Imu terreni agricoli, scadenza al 10 febbraio 2015

Con il decreto legge dello scorso 23 gennaio il Consiglio dei ministri ha introdotto i nuovi criteri per la tassazione Imu dei terreni montani. I contribuenti interessati perché non più rientranti nell’esenzione sono tenuti a versare l’imposta entro il 10 febbraio 2015. Per effettuare il calcolo occorre consultare l’elenco Istat. E’ bene tenere presente che per il solo anno 2014 vige una clausola di tutela che dispone l’esenzione da Imu per coloro che erano comunque esenti dall’imposta in base ai requisiti del dm del 28 novembre 2014. Il dl del 23 gennaio 2015 dice che sono totalmente esenti i Comuni classificati come montani dall’Istat mentre per quelli classificati come parzialmente montani l’esenzione riguarda i soli coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali.

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veicoli storici soggetti a bollo auto

Le auto di interesse storico e collezionistico da quest’anno sono tenute al pagamento del bollo auto. Fino al 31 dicembre 2014, al compimento dei 20 anni, godevano dell’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche. A causa della legge n. 190 del 23 dicembre 2014, tuttavia, le cose sono cambiate perché è stato abrogato il comma 2 dell’art. 63 della legge n. 342/2000 che prevedeva l’esenzione. I veicoli storici potranno considerarsi esenti solo quando compiranno il trentesimo anno dalla loro costruzione, visto che la legge di stabilità ha mantenuto in vita l’esenzione per i veicoli ultratrentennali.

Uno stop all’abuso di diritto

Stop all’abuso del diritto in materia di imposte sui redditi. L’Agenzia delle Entrate potrà contestare al contribuente di aver adottato condotte elusive solo qualora questo, per il mero fine di ottenere indebiti vantaggi fiscali, aggiri le norme adottando una o più delle operazioni tassativamente elencate nell’articolo 37-bis del Dpr 600/1973. E’ quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 405 del 14 gennaio 2015. La giurisprudenza di legittimità vieta, dunque, al contribuente di ottenere vantaggi fiscali mediante operazioni che pur non contrastando con alcuna specifica operazione, vengono realizzate per mere ragioni di risparmio fiscale e non sono giustificate da motivi economicamente apprezzabili. La contestazione dell’abuso di diritto è tuttavia possibile solo per i casi previsti dalla legge.

Redditometro, la provvista giustifica l’investimento

Spetta al contribuente dimostrare, nell’ambito del contraddittorio relativo al redditometro, che la provvista necessaria ad effettuare gli investimenti si è formata negli anni precedenti rispetto agli investimenti stessi. Secondo l’Agenzia delle Entrate il contribuente dovrà parimenti dimostrare l’utilizzo della provvista per l’effettuazione degli stessi investimenti. E’ di fatto una conferma di quanto già espresso nella circolare 24/E/2014 che deve tuttavia essere valutato anche alla luce delle recenti posizioni dei giudici di legittimità sulla valenza del redditometro. Per i giudici del Palazzaccio la disciplina del redditometro non impone affatto al contribuente di dimostrare dettagliatamente l’impiego delle somme per la produzione degli acquisti o per le spese di incremento. Ciò in quanto l’accertamento da redditometro è un argomento presuntivo da ritenersi semplice.

Voluntary senza segreti

La domanda di ammissione alla voluntary disclosure avrà l’inevitabile effetto di coinvolgere tutti i soggetti che hanno concorso all’irregolarità. Sembra questa la conseguenza delle interpretazioni fornite ieri nel corso di Telefisco dall’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione finanziaria ha anche chiarito che nel caso in cui i redditi evasi nei periodi d’imposta anteriori al 2010, il cui importo sia al di sotto della soglia di rilevanza penale, siano costituiti esclusivamente da quelli di natura finanziaria prodotti dai capitali illecitamente detenuti all’estero, si applica il raddoppio dei termini d’accertamento, a meno che le attività siano detenute in Paesi che abbiano firmato l’accordo di scambio di informazioni e il contribuente ha tenuto un comportamento trasparente. Nonostante il probabile coinvolgimenti di terzi la domanda di ammissione è autonoma; nel modello dovranno figurare tutti i soggetti che hanno una ‘posizione rilevante’ rispetto alle attività regolarizzate.

Imprese senza dipendenti, tassato il credito Irap del 10%

Il nuovo credito di imposta Irap 10% per le imprese senza dipendenti va tassato come sopravvenienza attiva. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nel corso della diretta Telefisco di ieri. Dunque, per i professionisti, nessuna imposizione a seguito della irrilevanza fiscale delle sopravvenienze. E’ stata la legge di stabilità ad introdurre, per i contribuenti che non si avvalgono di personale dipendente, un credito di imposta pari al 10% dell’Irap liquidata in dichiarazione. Il nuovo credito, che sarà utilizzabile in compensazione nel mod. F24 dall’anno nel corso del quale viene presentata la dichiarazione Irap, va contabilizzato in bilancio in contropartita di un provento del conto economico.

Società estinte, effetto liti

Ieri, nel corso di Telefisco 2015, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le nuove regole sulle società estinte, introdotte dal decreto semplificazioni, sono retroattive e riguardano anche gli atti già notificati prima dell’entrata in vigore della nuova norma. Il dlgs 175/2014 ha previsto che ai soli fini della validità e dell’efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei contribuenti, sanzioni e interessi, l’estinzione della società ha effetto trascorsi 5 anni dalla richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese. Le Entrate hanno chiarito che gli atti saranno emessi nei confronti delle società ‘cancellate’ e notificati alle stesse presso la sede dell’ultimo domicilio fiscale. Con un’ultima precisazione l’Agenzia ha sottolineato che la nuova norma riguarda solo i debiti tributari e non i crediti.