Accertamento, termine elastico

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 26732 di ieri, ha stabilito che l’accertamento fiscale è legittimo anche se l’ispezione della Guardia di Finanza si è protratta oltre trenta giorni senza regolare proroga. Le norme tributarie, infatti, non collegano conseguenze sull’atto impositivo all’inadempimento dell’amministrazione. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. I giudici di merito avevano dato ragione a una società che aveva impugnato l’accertamento nel quale si contestavano fatture false, dal momento che gli agenti si erano trattenuti nella sede oltre il termine di trenta giorni, senza una proroga formale.

Consegna documenti senza deroghe sui tempi

Con la sentenza n. 26741, depositata ieri, la sezione tributaria della Corte di cassazione ha chiarito che nel processo tributario i termini per presentare documenti devono ritenersi perentori, con la conseguenza che l’eventuale ritardo è sanzionato con la decadenza e l’impossibilità di produrre quanto si è tentato di fare in modo tardivo. Al giudice è così inibito di fondare la decisione su detti documenti anche nel caso di rinvio dell’udienza su richiesta del difensore o di mancata opposizione della controparte alla produzione tardiva.

Acconto Ires-Irap, c’è l’aumento al 102,5%

Il decreto ministeriale che contiene i dettagli della proroga del secondo acconto 2013 per le imposte sul reddito è stato firmato, ma ancora manca la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Dalle bozze, tuttavia, è possibile trarre una serie di indicazioni. Ieri l’Economia ha firmato il dm che aggiunge ulteriori dettagli. I contenuti del provvedimento non sono però interamente noti. Già si sa che il provvedimento deve fissare la misura dell’acconto per le società di capitali per il 2013 e il 2014. Confermata la scadenza del 2 dicembre per i soggetti Irpef e la proroga al 10 dicembre solo per i soggetti Ires. Poi c’è la misura dell’acconto al 100% per persone fisiche e società di persone. Per banche, enti creditizi finanziari e assicurativi l’acconto sale al 128,5%. Ma è già noto che il decreto ministeriale eleverà ulteriormente questa misura al 130. 

Credito, si blocca la ‘Sabatini bis’

Si sblocca il decreto attuativo per la ‘Sabatini bis’. Ad annunciarlo il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. Il decreto servirà per far partire il credito agevolato per micro, piccole e medie imprese che effettuano investimenti anche mediante leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. Dopo il via libera dell’Economia il provvedimento dovrà essere registrato dalla Corte dei conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Ministro Zanonato ha confermato che è saltato l’intervento per tagliare la bolletta energetica mediante l’emissione di bond. Lo stop del Tesoro è arrivato in considerazione del rischio di incidere oltre che sul debito anche sul deficit.

E per mettere al sicuro i conti pubblici la carica delle sette tasse (quasi nuove)

Non c’è solo la coda avvelenata dell’Imu 2013, c’è la nuova Iuc che, grazie alle detrazioni, nel 2014 farà pagare qualcosa in meno rispetto all’Imu 2012. Anche se poi tornerà a salire, sparendo le detrazioni. Pure gli inquilini in affitto dovranno pagare una parte dell’Imposta unica comunale, la Tasi, quella che copre i servizi indivisibili. Più alte subito le tasse per le seconde case: per quelle sfitte che si trovano nello stesso comune di residenza del proprietario il 50% della rendita catastale entra nella dichiarazione Irpef. Pensioni. Contributo di solidarietà sulle pensioni che superano i 90mila euro lordi l’anno. Cambia l’adeguamento al costo della vita. Sarà al 100% per le pensioni fino a 1.500 euro. Man mano che sale diventa più debole e sparisce per gli assegni superiori a 3mila euro lordi. Sale dall’1,5 per mille al 2 per mille l’imposta sulle attività finanziarie possedute all’estero. Si chiama Preu la tassa sul gioco che per le slot machine passe dal 13,5% al 14%. Poi ci sono le sigarette elettroniche, la benzina e le addizionali locali.

