Sindaci e proprietari in rivolta sulla Tasi

E’ durissima la reazione dei sindaci davanti alla versione definitiva della legge di stabilità che domani attende il voto della Camera prima del passaggio finale al Senato. Una reazione simile a quella di Confedilizia; per il presidente, Corrado Sforza Fogliani ‘Il Governo si è infilato in un pasticciaccio’ e per uscirne deve imporre ai Comuni di introdurre detrazioni senza usare i 500 milioni ad hoc ‘per aumentare gli sprechi’. I sindaci chiedono un decreto di fine anno che elimini la ‘mini-Imu’ da pagare il 24 gennaio insieme alla maggiorazione di 30 centesimi al metro quadrato per la Tares. Anche se molti Comuni per quest’ultima hanno rinviato il conguaglio a gennaio o febbraio. Senza dimenticare che a gennaio 2014 arriva la Tasi. I calcoli delle amministrazioni locali dicono che, per pareggiare i conti con le aliquote effettive raggiunte dall’Imu quest’anno manca un miliardo e mezzo e i 500 milioni previsti per introdurre detrazioni sull’abitazione principale sono del tutto insufficienti.

Sulla web tax l’ombra dei dubbi Ue

Sulla web tax italiana l’Europa storce il naso. Il provvedimento sarebbe contrario alle libertà fondamentali e ai principi di non discriminazione dei trattati, afferma Emer Traynor, portavoce del commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale, Algirdas Semeta. ‘Invitiamo il Governo italiano ad assicurare che ogni nuova misura legislativa sia appieno compatibile con il diritto europeo’ ha aggiunto Traynor precisando che Bruxelles dovrà in ogni caso analizzare il testo finale ‘prima di dare un’opione definitiva. Tuttavia, abbiamo seri dubbi sull’emendamento per come si presenta attualmente’. Le obiezioni della Ue sembrano ricalcare i dubbi del Servizio studi di Montecitorio per cui ‘appare opportuno valutare la compatibilità delle disposizioni come riformulate con la normativa comunitaria in materia di servizi’

Cuneo, già a rischio 2,5 miliardi

Questa mattina l’Aula di Montecitorio voterà la fiducia sulla legge di Stabilità. E in tarda serata dovrebbe arrivare l’ok su tutto il provvedimento. A seguire ci sarà il via libera al ddl Bilancio al fine di poter inviare i due testi al Senato prima della pausa natalizia. Le discussioni sono ancora accese sul Fondo taglia-cuneo che, già svuotato, rischia per il 2014 di essere in gran parte ipotecato per almeno 2-2,5 miliardi, lasciando a disposizione per la riduzione delle tasse sul lavoro e sulle imprese solo una microdote. Per le c.d. spese indifferibili potrebbero servire in aggiunta a quanto previsto dalla Stabilità altri 1-1,5 miliardi. Che potrebbero salire a 2, qualora dovesse decollare il progetto sul reddito minimo d’inserimento del Ministro Giovannini. Se sommiamo alle spese indifferibili i vincoli di finanza pubblica e le possibili ‘emergenze’ la dote attesa dalla spending review e dalla lotta all’evasione potrebbe quasi azzerarsi.

‘Manovra insufficiente per la ripresa’

Non è quello che ci aspettavamo e non è sufficiente a far ripartire il Paese. Il nostro giudizi non è positivo’. Sono le parle di Giorgio Squinzi leader di Confindustria. ‘C’è qualche elemento positivo ma non basta’. Sull’iter parlamentare poi aggiunge: ‘Si è ricalcato il metodo del passato: poche risorse ma distribuite a tutti’. I dati del Csc dicono che la situazione è difficile. ‘In giro c’è troppo ottimismo. Il fatto che per un trimestre la discesa non sia più continuata significa che siamo nel fondo. Non lo potrei interpretare come un segnale di decisa ripartenza o di fine della recessione’. ‘Il presidente Letta è preoccupato di non sfasciare i conti, per la verità – prosegue Squinzi – noi non lo abbiamo chiesto. Il nostro obiettivo non è sfasciare il Paese’. Sul piano Renzi il presidente di Confindustria condivide la volontà di cancellare l’art. 18 per i neoassunti, ma prima occorre creare lavoro.

Errori contabili corretti in Unico società di capitali

L’agenzia delle Entrate ha pubblicato sul sito internet le bozze dei modelli Unico SC e Cnm 2014, relativi al periodo di imposta 2013. Molte le novità. Al di là dell’eliminazione di alcuni quadri (vedi ad esempio il quadro EC) colpisce l’introduzione di alcuni nuovi prospetti all’interno del quadro RS e soprattutto l’esordio del quadro TR (o NX nel mod. Cnm), destinato alla determinazione e alla dichiarazione delle plusvalenze realizzate in occasione del trasferimento della residenza fiscale all’estero. In questo quadro il contribuente deve dichiarare l’ammontare complessivo della plusvalenza unitariamente determinata sulla base del valore normale attribuibile ai componenti del complesso aziendale che, dopo il trasferimento di sede, non sono confluiti in una stabile organizzazione residente e, eventualmente, farla concorrere alla formazione del reddito imponibile dichiarandone l’importo nel quadro RN. Nel quadro RS sono invece migrati il prospetto del capitale e delle riserve, quello delle società di comodo e in perdita sistematica e quello destinato al monitoraggio delle plusvalenze.

Riscossione, persi 500 milioni

La Corte dei conti ha lanciato l’allarme. Equitalia nel 2013 riscuoterà 500 milioni di euro in meno rispetto al 2012, anno in cui aveva già ‘perso’ un miliardo e cento milioni rispetto all’anno precedente. L’attività di riscossione continua a calare causa crisi, ma anche per gli interventi legislativi che hanno ‘ammorbidito’ il sistema. Le stime dicono che nel 2013 l’attività di riscossione registrerà un’ulteriore riduzione del 7%, con la somma di riscosso che scenderà a 7 miliardi rispetto ai 7,5 del 2012.

Al Fisco il ritardo costa caro

Autore:Debora AlbericiFonte:Italia Oggi pag: 34L’Amministrazione finanziaria che non adempie in tempo alle proprie obbligazioni va incontro a serie conseguenze. Se tarda a rimborsare le imposte è tenuta a risarcire il contribuente di tutti i pregiudizi sofferti, inclusi gli interessi e il maggior danno ex art. 1224 c.c.. Inoltre, la liquidazione può avvenire a opera delle commissioni tributarie. Lo ha affermato la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 28332 di ieri accogliendo il ricorso di una banca che chiedeva il risarcimento dei danni sofferti in seguito al ritardo eccessivo nel rimborso dell’Ires.