‘Reverse charge’ al bisogno

Sono in arrivo due nuovi strumenti per la lotta contro le frodi Iva. La legge di delegazione europea 7 ottobre 2014 n. 154 prevede l’introduzione nel sistema normativo italiano dei due provvedimenti euro-unionali, voluti e adottati dal Consiglio Ue come reazione all’aumento dell’evasione nel sistema dell’Iva. Nel 2011 il cd VatGap si è attestato a 193 miliardi di euro, pari all’1,5 del Pil della Ue. I dati, inoltre, evidenziano il trend in aumento per 2012 e 2013 anche in Italia. Le cifre dell’evasione impongono interventi concreti ed immediati. Proprio su questa linea si inseriscono le due direttive, di cui la legge delega prescrive il recepimento, riguardanti il cd Qrm (Quick reaction mechanism) e l’ampliamento su base d’urgenza delle operazioni ammesse al reverse charge (Rcm). Il Qrm potrà essere adottato in emergenza e per brevi periodi. L’Rcm è un sistema in cui il fornitore non addebita l’Iva all’acquirente soggetto passivo che, a sua volta, diventa il debitore dell’imposta.

Auto, l’annotazione può contare per il redditometro

Da lunedì 3 novembre diventa obbligatoria l’annotazione dell’utilizzatore del veicolo sulla carta di circolazione. La novità potrà avere effetti ai fini del redditometro. Il fisco ha accesso diretto all’Archivio nazionale veicoli, gestito dalla Motorizzazione, in cui andrà annotato il nuovo obbligo per gli utilizzatori. Così i dati di questi soggeti potranno essere visionati dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito dell’accertamento sintetico e redditometrico. Ai fini del redditometro possono essere individuati tutti i mezzi di trasporto che risultano non solo di proprietà, ma anche nella disponibilità del contribuente (persona fisica) titolare o non titolare di partita Iva. Finora le uniche forme di disponibilità rintracciabili nelle banche dati sono state leasing, usufrutto e acquisto con patto di riservato dominio. Con le nuove norme si aggiungeranno il noleggio, il comodato, il trust e il rent to buy.

Perdono per l’autoriciclaggio

Stop all’autoriciclaggio anche per i contribuenti che aderiranno alla sanatoria domestica. A prevederlo è l’ultima versione del ddl sul rientro dei capitali. Il testo dice che alla sanatoria domestica si applicheranno alcune norme relative al rientro dei capitali. La non punibilità è limitata, tuttavia, ai delitti commessi entro il 30 settembre 2015. Il nuovo delitto di autoriciclaggio introduce l’art. 648 ter al Codice penale e sanziona con la reclusione da due a otto anni chiunque abbia commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, provvedendo successivamente all’impiego del denaro in attività economiche, finanziarie o speculative per ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa. Restano punibili l’emissione di fatture false, l’indebita compensazione, l’occultamento di scritture contabili.

Conti correnti ‘monitorati’ in 51 Paesi

Ieri, a Berlino, i rappresentanti di 51 paesi membri dell’Ocse, fra cui l’Italia, hanno firmato l’accordo che prevede l’adozione di un nuovo standard globale unico per lo scambio automatico delle informazioni sui contribuenti, anche quelli con conti nei cd ‘paradisi fiscali’. Lo scambio entrerà in vigore nel 2017 ma le informazioni che veranno allora comunicate riguarderanno anche i conti aperti alla fine del 2015. Chi non sanerà prima di allora la propria posizione, rischia di finire nella rete del fisco. Recita il comunicato: gli evasori hanno due scelte: farsi avanti o venire presi. Nei prossimi mesi altri 123 Paesi potrebbero aderire all’accordo ed entrare far parte degli early adopters, fermo restando che in ogni caso l’accordo entrerà in vigore per tutti un anno dopo, nel 2018. Per il ministro Padoan si tratta di una riforma che cambia i rapporti internazionali. Ci aspettiamo un aumento dei rientri delle ricchezze

La Ue non esclude ‘misure ulteriori’

La Commissione europea, ieri, ha avvertito che nonostante la decisione di non bocciare in toto alcun bilancio previsionale per il 2015 potrebbero comunque venir richieste, a novembre, ‘misure ulteriori’ di risanamento dei conti se le manovre di alcuni paesi non rispettassero pienamente il Patto di Stabilità. Entro novembre l’esecutivo comunitario dovrà pubblicare nuove previsioni economiche e soprattutto presentare opinioni ragionate sui bilanci per l’anno prossimo. Restano nel mirino, dunque, Italia e Francia. Per l’Italia la Commissione terrà conto sia delle misure di modernizzazione dell’economia, sia delle nuove previsioni comunitarie attese per martedì. E’ importante che l’agenda delle misure sia approvata e poi attuata. Delicata la situazione francese. Parigi ha presentato un piano di risanamento senza particolare mordente, il suo deficit è sopra al 3% del Pil da più di sei anni.

Fallimento, cartella valida a tempo

E’ nulla la cartella di pagamento notificata al fallimento in relazione a un accertamento dichiarato legittimo dal giudice, con sentenza passata in giudicato. Lo ha sancito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 22809 del 28 ottobre 2014. I giudici di legittimità hanno chiarito nelle motivazioni che l’avviso di accertamento originario è stato legittimamente notificato alla società in bonis e da questa impugnato.

Fisco, controlli a tappeto

Con l’ordinanza n. 22817 del 28 ottobre 2014 la Corte di cassazione ha affermato che è legittimo l’accertamento a carico dell’amministratore di fatto che partecipa all’ideazione della frode fiscale. I giudici della sesta sezione, respingendo il ricorso di una manager, hanno reso definitivo un atto impositivo emesso a carico dell’amministratore di fatto di un’associazione coinvolta in una maxi frode fiscale. La presentazione della dichiarazione dei redditi e l’apertura della partita Iva era bastato per far scattare le accuse per la partecipazione all’affare illecito. Ma non basta. La circostanza autorizza le verifiche in capo agli amministratori.