Per le Finanze la Tasi è costata 1/3 dell’Imu

Secondo una nota del Dipartimento delle Finanze la Tasi nel 2014 è costata meno dell’Imu 2012. I 2.178 Comuni che hanno deliberato entro maggio l’aliquota Tasi hanno incassato 1,2 miliardi di euro, il 29,3% in meno rispetto agli 1,6 miliardi arrivati con l’Imu 2012. Si tratta di proiezioni sul gettito effettivo basate sulla prima rata versata entro il 16 giugno, dicono fonti del Tesoro. Sempre secondo il Dip. delle Finanze, nel passaggio dall’Imu alla Tasi è inoltre sceso di un milione il numero di contribuenti per l’abitazione principale. Tale flessione può dipendere dall’introduzione in alcuni Comuni di esenzioni per l’abitazione principale. Per la fascia di importo sotto i 50 euro e per quelle superiori a 150 euro, dice il documento, la Tasi/Imu 2014 registra una contrazione sia del numero dei contribuenti, sia dell’importo teorico rispetto all’Imu 2012.

Beni esteri ostaggio di Unico

I capitali nascosti all’estero devono essere indicati nel quadro RW di Unico 2014. Il 30 settembre scadono i termini per la presentazione delle dichiarazioni; i contribuenti con patrimoni oltreconfine non in regola con le norme sul monitoraggio fiscale che non hanno ancora aderito alla voluntary disclosure si trovano davanti ad un bivio. Il ritardo con cui il legislatore sta definendo la collaborazione volontaria può tuttavia distogliere chi stava già pensando alla regolarizzazione spontanea. Il ddl, ancora al vaglio del Parlamento, prevede la possibilità di regolarizzare le violazioni commesse fino al 31 dicembre 2013 con la compilazione del quadro RW. Per le persone fisiche la copertura arriva fino ai redditi dell’anno 2012. L’omessa dichiarazione degli asset esteri con la prossima dichiarazione dei redditi 2013, non sarebbe quindi regolarizzabile attraverso una futura procedura di disclosure. Mantenere i capitali ‘nell’ombra’ espone, però, il contribuente a rischi fiscali e penali sempre più elevati.

Edilizia, ravvedimento operoso

Il decreto legge sblocca Italia, oggi pomeriggio in Cdm, prevede una sanatoria permanente per gli abusi edilizi. Il responsabile potrà mettersi in regola e conciliare con il Comune pagando una sanzione pari all’aumento di valore dell’immobile. Chi ha commesso un abuso, quando non è possibile ottenere l’accertamento di conformità o quando la relativa domanda non sia stata accolta nei termini prescritti, può chiedere l’avvio di una procedura di conciliazione al fine di individuare, in contraddittorio con il Comune, gli interventi da eseguire per rendere l’opera conforme alla disciplina urbanistica vigente

Cessioni immobiliari, fisco soft

Agevolazioni per il passaggio di immobili non di lusso da privati a imprese edili. E’ quanto prevede la bozza del decreto sblocca Italia. Per rilanciare l’edilizia abitativa il Governo ha previsto che le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicheranno in misura fissa (600 euro in tutto) se l’acquirente si impegna a ristrutturare l’immobile e a rivenderlo entro cinque anni. La stessa agevolazione si applicherà alla permuta per l’acquisto di un’abitazione non di lusso nuova o ristrutturata. Ma non basta. L’acquirente di abitazioni del genere avrà diritto anche ad una detrazione Irpef pari al 50% della spesa sostenuta entro un tetto massimo di spesa di 150mila euro, da suddividere in dieci quote annuali uguali. Il bonus fiscale massimo ammonterebbe quindi a 75mila euro, da ripartire in dieci rate da 7.500 euro all’anno. Per gli acquisti di nuove costruzioni di classe energetica A, risultanti da precedenti demolizioni, il bonus potrebbe arrivare a 130mila euro.

Più facile recuperare i crediti

Il decreto legge di riforma della giustizia civile, oggi all’esame del Consiglio dei Ministri, contiene un provvedimento che rafforza i poteri degli ufficiali giudiziari e che consente ai creditori di recuperare più facilmente il proprio credito. Con le banche dati aperte, compresa l’anagrafe tributaria, i creditori potranno chiedere al giudice l’autorizzazione a far cercare dall’ufficiale giudiziario beni da pignorare al debitore. L’ufficiale giudiziario, con modalità telematiche, potrà ricercare anche conti bancari, sempre previa autorizzazione del giudice. Per la ricerca dei beni tramite le banche dati è dovuto un contributo unificato di 43 euro. Per l’attività di ricerca telematica dei beni sono previsti incentivi a favore degli ufficiali giudiziari con compensi fino al 5% del valore del credito. I dati dell’anagrafe dei conti sono utilizzabili dal giudice nei procedimenti concorsuali, di famiglia e di gestione dei beni altrui.

Più facile recuperare i crediti

Il decreto legge di riforma della giustizia civile, oggi all’esame del Consiglio dei Ministri, contiene un provvedimento che rafforza i poteri degli ufficiali giudiziari e che consente ai creditori di recuperare più facilmente il proprio credito. Con le banche dati aperte, compresa l’anagrafe tributaria, i creditori potranno chiedere al giudice l’autorizzazione a far cercare dall’ufficiale giudiziario beni da pignorare al debitore. L’ufficiale giudiziario, con modalità telematiche, potrà ricercare anche conti bancari, sempre previa autorizzazione del giudice. Per la ricerca dei beni tramite le banche dati è dovuto un contributo unificato di 43 euro. Per l’attività di ricerca telematica dei beni sono previsti incentivi a favore degli ufficiali giudiziari con compensi fino al 5% del valore del credito. I dati dell’anagrafe dei conti sono utilizzabili dal giudice nei procedimenti concorsuali, di famiglia e di gestione dei beni altrui.

Impianti in leasing, da rivedere i calcoli del modello Unico

Trattamento tributario degli impianti fotovoltaici. La risposta fornita lo scorso 26 agosto ad Assilea dall’Agenzia delle Entrate costringerà molte imprese a rivedere i calcoli di Unico e a rettificare le imposte versate a saldo 2013 e in acconto 2014. Nella circolare 36/E/2013 l’Amministrazione finanziaria non aveva considerato l’ipotesi in cui il bene è oggetto di un contratto di leasing rivedendo il proprio orientamento in tema di ammortamenti dell’impianto fotovoltaico, limitando l’applicazione dell’aliquota 9% ai soli casi in cui catastalmente il bene possa qualificarsi come ‘mobile’. Altrimenti l’aliquota è al 4% per l’impianto ‘a terra’ e al 3% se considerato costo incrementativo. La circolare del 2013 non trattando la locazione finanziaria difficilmente ha indotto le imprese conduttrici a rideterminare il canone deducibile. Ora è dunque necessario ‘spalmare’ fiscalmente in modo diverso i canoni residui appostati in bilancio, a partire dalla dichiarazione 2014 ancora non presentata.