Il credito sopra 4mila euro blocca gli acconti 2014

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Con la risoluzione n. 57/E del 30 maggio l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso di rimborso da 730 tramite l’Amministrazione finanziaria, perché l’importo complessivamente supera i 4mila euro, i datori di lavoro non dovranno trattenere gli acconti delle imposte per il 2014, se di importo inferiore al rimborso delle Entrate. Questi anticipi, infatti, saranno scomputati direttamente dall’Agenzia dall’importo da pagare al contribuente. L’Amministrazione non ha però chiarito come dovrà comportarsi il datore che, da luglio in poi, non riuscirà a compensare in F24 gli 80 euro di credito d’imposta anticipato ai dipendenti, se ha già azzerato le ritenute da pagare nel mese con i conguagli dei 730 a credito e se non ha contributi capienti nello stesso periodo di paga.

Sull’aggio da riscossione si paga l’Iva

Con la risoluzione n. 56/E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’attività di riscossione svolta in house dalla società affidataria del servizio va assoggettata a Iva, a esclusione dei servizi di versamento delle imposte, anche se prestati da soggetti diversi dagli istituti di credito. Il documento dell’Amministrazione finanziaria ha esaminato la possibilità di ritenere esclusa da Iva l’attività di riscossione effettuata dalle società a capitale interamente pubblico partecipate dagli enti locali per conto dei quali svolgono il servizio di riscossione.

Yacht extra Ue, niente accise

Le unità da diporto a uso commerciale battenti bandiera extra Ue hanno diritto di rifornirsi di carburante esente da accisa. Lo ha affermato la Commissione Tributaria di Ferrara con la sentenza n. 506/2014 smentendo l’interpretazione restrittiva delle Dogane. Per la commissione provinciale di Ferrara il dm 577/1995, in quanto norma secondaria, ha la mera funzione di prevedere gli adempimenti amministrativi e contabili in capo ai fornitori e agli acquirenti di carburante agevolato, e come tale non può essere assunto quale fonte del diritto di imbarcare gasolio agevolato. In base a ciò è stato ritenuto non corretto il ragionamento delle Dogane che ha ritenuto non applicabile l’agevolazione ai natanti da diporto commerciali di bandiera extra Ue perché non sarebbero in grado di ottemperare integralmente alle formalità previste dal dm 577 in quanto prive del libretto di controllo.

Costi in Paesi ‘black list’, decisiva la sede dei fornitori

Unico 2014. Per dedurre i costi di beni e servizi acquistati nei Paradisi fiscali occorre fare attenzione all’intestazione del conto individuando i requisiti oggettivi e soggettivi che fanno scattare la misura. Da verificare anche l’esistenza delle esimenti che consentono la deduzione. L’analisi dei costi black list prende le mosse dalla individuazione dei fornitori. Rilevano i soggetti localizzati in uno degli Stati o territori previsti dal dm 23 gennaio 2012. Gli operatori devono prestare attenzione ai rapporti economici intrattenuti con fornitori residenti in Italia o in stati white list che richiedono l’accredito dei compensi in conti correnti aperti presso banche black list. In questi casi è necessario verificare che il conto sia intestato al fornitore che ha reso la prestazione e non a un soggetto terzo. Ciò per evitare contestazioni sulla corretta documentazione della spesa.

Autonomi, redditi in calo di oltre l’11%

Il Dipartimento delle Finanze ha reso note le statistiche relative a Unico 2013 e ha confermato che il 2012 è stato un anno difficilissimo per i professionisti e più in generale i quasi 3,7 milioni di contribuenti soggetti agli studi di settore. In media il reddito medio dichiarato si è fermato a quota 27.200 euro, cioè l’11,4% sotto i livelli a cui si era attestato l’anno prima. Flessioni plateali si sono registrate in settori caratterizzati dai redditi più alti. I notai, ad esempio, hanno registrato un -26,1% anche se continuano a guidare la classifica dei redditi dichiarati al Fisco con in media 233mila euro. Commercialisti e consulenti del lavoro hanno perso il 6,1%. Riduzione del 15% per ingegneri e avvocati. La crisi ha colpito anche i medici il cui reddito medio in un anno è sceso del 6,6%. Unica eccezione i dentisti che hanno registrato un -0,4%. Nel comparto dell’abbigliamento la diminuzione dell’imponibile ha superato il 31%

‘Tasi, aumenti fino al 60% rispetto al 2013’

