La rete fa cilecca, sanzioni ko

Non incorre in sanzioni il contribuente che presenta la dichiarazione fiscale o fa altri adempimenti telematici in ritardo a causa di problemi sulla rete dell’Agenzia delle Entrate. In questi casi prevale infatti il principio dell’affidamento del cittadino nel buon andamento dell’amministrazione finanziaria. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 26867 del 18 dicembre 2014. Il caso analizzato dagli ermellini aveva per protagonista un piccolo imprenditore che si era ridotto a presentare la dichiarazione Iva, con richiesta di rimborso dell’imposta in eccedenza, solo l’ultimo giorno.

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La proroga sposta i tempi del rimborso

La Corte di cassazione, con la sentenza 26867/2014, depositata ieri, ha precisato che i termini riferiti all’adempimento decorrono dalla nuova scadenza e non da quella precedente prevista dall’Agenzia delle Entrate che consente la presentazione in ritardo della dichiarazione per problemi tecnici. Le Entrate contestavano il ritardo nella richiesta di rimborso Iva di una società perché presentata oltre i 90 giorni dal termine della prescrizione della dichiarazione non considerando la proroga di alcuni giorni fa concessa in quell’anno dall’Agenzia con un comunicato stampa.

Sanzioni su RW collegate all’illecito

Obbligo di compilazione del quadro RW anche da parte di chi può solo movimentare il conto estero. La decadenza delle sanzioni sul quadro RW segue il termine ordinario collegato al tributo. E’ quanto emerge dalla sentenza 26848/2014 della Corte di cassazione. Per i giudici la violazione del quadro RW va considerata collegata al tributo, pertanto, trova applicazione il termine di decadenza ordinario.

La frode carosello perde detrazioni e non imponibilità

Linea dura della Cassazione contro le truffe internazionali. Con la sentenza relativa alle cause riunite C-131/13, C-163/13 e C-164/13, la Corte Ue ha affermato che il contribuente che partecipa a una ‘frode carosello’ può vedersi negare la detrazione e il rimborso dell’Iva pagata a monte per l’acquisto dei beni oggetto della frode. Al medesimo contribuente può essere richiesta l’Iva sulla cessione intracomunitaria effettuata con perdita del beneficio della ‘non imponibilità’. L’evasione commessa nello Stato membro di arrivo, inoltre, non pregiudica il recupero dell’imposta nello Stato membro di partenza anche in assenza di disposizioni legislative specifiche in quest’ultimo Stato. 

Scongiurato l’aumento della Tasi nel 2015

La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera alla conferma dei tetti per le aliquote Imu e Tasi anche nel 2015. Proseguono, inoltre, i lavori del Governo alle compensazioni per i Comuni. Ma a suscitare polemiche all’interno della maggioranza è il nodo dell’Imu sui terreni ex montani. L’Ncd ha votato infatti una risoluzione che chiedeva di abolire del tutto l’imposta. Sullo stop alle aliquote la maggioranza è stata coesa. I tetti ordinari avrebbero portato il conto Tasi al 6 per mille e senza detrazioni. Il correttivo approvato ieri conferma invece il quadro attuale per il 2015. In questo modo si impedisce alla Tasi di raddoppiare il proprio peso ma non risolve il problema delle detrazioni. L’esperienza 2014 mostra che le detrazioni sono trascurate da due Comuni su tre e, anche quando sono state introdotte, non hanno assorbito l’intero gettito dell’aliquota aggiuntiva dello 0,9 per mille nata per finanziarle.

Sconti Irap, ma non per tutti

Il ddl Stabilità prevede un doppio intervento sull’Irap. A decorrere dal periodo d’imposta 2015 è prevista la deduzione integrale del costo delle retribuzioni e oneri accessori dei dipendenti assunti a tempo indeterminato. Previsto anche il ritorno dell’aliquota Irap, dall’esercizio 2014, alle misure vigenti prima del dl 63/2014. Il bonus potrà essere fruito anche da chi utilizza collaboratori coordinati o a progetto. A imprese e professionisti privi di lavoratori dipendenti verrà attribuito un credito d’imposta da compensare nel modello ‘F24’ pari al 10% dell’imposta lorda. Il credito potrà essere presentato già all’inizio dell’anno di presentazione della dichiarazione Irap. La correzione comporta il ripristino per i soggetti senza dipendenti dell’Irap al 3,5% originariamente stabilita dal dl 66/2014. Lo sconto Irap del 10% non sembra interessare le imprese che impiegano lavoratori subordinati assunti con contratti a tempo indeterminato.

Minimi, più vincoli sul doppio reddito

Dopo le modifiche in commissione Bilancio del Senato cambia l’accesso al nuovo regime forfettario con imposta sostitutiva al 15%. Il provvedimento che è compreso nel maxiemendamento al ddl Stabilità debutta il prossimo 1°gennaio. Se il cumulo tra redditi d’impresa o di lavoro autonomo e redditi da lavoro dipendente o da pensione non supera i 20mila euro non si applica alcun sbarramento. Sopra tale soglia gli introiti da lavoro autonomo o impresa devono essere maggiori a quelli da dipendenti. I contribuenti attualmente ‘minimi’ possono continuare a fruire del regime agevolato con imposta sostitutiva al 5% fino alla naturale scadenza, e cioè fino al quinto anno dall’inizio dell’attività o al 35° anno di età.