Debiti della Pa, metà dei Comuni viaggia a rilento

Il prossimo 9 aprile compirà un anno l’operazione sblocca-debiti con cui il Governo Monti decise di aggredire l’enorme stock di debiti arretrati accumulati dalla Pa. In questi dodici mesi sono state assegnate più della metà delle risorse messe a disposizione: 27 miliardi sui 47 totali per il 2013-2014. Da erogare restano ancora 20 miliardi che potrebbero arrivare entro giugno. Decisamente alta anche la percentuale dei pagamenti: 23,5 miliardi, il 94% delle somme realmente girate alle amministrazioni è ora nelle casse delle imprese. La macchina organizzativa sembra dunque funzionare. Il Mef ha reso noto che sono in arrivo altre due tranche: la prima da 6,3 miliardi per i debiti sanitari delle Regioni, l’altra da 7,2 per quelli extra sanità. Restano, tuttavia, pesanti criticità da risolvere come anche il problema del censimento dello stock complessivo di arretrati: è fallito, infatti, il tentativo di censirli con la registrazione delle fatture nella piattaforma di certificazione del credito.

Gerico non aiuta il redditometro

Lo scostamento dagli studi di settore non basta a sostenere l’accertamento sintetico. La non congruità e la non coerenza allo studio possono infatti rappresentare soltanto un elemento indiziario di un eventuale occultamento di imponibile che deve essere necessariamente supportato da ulteriori elementi probatori. E’ quanto sostenuto dalla Commissione tributaria regionale del Veneto con la sentenza 347/25/2014. Con due avvisi di accertamento per gli anni 2005 e 2006 l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate aveva contestato ad una parrucchiera una presunta maggiore capacità produttiva e, di conseguenza, maggiore reddito imponibile sulla base di un’incongruenza negli studi di settore. I giudici regionali hanno respinto l’appello in quanto oltre al disallineamento rispetto a Gerico non era stato provato nulla in relazione agli asseriti maggiori ricavi.

Termini variabili

La Ctr di Milano ha dedicato la sentenza n. 450/06/14 alla presentazione delle dichiarazioni. In caso di mancata presentazione del modello per assenza di redditi tipizzati che superano le soglie limite, il termine per esperire l’accertamento sintetico rimane l’ordinario quadriennale. Non si applica, dunque, il termine più lungo, quello dei cinque anni, previsto per i casi di omessa presentazione della dichiarazione, posto che il requisito dell’omissione deve essere valutato in ragione del possesso di redditi effettivi che facciano scattare l’obbligo dichiarativo. Il reddito sintetico nasce, invece, solamente in esito all’accertamento condotto dall’ufficio fiscale, non potendosi per esso ipotizzare alcuna omissione dichiarativa, dolosa o colposa, da parte del contribuente.

Stretta del Fisco sulla rilevanza

Rilevanza fiscale delle svalutazioni delle rimanenze valutate al costo specifico. Con la risoluzione n. 78/E del 12 novembre 2013 l’agenzia delle Entrate ha negato la possibilità di riconoscere fiscalmente la svalutazione delle rimanenze di magazzino valutate a costi specifici ai sensi dell’art. 92, comma 5. Le Entrate hanno giustificato l’orientamento partendo dall’analisi dell’articolo citato il quale al primo comma prevede che le rimanenze finali, la cui valutazione non sia effettuata a costi specifici, sono assunte per un valore non inferiore a quello che risulta raggruppando i beni in categorie omogenee per natura e per valore e attribuendo a ciascun gruppo un valore non inferiore a quello determinato a norma dei successivi commi 2, 3 e 4.

Unico, il magazzino vale il costo

Svalutazione delle rimanenze. Nel modello 2014 non è sempre possibile dare rilevanza fiscale alle stesse. La crisi economica in corso rende frequente la situazione in cui è necessario iscrivere le rimanenze a un valore inferiore dal costo e adeguato al valore di mercato. Ma subito dopo il comportamento contabile occorre verificare le conseguenze fiscali. L’art. 92 del Tuir prevede la suddivisione delle rimanenze in categorie omogenee per natura o per valore. La valorizzazione delle stesse può essere effettuata mediante uno dei metodi previsti dall’art. 2426 n. 10 del c.c.: lifo sia continuo che a scatti; fifo; costo medio ponderato; nonché a costi specifici, se attuabile.

