Premi ai giudici

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha firmato il decreto che stanzia 43,4 milioni di euro per premiare le commissioni tributarie virtuose, quelle più efficienti nello smaltimento dell’arretrato. Aumenti in vista pure per i compensi accessori dei giudici del fisco. Il dl 98/2011 all’articolo 37 ha previsto, infatti, un premio economico per le commissioni capaci di smaltire ogni anno almeno il 10% dei fascicoli pendenti al termine dell’anno precedente. Modificando in parte il meccanismo il dl 16/2012 ha destinato il 50% dei tali fondi per incrementare la quota variabile del compenso dei giudici tributari. Per il 2011 e il 2012 il decreto dell’Economia ha stanziato rispettivamente 9,8 e 33,6 milioni di euro che saranno divisi a metà tra commissioni virtuose e magistrati tributari.

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Verifiche con il tovagliometro

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 20060 del 24 settembre 2014, legittima l’accertamento basato sui tovaglioli di carta consumati nell’attività di ristorazione se le scritture contabili presentano indizi di inattendibilità e i ricavi dichiarati sono comunque in linea con gli studi di settore. I giudici del Palazzaccio sposano, dunque, l’orientamento favorevole alla ricostruzione presuntiva del reddito basata su elementi extracontabili significativi. Nel respingere il ricorso della società la Suprema corte ha affermato che l’accertamento analitico-induttivo trova spazio anche in caso di contabilità formale regolare, sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti che facciano seriamente dubitare della completezza e fedeltà della contabilità stessa. La mancata esibizione dell’inventario delle giacenze unita ad altre mancanze hanno legittimato il ricorso all’accertamento analitico-induttivo basato sul consumo dei tovaglioli.

Mutui casa, garantisce lo stato

E’ stato pubblicato sulla G.U. il decreto del Mineconomia che stanzia 600 milioni di euro per tre anni. Serviranno per garantire i mutui per l’acquisto della prima casa, per la ristrutturazione o il miglioramento dell’efficienza energetica. Coprirà fino al 50% dell’importo, purché il prestito non sia superiore a 250 mila euro. La precedenza nell’accesso alle risorse sarà data alle giovani coppie, ai single con figli e agli under 35. L’immobile acquistato da abibire ad abitazione principale non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8 e A9. I mutui garantiti dal Fondo potranno essere concessi da banche e intermediari finanziari in base a un protocollo tra il Tesoro e l’Abi. I soggetti finanziatori non potranno richiedere al mutuatario garanzie aggiuntive non assicurative.

Fabbricati merce alla prova-Tasi

I fabbricati merce vivono il paradosso determinato dall’incrocio di Imu e Tasi. Esentati dall’Imu in base al dl 102/2013, proprio per questo beneficio vedono crescere il nuovo tributo sui servizi indivisibili che quest’anno può arrivare al 2,5 per mille e nel 2015, senza correttivi, può volare addirittura al 10,6 per mille. Spazi che i Comuni hanno utilizzato anche perché in molti casi le ‘compensazioni’ statali per il mancato gettito Imu si sono rivelate inferiori al reale peso fiscale di questa tipologia di immobili. Le imprese interessate devono dunque spulciare le delibere comunali alla ricerca della corretta aliquota da applicare, stando attente a molte variabili: il Comune potrebbe aver deciso un’aliquota ad hoc sui fabbricati merce, anche più alta rispetto alla Tasi attribuita agli altri immobili perché in questo caso non scatta il vincolo legato alla somma di Imu e Tas

Autoriciclaggio, soluzione mirata

Domani, in commissione Finanze alla Camera, riprenderà l’iter della legge sul rientro dei capitali. Ancora aperta la partita sull’autoriciclaggio tra il Mef che chiede una versione ‘robusta’ per incentivare il rientro dal ‘nero’ e la Giustizia che suggerisce, invece, un testo ‘light’ per non incorrere in eccessi punitivi a rischio di illegittimità. In commissione è atteso il testo di sintesi sul nuovo artico 648-bis c.p. Il Governo ha reso noto di voler inserire il self-laundering nella legge sul rientro dei capitali e di voler abbandonare il veicolo parallelo del ddl sulla criminalità economica. Poche ma significative le differenze tra i due testi. Nella legge sul rientro dei capitali, l’autoriciclaggio è inserito nell’attuale 648-bis c.p., mentre nella versione della Giustizia è una fattispecie nuova. Nella prima è punito con una pena compresa tra 4 e 12 anni di reclusione. Nella seconda l’autoriciclaggio è punito con una pena ridotta rispetto al riciclaggio (da 2 a 8 anni di carcere).

Ultimo giorno per l’affrancamento

Oggi scade il termine entro il quale i risparmiatori che detengono strumenti finanziari nell’ambito del regime del risparmio amministrato possono comunicare al proprio intermediario finanziario l’intenzione di procedere all’affrancamento del valore al 30 giugno 2014 degli strumenti finanziari che rientrano in tale procedura. La comunicazione permette di applicare la nuova aliquota del 26% sulla quota di capital gain maturata dopo il 30 giugno 2014 e non ancora realizzata a tale data. Il versamento dell’imposta sostitutiva, da effettuarsi entro il 16 novembre 2016 sulla differenza tra le plusvalenze latenti al 30 giugno e le minusvalenze realizzate a tale data, permette di assumere quale nuovo valore di carico dei titoli ai fini fiscali quello rilevato sui mercati finanziari al 30 giugno 2014.

Unico, l’anomalia ferma l’invio

Oggi è l’ultimo giorno utile per spedire il modello Unico. Oltre ai controlli finali sulla ‘firma’ occorre ricordare che l’invio telematico del modello non conclude il complesso iter che caratterizza la procedura che governa l’inoltro della dichiarazione. Unico si considera presentato, infatti, solo nel momento in cui è avvenuta la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. A tal fine è fondamentale verificare l’avvenuto buon fine della procedura. Dopo l’invio il servizio telematico o Entratel restituisce all’intermediario una ricevuta che costituisce la prova della presentazione. Il professionista deve sempre verificare le comunicazioni telematiche perché il file trasmesso potrebbe essere stato scartato. In tal caso, entro i 5 giorni successivi, va rimossa la causa che ha determinato lo scarto e ripetuto l’invio. In caso contrario la dichiarazione non ritrasmessa sarà considerata omessa. Per gli errori riscontrati le Entrate riportano una scala contrassegnata da asterischi e lettere.