Sabato, 30 Novembre , 2013Imu prima casa, l’ultimo caos dei Comuni

Alla mezzanotte di oggi sapremo se dovremo pagare per il 2013 l’Imu sulla prima casa, pur in misura ridotta. I consigli comunali hanno infatti ancora una manciata di ore a disposizione per decidere le aliquote 2013, e nel caso in cui dovessero portare quella sulla prima casa oltre lo 0,4% i contribuenti saranno costretti a versare, entro il 16 gennaio 2014, il 40% della maggiorazione. Il decreto legge del Governo che abolisce la seconda rata Imu sull’abitazione principale, pubblicato ieri in G.U., prevede la restituzione ai Comuni del mancato gettito sulla base dell’aliquota standard più il 60% dell’eventuale extragettito, lasciando a carico dei cittadini il resto. L’operazione costa 2,164 miliardi di euro e la sua copertura innescherà un aumento di tasse a catena, in parte temporaneo per le banche e le assicurazioni, e permanente per i contribuenti, con un incremento delle accise sulla benzina a partire dal 2015.

Sui costi non di competenza recupero anche se c’è ‘rosso’

Con la risoluzione n. 87/E di ieri l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di accertamenti per costi non di competenza il recupero delle maggiori imposte pagate nell’anno di corretta imputazione dell’onere è possibile anche in caso di dichiarazione in perdita. Consideriamo, ad esempio, un costo di 50 euro dedotto nel 2008 anziché nel 2009, laddove quest’ultimo esercizio evidenzi una perdita di 500. La risoluzione precisa che, qualora in uno degli esercizi successivi il contribuente abbia evidenziato redditi imponibili di ammontare superiore alla perdita, la restituzione della maggiore imposta dovrà effettuarsi presentando una dichiarazione integrativa a favore per tale esercizio, se si è ancora nei termini per farlo. Quando i termini sono scaduti si presenterà, invece, un’istanza di rimborso.

Beni ai soci, un cantiere aperto

Comunicazione dei beni ai soci. Nel corso di un convegno organizzato a Milano dall’Unione commercialisti ed esperti contabili (Ugrc) sono emerse diverse criticità e perplessità sull’adempimento. Tanto che Luigi Pagliuca, a nome dell’Ugrc di Milano, ha uspicato una nuova proroga. A dispetto, infatti, di quanto riferito dall’Agenzia delle Entrate con un comunicato, la realtà è ben diversa e più incarbugliata per contribuenti e professionisti. Le ultime indicazioni non sono sufficienti per affrontare adeguatamente l’adempimento. Dopo ben quattro proroghe la comunicazione dei beni assegnati in godimento ai soci e dei finanziamenti è ancora un cantiere aperto. Nel frontespizio dei modelli manca la firma del dichiarante; i dati da comunicare sono incerti; scarseggiano i tempi per l’invio e i chiarimenti ufficiali arrivati sono oramai datati. Serve una norma specifica per l’assegnazione agevolata dei beni d’impresa non ancora presa in considerazione. Per finire l’attuale impianto della comunicazione è inadeguato rispetto alle finalità di monitoraggio alle quali è ispirato

Imprese travolte dagli acconti

Caos acconti. Nonostante sia imminente l’applicazione della clausola di salvaguardia che prevede un nuovo aumento degli acconti Ires e Irap, dall’Economia non trapela nulla sull’effettivo importo di quest’ultimi. Chiara la questione per l’Irpef (nessun cambiamento) e Ires, per banche e assicurazioni. Queste ultime dovranno versare, oltre ad un acconto che sfiora il 130%, anche un’addizionale pari all’8,5% con cui l’aliquota Ires raggiungerà quota 36%. Sul fronte Ires imprese buio pesto. Dopo aver ottenuto la mini proroga al 10 dicembre, ad oggi ancora non sanno quale sarà l’acconto che dovranno versare. La cifra dovrebbe aggirarsi intorno al 102,5%. Via XX Settembre assicura che presto arriveranno le informazioni necessarie per compiere i versamenti. Preoccupati gli addetti ai lavori. Per Rete Imprese Italia ancora una volta vengono calpestati i diritti dei contribuenti. E’ inaccettabile la decisione di consentire ai Comuni di pubblicare entro il 9 dicembre le aliquote da utilizzare per i versamenti in scadenza il 16 dicembre.

Arriva il disco verde per 69 studi di settore

Ieri la Commissione degli esperti ha dato il via libera all’evoluzione degli studi di settore per il 2013 e all’aggiornamento della territorialità. Sotto la lente 69 studi di settore che dopo l’approvazione di via XX Settembre dovrebbero entrare in vigore per il 2013. La Commissione ha dato il parere favorevole all’unanimità all’evoluzione di 69 studi di settore, sottolineando la necessità che, anche per il periodo d’imposta 2013, vengano approntate adeguate analisi per cogliere gli effetti della congiuntura economica e per individuare gli eventuali correttivi anticrisi.