Fisco-comuni, dialogo più fitto

Lotta all’evasione. Aumentano le segnalazioni di posizioni sospette da parte delle amministrazioni locali. Anche se ancora solo un municipio su nove si è attivato in tal senso. La crescita delle segnalazioni è esponenziale: a febbraio 2014 risultavano trasmesse complessivamente 63mila segnalazioni da parte di quasi 900 comuni. Di queste, circa 10mila sono state già trasfuse in atti di accertamento consentendo all’Agenzia delle Entrate di accertare 186 milioni di euro tra Irpef, Iva, Ires, imposte di registro e ipo-catastali. Cresce anche il premio assegnato dall’erario ai sindaci che operano segnalazioni: dagli appena 95mila euro del 2009, nel 2012 nono finiti nelle casse comunali 11 milioni di euro. I dati sono stati diffusi nei giorni scorsi dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.

Ad aprile è stress da scadenze

Sono oltre cento gli adempimenti a carico di contribuenti e intermediari in scadenza nel mese di aprile. A questi si aggiungono gli altri adempimenti che le imprese e i contribuenti devono affrontare in tale periodo e cioè la predisposizione e l’approvazione dei bilanci chiusi al 31 dicembre 2013 in primis. Scorrendo lo scadenzario del mese di aprile ci si accorge che ci sono giorni nei quali si concentrano decine e decine di scadenze di natura fiscale relative sia a versamenti di imposte e tributi sia alla presentazione di modelli e dichiarazioni di natura tributaria. Se la primavera si annuncia così impegnativa figuriamoci cosa dovranno attendersi i contribuenti da maggio, quando inizieranno a farsi sentire le scadenze legate ai modelli dichiarativi dell’anno 2013, a partire dal mod. 730 per terminare con la dichiarazione dei sostituti d’imposta. Un riquadro a lato dell’articolo riporta l’aprile ‘da brivido’ del fisco italiano.

Niente prelievo per agenti e associazioni professionali

Irap. L’attuazione della delega fiscale ( legge 23/2014) chiede al Governo di fare chiarezza sulla definizione dell’autonoma organizzazione, tenendo conto delle pronunce della giurisprudenza di legittimità. I punti fermi sono l’esclusione per gli agenti, i rappresentanti, i promotori finanziari e i piccoli imprenditori, ma non alla generalità delle imprese individuali, e alle associazioni professionali purché forniscano la prova contraria alla presunzione semplice di esistenza di un’autonoma organizzazione. La Cassazione ha inoltre affermato che la misura elevata dei compensi non può da sola costituire il presupposto per l’applicazione dell’Irap. Per quanto concerne l’impiego di personale è stato affermato che l’autonoma organizzazione sussiste in caso di utilizzo di dipendenti o collaboratori non occasionali. Per i compensi di amministratori e sindaci di società la Cassazione e le Entrate divergono.

Irap dei piccoli, l’incertezza non evita le sanzioni dal 2007

Imposta regionale sulle attività produttive. Con la sentenza n. 4394/2014 la Corte di cassazione ha stabilito che le sanzioni amministrazione scattano dal 2007, nonostante restino alcune incertezze interpretative. I giudici del Palazzaccio hanno, dunque, limitato la disapplicazione delle sanzioni, in merito ai requisiti dell’autonoma organizzazione, soltanto ai periodi d’imposta anteriori al 2007. Ciò in quanto a partire da quest’anno la giurisprudenza di legittimità ha individuato i presupposti di applicazione del tributo.

L’adesione al verbale taglia i costi

I contribuenti che si accordano con il fisco subito dopo le contestazioni possono godere di sanzioni ridotte a un sesto del minimo, ma i calcoli di convenienza non sono sempre agevoli. La norma, infatti, prevede la possibilità di adesione ai verbali di constatazione, beneficiando della riduzione delle sanzioni, per imposte sui redditi e Iva cioè per violazioni con le quali è stata constatata l’esistenza di redditi imponibili o Iva non dichiarata, deduzioni, detrazioni, esenzioni e agevolazioni non spettanti imposte o maggiori imposte non versate. L’adesione è tuttavia poco ‘appetibile’ in quanto vi è l’obbligo di aderire all’intero contenuto del verbale. Inoltre, il calcolo di convenienza è tutt’altro che agevole. Fatta eccezione per l’Iva e talvolta l’Irap, i pvc si limitano a rilevare il nuovo reddito da assoggettare a tassazione. Manca la concreta determinazione delle maggiori imposte dovute, degli interessi e delle sanzioni.