Caf, responsabilità alleggerite

Il neodirettore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in audizione in commissione Finanze al Senato, ha confermato che relativamente alle dichiarazioni dei redditi precompilate, prevista dal dlgs sulle semplificazioni fiscali, è pronta la revisione della responsabilità in capo ai Caf e ai professionisti che risponderanno soltanto in caso di errori tecnici nel rilascio del visto di conformità. Ogni altro tipo di responsabilità legata alla veridicità dei documenti fiscali sarà attribuita direttamente ai contribuenti che resteranno sempre e comunque responsabili in caso di frode. Ma non basta. Cambia anche il quantum delle sanzioni in caso di errori materiali. Garantita, poi, la possibilità fino al 10 novermbre di ogni anno, di trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente.

Fondazioni, stretta sugli sconti

Con la risoluzione n. 74/E di ieri l’Agenzia delle Entrate risponde all’interpello di una società (una banca) che chiedeva di conoscere se le erogazioni liberali concesse ad una Fondazione fossero deducibili. La risposta è stata positiva a condizione, però, che l’ente beneficiario, anche di secondo livello, realizzi direttamente i suoi progetti. La Fondazione beneficiaria delle erogazioni, per le attività poste in essere, rientra tra i soggetti che hanno diritto alla deduzione fiscale. Il problema chiarito dall’Amministrazione finanziaria riguarda la deducibilità delle somme deliberate dalla banca a favore della Fondazione. Tale deducibilità non è compromessa se la Fondazione raggiunge i propri obiettivi anche sostenendo progetti realizzati da terzi, ma è necessario che questi terzi abbiano gli stessi requisiti e realizzino direttamente i progetti

Il codice errato non giustifica sempre la rettifica

Cambia orientamento la Corte di cassazione. Allineandosi al recente indirizzo della Corte di Giustizia Ue, i giudici del Palazzaccio, con l’ordinanza n. 17254/2014, depositata ieri, hanno sostenuto che l’errore relativo al codice Iva del cliente estero indicato in fattura non può legittimare l’ufficio a rettificare l’imposta sull’operazione, se sussistono i requisiti sostanziali della vendita intracomunitaria. Il caso analizzato riguardava un accertamento con cui l’Amministrazione finanziaria recuperava l’Iva su alcune operazioni intracomunitarie. Le fatture emesse dalla società italiana riportavano in modo errato il numero di partita Iva del cessionario. Mentre la Ctp accoglieva il ricorso dell’impresa, la Ctr condivideva la tesi delle Entrate. La società ricorreva allora per Cassazione, che ha ritenuto fondate le doglianze del contribuente.

Obbligazioni, esenzione più ampia

L’art. 21 del dl ‘competitività’ prevede che sono esenti da imposte, nei confronti dei soggetti residenti in Paesi white list, gli interessi sulle obbligazioni emesse da società non quotate anche se il titolo non è negoziato in mercati regolamentati. La condizione è che le obbligazioni siano detenute da almeno un investitore qualificato. La norma cambia l’art. 1 del dlgs 239/1996 sull’imposta sostitutiva su interessi, premi e altri frutti di obbligazioni e titoli similari; sul piano sostanziale il beneficio esenta gli obbligazionisti residenti in Paesi white list compresi quelli privi di soggettività tributaria. Per l’esenzione nei confronti di questa tipologia di soggetti, se non saranno chiarite ufficialmente le procedure, occorrerà documentare il periodo di possesso da parte del non residente. Se il titolo è depositato presso l’emittente per l’intero periodo si applicherà l’esenzione dopo aver ricevuto l’autocertificazione di ‘residenza fiscale’.

Italia-Svizzera, l’accordo ormai è in vista

L’intesa fiscale tra l’Italia e la Svizzera sembra vicina. La visita a Roma del presidente della Confederazione elvetica, Didier Burkhalter, che ieri ha incontrato il premier Renzi e il Ministro degli Esteri, Mogherini, potrebbe segnare una svolta su tavoli negoziali tecnici. Tema ‘caldo’ per Roma è quello dell’assistenza fiscale bilaterale, un meccanismo di collaborazione tra le amministrazioni che consentirebbe di avere informazioni sui contribuenti con depositi in fuga dal fisco. Per Berna l’accordo è vitale perché da questo dipende il riconoscimento della Svizzera come paese ‘collaborativo’ consentendole di uscire dalla black list commerciale.