La relazione annuale di Bankitalia ha messo nel mirino la Tasi. Dalla sua introduzione può derivare un aumento del prelievo sull’abitazione principale compreso tra il 12 e il 60% rispetto al 2013. La relazione sottolinea che la quasi abolizione dell’Imu sulla prima casa decisa lo scorso anno ha determinato nel 2013 ‘una significativa contrazione del prelievo locale’ sulle case non di lusso, che invece ‘è destinato ad aumentare nel 2014’. Se gli enti si limitassero all’aliquota base dell’1 per mille ‘il prelievo aumenterebbe di circa il 12%; se invece applicassero il tetto massimo del 2,5 per mille ‘il prelievo complessivo crescerebbe di oltre il 60% rispetto al 2013’. Ritornando ai livelli del 2012. Sono bastati questi numeri per scatenare la protesta di Forza Italia. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio ha detto che rispetto al 2012 non ci sarà un aumento della tassazione sulla casa, mentre se si prende in considerazione il 2013, quando l’Imu prima casa fu abolito, il discorso cambia.

Detassate le garanzie per le obbligazioni

Assonime, con la circolare n. 17/2014, ha chiarito che la detassazione delle garanzie rilasciate a servizio di operazioni di finanziamento strutturate è applicabile anche alle operazioni di breve termine e a prescindere dalla natura del soggetto che sottoscriva le obbligazioni. Il soggetto passivo dell’imposta sostitutiva è l’intermediario finanziario incaricato delle attività di promozione e collocamento delle operazioni in questione; nel caso in cui non intervengano intermediari di questo tipo, il soggetto passivo diviene la società emittente i titoli per i quali l’operazione è stata esercitata. Per quanto concerne il presupposto del tributo, l’opzione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva è esercitata nella deliberazione di emissione; il momento impositivo coincide con la collocazione delle obbligazioni.

Seconde case, Irpef ‘condizionata’

Se l’abitazione principale è in locazione o comodato, il contribuente non deve pagare l’Irpef sulla seconda casa detenuta nello stesso comune, non locata e assoggettata all’Imu. Il chiarimento è contenuto nella circolare n. 11/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate. Diversamente chi dimora abitualmente in un immobile posseduto a titolo di proprietà e che, nello stesso comune, possiede a titolo di proprietà anche un’unità immobiliare ad uno abitativo non locata assoggettata all’Imu, dovrà far concorrere il reddito di quest’ultima alla formazione della base imponibile Irpef e delle relative addizionali nella misura del 50%. Per cui a livello dichiarativo la tassazione Irpef al 50% sul secondo immobile non locato si ha laddove il contribuente presenta un fabbricato situato nel medesimo comune caratterizzato dal codice ‘1’ nella colonna ‘utilizzo’.

Pagamenti di Unico: proroga più vicina

Dal Min. Economia arriva la notizia che è in corso di stesura il Dpcm che conterrà la proroga per il versamento di quanto dovuto attraverso Unico 2014 per chi deve compilare gli studi di settore. Il testo non sarà all’esame del Cdm di oggi, del resto mancano ancora molti giorni. Ma le imprese e i professionisti non sono tranquilli. Più volte hanno chiesto proroghe per i versamenti a causa sia del ritardo con cui i software applicativi saranno consegnati, sia per l’accavallarsi di scadenze non semplici come quella per la Tasi. Alla proroga stanno lavorando al Ministero e se la richiesta delle imprese verrà accolta il termine del 16 giugno potrebbe slittare al 7 luglio. Per chi pagherà dall’8 luglio al 6 agosto ci sarà la penalità ridotta dello 0,4%. Va comunque evidenziato che la proroga riguarderebbe soltanto il versamento e non la materiale presentazione della dichiarazione.

Studi, esclusioni a rischio controlli

Dichiarazioni 2014. Quando si verifica una causa di esclusione o disapplicazione legale le imprese e i professionisti possono evitare Gerico. La legge 146/1998 individua i casi in presenza dei quali gli studi di settore non possono essere utilizzati come strumento di accertamento. I soggetti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività devono indicare in Unico il codice 7 e compilare il quadro ‘Note aggiuntive’ esplicitando la motivazione che ha impedito il normale svolgimento dell’attività. La giurisprudenza tributaria fa riferimento a situazioni straordinarie. Le Entrate, con una circolare del 2013, hanno chiarito che rientrano nella causa di esclusione i soggetti che in corso d’anno cessano l’attività prevalente continuando ad esercitare quella secondaria. L’indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità non veritiere spalanca le porte a un accertamento induttivo puro delle Entrate.