Imu e Tasi, evasi 3,8 miliardi

Tra Imu e Tasi mancano all’appello 3,8 miliardi di euro. A tanto ammonta la cifra evasa dai contribuenti. E’ pari a un quinto del gettito teorico. Lo afferma la relazione sulla capacità fiscale degli enti locali nelle regioni a statuto ordinario, predisposta dal gruppo di lavoro istituito presso il Mef. Ogni abitante vale per i comuni 604 euro all’anno di tasse locali. Il 50% della capacità fiscale è prodotta dalla tassazione immobiliare. Nel valutare la capacità fiscale degli enti locali il gruppo di lavoro ha tenuto conto pure del tax gap cioè della differenza tra il gettito teorico e quanto effettivamente incassato dalle amministrazioni che in materia di Imu e Tasi è stimato a quota 4,3 miliardi di euro escludendo i terreni, le aree fabbricabili e i fabbricati rurali. Si tratta di una cifra pari al 22,6% del gettito teorico.

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Giudizio tributario Ok a nuove carte

La Corte di cassazione fissa dei paletti all’utilizzabilità del questionario nell’ambito della procedura di accertamento fiscale. Sono infatti utilizzabili in giudizio dal contribuente i documenti che non ha potuto esibire all’ufficio in sede amministrativa perché non a sua disposizione. Ma non solo. L’Amministrazione finanziaria deve indicare il termine entro il quale il cittadino è tenuto a rispondere ai chiarimenti. Sono questi, in sintesi, i principi affermati dai giudici di legittimità con la sentenza n. 22946 del 29 ottobre 2014. Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. La vicenda riguardava un imprenditore che non aveva presentato in sede amministrativa alcuni documenti perché ancora in possesso dell’Inps.

Coniugi smemorati la cartella è valida

La cartella esattoriale è valida anche quando il coniuge non la consegna al contribuente. É sufficiente che la notifica sia avvenuta nell’indirizzo di residenza. A sancirlo la Corte di cassazione con la sentenza n. 22928 del 29 ottobre 2014. La vicenda riguarda l’iscrizione di un’ipoteca da parte di Equitalia a carico di un contribuente che lamentava la mancata notifica della cartella esattoriale. Il plico era stato consegnato presso l’abitazione dell’uomo ad una donna che si era qualificata una volta come la moglie e una volta come la madre. Dagli atti era emerso che la coppia si stava separando. Per questo la Ctr ha annullato la cartella. La Cassazione, tuttavia, ha ribaltato il verdetto e accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Per gli emellini la sentenza dei giudici tributari regionali va annullata perché corredata da motivazioni solo apparenti. Si era limitata a rilevare un rapporto di conflittualità coniugale.

Una mano sulla notifica

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 il decreto ministeriale 21 ottobre 2014 del Mef che consente alle pubbliche amministrazioni di riscuotere all’estero. L’agente della riscossione italiano potrà dunque prendere in carico richieste di notifica provenienti da Paesi membri della Ue e avrà sei mesi di tempo per adempiere al compito. Naturalmente il sistema funziona anche in senso inverso. Significa che le amministrazioni locali potranno inviare in via telematica al servizio di collegamento la richiesta di notifica da inoltrare all’autorità del Paese in cui deve avvenire la riscossione. Un ruolo centrale viene svolto dal ‘servizio di collegamento’ una struttura del Dip. Finanze competente allo scambio di informazioni in materia di tributi locali. A questa lo Stato membro potrà chiedere assistenza per la notifica ma solo se non sia in grado di provvedere direttamente o qualora questa notifica dia luogo a difficoltà sproporzionate.

Più iscrizioni a Nord Diminuiscono i praticanti (-18%)

Il primo dato che emerge dal rapporto 2014 sulla categoria presentato ieri dalla Fondazione nazionale dei commercialisti (Fnc) all’incontro con i presidenti degli Ordini è la forte emorragia di tirocinanti. ‘Un dato – spiega Giorgio Sganga, presidente della Fnc – che è diretta conseguenza della crescente incertezza’. Il calo di tirocinanti nel 2013 si attesta intorno al 37% se ci si confronta con il 2009, mentre è del 18% rispetto al 2012. Un altro dato ‘anomalo’ è l’aumento di nuovi iscritti maggiore al Nord Italia rispetto al Sud. Considerato l’alto numero di imprese che chiudono, l’aumento di iscritti è illogico; la scelta della professione è vista come ‘parcheggio’ in attesa di occasioni migliori. Al Sud, invece, dato che iscriversi ha comunque un costo la professione non è più vista come scelta alternativa alla disoccupazione. Il reddito medio 2012 nelle regioni del Sud è di 30mila euro contro gli oltre 59mila a livello nazionale.

Commercialisti, allarme sulla ‘precompilata’

Il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Gerardo Longobardi, ieri in audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria ha affermato che la dichiarazione precompilata rischia di riversare sugli intermediari e quindi sui commercialisti i rischi e i costi della semplificazione. Dal 2016 il patrimonio informativo a disposizione delle Entrate si arricchirà dei dati del SSN; ciò significa che il 71% dei 20 milioni di dichiarazioni precompilate avrà bisogno di essere integrata, senza contare le correzioni per le restanti 28,3%. Un problema che non riguarderà solo il primo anno, perché, secondo stime, nel 2016 le precompilate da integrare, pur riducendosi, saranno il 45,2% del totale. La norma inoltre prevede che se ci sono errori il commercialista è tenuto a pagare le sanzioni, le maggiori imposte e i relativi interessi.

Piccole imprese, bilancio semplificato

La legge 154/2014 recepisce la direttiva 2013/34/Ue che introduce nuove regole per la redazione dei bilanci delle società italiane. Obiettivo è semplificare le norme contabili per le piccole imprese e renderle più facilmente comparabili a livello Ue. Interessate tutte le società di capitali. I nuovi standard si differenziano in base alle dimensioni delle imprese: sono previsti schemi più articolati per le società di maggiori dimensioni e schemi semplificati per quelle di minori dimensioni. Le imprese saranno suddivise in diverse categorie: microimprese, piccole imprese, medie imprese e grandi imprese. I gruppi, invece, saranno ripartiti in tre classi: piccoli, medi e grandi.