Acquisti di case e auto, il governo pensa a sgravi e deduzioni

Il Governo sta valutando di introdurre un meccanismo di defiscalizzazione per le auto simile a quello messo in opera per la casa. Il decreto legge ‘sblocca Italia’ potrebbe essere lo strumento idoneo a contenere le misure. Se ne parlerà al Cdm di domani. I contenuti non sono ancora definiti, specie sulle coperture degli incentivi. Il Governo vuole evitare di approvare un decreto a fine luglio che con buona probabilità non riuscirebbe nei 60 giorni successivi ad essere convertito. Sarebbe meglio far partire il cronometro della conversione a fine agosto. Allo studio la possibilità di dedurre una parte del prezzo d’acquisto dalla dichiarazione dei redditi, a patto di rottamare un mezzo inquinante, e con la restituzione dello sconto fiscale in 5 anni. Il meccanismo è lo stesso che dovrebbe essere applicato alla casa. E cioè la deducibilità del 20% del prezzo d’acquisto per gli immobili nuovi o ristrutturati completamente dati in affitto a canone concordato per almeno 8 anni.

Dogane e Iva, controlli nulli

Gli effetti della sentenza Equoland emessa dalla Corte di Giustizia Ue lo scorso 17 luglio si faranno sentire sia sui contenziosi pendenti che sull’attività di accertamento dell’Agenzia delle Dogane. Per i giudici di Lussemburgo la disciplina comunitaria in materia di Iva non consente ad uno Stato membro di chiedere il pagamento dell’imposta all’importazione qualora la medesima sia già stata regolarizzata con un’autofatturazione e una registrazione nel registro degli acquisti e delle vendite del soggetto passivo. Ne deriva che non è possibile configurare l’Iva all’importazione come un tributo diverso dall’Iva interna, sicché l’autofattura emessa per l’assolvimento da parte del soggetto passivo non costituisce una mera ‘operazione neutra di compensazione dell’Iva nazionale a debito con quella a credito’ come più volte affermato dalla Cassazione, ma un vero e proprio pagamento opponibile all’ufficio doganale che agisce per il recupero dell’imposta non versata all’importazione.

Confisca calcolata contando l’evaso

Le Sezioni unite penali della Corte di cassazione, con la sentenza n. 33451 del 29 luglio 2014, hanno sancito che nella confisca che scatta in caso di sproporzione tra i beni posseduti e quanto dichiarato va calcolato anche quanto evaso dal contribuente. Il massimo consesso di Piazza Cavour ha confermato la misura inflitta ad un uomo di Milano accusato di associazione mafiosa, evasione fiscale, furto e ricettazione. Risolvendo un contrasto (in realtà generato da una sola pronuncia contraria) la Corte ha sancito che: ‘Ai fini della confisca di cui all’art. 2-ter della legge n. 575/1965, per individuare il presupposto della sproporzione tra i beni posseduti e le attività economiche del soggetto, deve tenersi conto anche dei proventi dell’evasione fiscale’.

Ipoteche collegate a mutui, cancellazione online rivista

Per la cancellazione online delle ipoteche collegate ai mutui arrivano nuove specifiche tecniche. Ieri un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ha approvato le modalità che dal 2015 dovranno essere utilizzate dagli istituti di credito, dagli intermediari finanziari e dagli enti di previdenza. Le nuove specifiche tecniche aggiornano le istruzioni informatiche dell’Agenzia del Territorio (oggi incorporata nelle Entrate) varate nel 2007 e quelle del 2012 relative alle ipoteche ultra-ventennali. Il Testo unico bancario stabilisce, infatti, che le ipoteche iscritte a garanzia di mutui stipulati o accollati a seguito di frazionamento cessano automaticamente alla data di estinzione dell’obbligazione garantita. Senza alcun costo aggiuntivo per il debitore.

Immobili, imposte ipotecarie e catastali più care con vendita prima di cinque anni

Con l’ordinanza n. 17151 del 29 luglio 2014, la Corte di cassazione ha affermato che chi vende l’immobile prima dei cinque anni dall’acquisto senza sottoscrivere un nuovo rogito paga imposte di registro, ipotecaria e catastale più care. La sottoscrizione del solo preliminare di compravendita entro il termine per il riacquisto, infatti, non dà diritto alle agevolazioni fiscali sulla prima casa. Serve il contratto definitivo perché solo questo produce l’effetto traslativo della proprietà. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Ribaltato il verdetto della Ctr di Milano.