute. L’ufficio può dunque incassare le imposte risultanti dalle dichiarazioni omesse, richiedendole con cartelle di pagamento o avvisi bonari. Se il contribuente nella dichiarazione omessa vanta un credito quest’ultimo di fatto è ‘inesistente’ perché la dichiarazione non è stata presentata. Ma le Entrate, con la circolare sopra indicata, hanno chiarito che gli uffici, effettuati i riscontri sulla spettanza dei crediti, possono compensare le poste, ferme restando le sanzioni dovute.

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