L’accertamento Iva riqualifica il contratto

L’accertamento Iva riqualifica il contratto d’appalto in una cessione di beni. Sempre più spesso il fisco ridetermina la tipologia dell’operazione e classifica l’appalto come cessione di beni contestandone anche il momento di fatturazione. Per la vendita di beni mobili rileva la consegna o spedizione, mentre per i servizi conta il pagamento. Pertanto, una prestazione riqualificata in vendita comporterà verosimilmente la violazione degli obblighi di fatturazione e registrazione. Senza contare che una simile rilettura può riflettersi anche sul bilancio fino ad arrivare, nei casi estremi, a compromettere l’attendibilità delle scritture contabili. A formare oggetto di verifica, in questi casi, non è tanto la ricchezza nascosta, quanto quella registrata, già nota al fisco che, a distanza di anni, viene riqualificata in fattispecie diverse, caratterizzate da una diversa (maggiore) tassazione.

L’acquirente risponde dei debiti

La Commissione tributaria regionale di Trento, con la sentenza 37/02/2014, ha precisato che l’acquirente di un ramo d’azienda è responsabile in solido per le pendenze con il fisco imputabili al cedente. La responsabilità riguarda anche le sanzioni e si estende complessivamente fino al valore dell’impresa oggetto di trasferimento. Una società, dopo aver acquisito un ramo d’azienda nel febbraio 2006, ha ricevuto diverse cartelle di pagamento in qualità di responsabile in solido dei debiti tributari sorti in capo al cedente. Nel costituirsi in giudizio la società sottolineava il difetto di motivazione delle cartelle, la mancata preventiva escussione della cedente e la mancata riduzione proporzionale del debito tributario accertato. La Ctp accoglieva solo parzialmente il ricorso riconoscendo l’illegittimità delle sole imposte accertate relative al 2006. La Ctr confermava la pronuncia di primo grado.

Tris di verifiche sui versamenti di Unico

In vista della scadenza del 7 luglio per i versamenti da Unico 2014 i contribuenti sono chiamati a monitorare i dati per procedere correttamente al versamento dei saldi 2013 e del 1°acconto 2014. Tre le verifiche da effettuare. La prima concerne la correttezza dell’acconto pagato sui tributi per l’anno d’imposta 2013; se questo non è capiente occorre regolarizzare la violazione con il ravvedimento operoso. E’ necessario, poi, riscontrare l’importo dei crediti indicati in Unico 2013 e controllare a quanto ammontano quelli eventualmente ancora disponibili, mediante verifica delle compensazioni effettuate in F24. Va poi verificato l’utilizzo in eccesso dei crediti e il rispetto della soglia massima annua. Il terzo step dei controlli riguarda l’uso dei crediti nel 2014. Per le compensazioni orizzontali dei crediti derivanti da imposte dirette, Irap, sostitutive e ritenute oltre i 15mila euro non c’è l’onere della presentazione preventiva della dichiarazione ‘vistata’. I crediti possono essere utilizzati da subito in compensazione con obbligo di presentare entro il 30 settembre 2014 il mod. Unico con visto di conformità.

Calendario variabile su acconto e saldo

La scadenza del 7 luglio interessa anche le società che si sono trasformate a partire da aprile 2013. Queste sono chiamate a versare Irpef, Ires ma anche Irap e Iva. Con la trasformazione si configurano due autonomi periodi di imposta sia ai fini Ires/Irpef che Irap. I termini di versamento a saldo e in acconto dipendono dalla data di effetto dell’operazione. Per le imposte dirette il termine di versamento a saldo dell’Irpef relativo al periodo ante trasformazione coincide con il 16 giugno dell’anno in cui viene presentata la dichiarazione. Pertanto, per le trasformazioni effettuate da aprile 2013 il saldo Irpef va corrisposto entro il 16 giugno 2014. Con il metodo previsionale è possibile non versare gli acconti Irpef. I versamenti a saldo Ires vanno invece eseguiti entro il 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo di imposta, e quindi entro il 16 giugno 2014. La dichiarazione Iva è invece unica su tutto il 2013. Più complessa la situazione per l’Irap.

Per i crediti svalutati ragguaglio ad anno post trasformazione

Chi nel 2013 ha trasformato la propria società da società di persone a società di capitali deve presentare due autonome dichiarazioni per lo stesso esercizio. Una per il periodo che va dal 1°gennaio al giorno antecedente la trascrizione in cui il reddito si determina con le regole proprie delle società di persone. Un’altra per il periodo decorrente dalla data di trascrizione al 31 dicembre in cui si applicano, invece, le regole proprie delle società di persone. La determinazione degli imponibili dei due periodi si effettua individuando i componenti di reddito da ragguagliare all’anno ( svalutazione di crediti e ammortamenti) e quelli per i quali il ragguaglio non va eseguito (es. plusvalenze rateizzate). Molta attenzione va poi riservata all’indicazione in bilancio e in Unico Sc delle riserve per garantire la neutralità a quelle formatesi ante trasformazione. In caso di loro distribuzione prima si attinge a quelle ante trasformazione e poi a quelle post.

Semestre Ue, la ‘prova del nove’

Inizia domani la presidenza di turno italiana dell’Unione europea. In sei mesi la guida targata Italia cercherà di cambiare il baricentro della Ue spostandolo dal rigore alla crescita. E’ la nona volta che facciamo da registi, la terza da quando la Comunità europea si è trasformata in Unione. Toccherà a Matteo Renzi imprimere un cambio di passo. Priorità assoluta saranno crescita, occupazione e innovazione. Mercoledì prossimo ci sarà la presentazione del programma all’Europarlamento. Quattro i dossier chiave: il rilancio della crescita e dell’occupazione, grazie al ‘tesoretto’ dei margini di flessibilità ancora inutilizzati previsti dalle regole su deficit e debito; la costruzione di un mercato unico dell’energia; una politica comune dell’immigrazione e l’avvio della riforma dell’architettura comunitaria. Il primo dibattito sui conti pubblici è fissato per l’Eurogruppo del 7 e l’Ecofin dell’8 luglio. Le nuove regole inizieranno a delinearsi al vertice di dicembre.

Fisco, Pa, pos: ora si cambia

Tra oggi e domani entrano in vigore nuove misure destinate a incidere pesantemente nella vita di imprese e cittadini. Da oggi artigiani, professionisti e imprese devono accettare pagamenti tramite bancomat per importi superiori a 30 euro. Per queste categorie diventa, dunque, obbligatorio dotarsi di Pos. L’obbligo, tuttavia, non prevede sanzioni in caso di violazioni. Sempre oggi diventa obbligatorio depositare in via telematica gli atti e i documenti nei procedimenti civili in tribunale. Il vincolo riguarda solo le cause in corso, per quelle già avviate l’obbligo scatterà dal 31 dicembre. Da domani 1°luglio sale, invece, dal 20 al 26% la tassazione sugli investimenti, esclusi i titoli di Stato italiani. Tutti i Comuni non capoluogo di provincia non possono più acquisire lavori, beni e servizi da soli, ma devono passare per una centrale unica di committenza. Tutte le Pa, inoltre, devono tenere un registro unico delle fatture, nel quale annotare i documenti contabili, anche relativi agli appalti, entro 10 giorni dal loro ricevimento.