Società in perdita, svolta limitata al 2014

Per le società in perdita sistematica l’art. 18 del decreto semplificazioni ha portato da tre a cinque i periodi di riferimento pregressi per la verifica delle perdite reiterate ai fini della qualificazione delle società di comodo con decorrenza dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 31/E/2014, non ha preso una posizione precisa sull’utilizzabilità delle disposizioni da parte delle società che nel 2013 e 2012 erano in perdita sistematica con il monitoraggio sul triennio, ma che non lo sarebbero più applicando la nuova regola dei cinque periodi d’imposta. L’Amministrazione si è limitata a ribadire che per la nuova disposizione l’entrata in vigore parte dal 2014. Esclusa, dunque, un’applicazione retroattiva.

Certificazioni senza ravvedimento

Non è possibile avvalersi del ravvedimento operoso per correggere errori e omissioni o per la ritardata presentazione dei modelli di Certificazione unica. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, ieri, nel corso di Telefisco. Eventuali ritardi non sono compatibili con i tempi previsti per il ravvedimento e non consentirebbero la messa online della precompilata in tempo utile. In merito proprio alla dichiarazione ‘precompilata’ è necessaria la modifica della dichiarazione anche per il semplice inserimento degli oneri indicati separatamente nell’apposito prospetto. La verifica della sussistenza delle condizioni soggettive per fruire delle detrazioni/deduzioni è sempre effettuata nei confronti dei contribuenti. In caso di disconoscimento degli stessi le sanzioni e gli interessi saranno richiesti a quest’ultimo anche in caso di presentazione del mod. 730 tramite Caf o professionista.

Iva e minimi al centro di Telefisco

Ieri si è tenuto Telefisco 2015, il maxi convegno del Sole 24 Ore che ha chiamato a raccolta più di 110mila professionisti per fare il punto sulle novità fiscali e sui provvedimenti in arrivo e in corso di definizione. Temi più ‘gettonati’ sono stati quelli dell’Iva e l’e-commerce, seguiti dal nuovo regime dei minimi per le partite Iva e dalle novità legate al 730 precompilato e alla Certificazione unica. E’ proprio la comunicazione che da quest’anno sostituisce il Cud, da inviare entro il prossimo 9 marzo, ad aver acceso i mormorii delle platee quando le Entrate hanno chiarito l’impossibilità di sfruttare il ravvedimento in caso di ritardo di oltre cinque giorni. Ma su questo tema la priorità espressa dall’Amministrazione finanziaria è la raccolta dati. Grande attenzione al decreto legislativo 175/2014 anche se per molti i provvedimenti contenuti hanno complicato più che semplificato gli accertamenti nei confronti delle società estinte.

Rientro dei capitali, da oggi le domande

Da oggi è possibile presentare le domande per la voluntary disclosure. L’annuncio è stato dato, ieri, dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. Dopo la compilazione gli interessati avranno 30 giorni di tempo per presentare la documentazione a corredo, poi seguirà il contraddittorio con gli uffici. Sugli studi di settore gli imprenditori non devono adeguarsi obbligatoriamente se hanno ragioni certe e documentabili per non farlo ha sostenuto la dott.ssa Orlandi. E sulla richiesta di Gerardo Longobardi (presidente del Cndcec) di ripensare agli studi di settore per i professionisti alle prese con i ritardi nei pagamenti dei clienti. la Orlandi si è detta possibilista anche se sarebbe più opportuna una revisione più organica dello strumento. Longobardi ha espresso preoccupazione per le sanzioni a carico dei professionisti in caso di errori sulla dichiarazione precompilata. Il direttore: ‘avvieremo un tavolo con le assicurazioni per la copertura di questi rischi’.

Fatture false sanzionate senza evasione

Con la sentenza n. 3918 di ieri la Corte di cassazione ha affermato che il contribuente può essere punito con l’accusa di fatture false per aver anche solo emesso il documento. Non sono necessari, infatti, né l’utilizzo né l’effettiva evasione fiscale dato che si tratta di un reato di pericolo. Gli ‘ermellini’ hanno così respinto il ricorso della difesa e reso definitiva la condanna pronunciata dalla Corte d’appello di Torino a carico di un imprenditore che aveva emesso fatture relative a operazioni inesistenti senza mai utilizzarle.

Abuso del diritto, più scelta tra fusione e liquidazione

E’ atteso per il 20 febbraio il decreto legislativo sull’abuso del diritto che punta a codificare in legge il principio per cui il contribuente può legittimamente perseguire un risparmio di imposta esercitando la propria libertà di iniziativa economica, e scegliendo tra gli atti, i fatti e i contratti quelli meno onerosi sotto il profilo impositivo. L’unico limite è costituito dal divieto di perseguire vantaggi fiscali indebiti. La giurisprudenza ha precisato che non è corretto pretendere che il contribuente utilizzi la scelta fiscale meno favorevole. La relazione illustrativa alla bozza del decreto legislativo evidenzia, quale esempio di legittimo risparmio d’imposta, che non è possibile configurare condotta abusiva laddove il contribuente sceglie di dar luogo all’estinzione di una società, di procedere a una fusione anziché alla liquidazione.

Per l’avviamento spazio all’ammortamento in 20 anni

In base al nuovo Oic 24 soltanto l’avviamento acquisito a titolo oneroso è capitalizzabile. Per l’iscrizione nell’attivo, l’avviamento rappresenta solo la parte di corrispettivo riconosciuta a titolo oneroso, non attribuibile a singoli elementi patrimoniali acquisiti da un’azienda ma riconducibili al suo valore intrinseco. Con riferimento all’ammortamento il nuovo principio contabile prevede una durata massima in 20 anni anziché in 10. L’avviamento è ammortizzato per quote costanti per un periodo massimo di 5 anni. Sono consentiti periodi di durata maggiore che tuttavia non devono superare i 20 anni, qualora sia ragionevole supporre che la vita utile è superiore ai 5 anni. Per l’adozione di una durata maggiore devono sussistere specifiche condizioni ricollegabili alla tipologia dell’impresa cui l’avviamento si riferisce.