I grandi graziati dall’Ue, rivolta dei piccoli

La Commissione europea, ieri, ha avvertito che Spagna, Italia e altri 5 Paesi ‘rischiano di non rispettare i loro impegni con il Patto di stabilità e crescita della Ue’. Poco dopo la Spagna ha reso noto che non adotterà nuove misure di austerità per evitare il rischio di violazione dei limiti di deficit per il 2015. Madrid non è la sola a protestare perché c’è malumore nel Centro-Sud dell’Europa. Le decisioni di ieri della Commissione, sui piani di stabilità presentati dai Paesi dell’Eurozona, rischiano di scontentare molti. La verità è che Italia e Francia hanno già violato il Patto, eppure la Commissione ha deciso di rinviare a marzo la decisione sulle sanzioni. Ma Atene, Madrid, Lisbona e Dublino ricordano le ispezioni della ‘trojka’ in casa propria e le cure di austerità imposte da Bruxelles. All’estremo opposto c’è l’altro polo di scontento, quello della Germania, che per la prima volta viene richiamata ad incrementare i suoi investimenti pubblici.

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