Cassette valori con testimoni

Nel corso di un question time sulla voluntary disclosure l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le cassette di sicurezza dovranno essere aperte alla presenza di un notaio. Inoltre per quanto riguarda il problema della difficile reperibilità della documentazione per l’Amministrazione finanziaria non ci sono molti spazi per l’autocertificazione. Possibile solo in caso di forza maggiore come fallimento della banca e perdita del documento da documentare anche con prove indiziarie. Il prossimo 14 aprile si aprirà un tavolo di confronto tra l’Amministrazione e i professionisti proprio sui temi della voluntary disclosure.

Fatture movimentate a tempo

Il conto ‘fatture da ricevere’ deve essere movimentato entro quattro mesi dall’avvenuta operazione con la sua eventuale regolarizzazione. L’inosservanza può determinare una sanzione del 100% dell’imposta relativa con un minimo di 258 euro. Sono le conclusioni che si ricavano dalla lettura della sentenza n. 6738/2014 emessa dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia depositata in segreteria lo scorso 15 dicembre. Con un avviso di accertamento l’Agenzia delle Entrate di Milano aveva contestato ad un contribuente la mancata formalizzazione e presentazione di un’autofattura per regolarizzare il costo dedotto.

Esimenti valide 5 periodi

Il decreto ‘semplificazioni’ ha allungato da tre a cinque anni il periodo da considerare per le esimenti relative alle società in perdita sistematica. Il provvedimento è operativo dal periodo d’imposta 2014. Lo status di società in perdita sistematica si acquisisce, ora, laddove la società presenti cinque dichiarazioni fiscali in perdita consecutiva o presenti quattro dichiarazioni in perdita e una con un reddito imponibile inferiore al minimo di legge. La società, tuttavia, può sempre presentare l’istanza di interpello disapplicativo e/o avvalersi delle esimenti previste dal provvedimento direttoriale 11 giugno 2012, da verificarsi in uno dei 5 periodi di imposta che compongono il triennio. Dunque, a differenza del passato, dal 2014 si è allungato a cinque anni il periodo in cui è possibile avvalersi di una delle esimenti.

Manutenzione degli impianti, Iva con il reverse charge

Con la circolare n. 14/E del 27 marzo 2015 l’Agenzia delle Entrate precisa che anche le prestazioni di riparazione e manutenzione degli impianti degli edifici, se rese a soggetti passivi, scontano l’Iva con il meccanismo dell’inversione contabile. Queste prestazioni sono infatti menzionate tra quelle che la tabella Ateco codifica quali attività di installazione di impianti. Quanto alle prestazioni di ‘completamento’ degli edifici, il termine è impiegato dal legislatore in modo atecnico; anche in tal caso va fatta riferimento alla tabella Ateco con la conseguenza che, per esempio, le prestazioni di rifacimento della facciata di un edificio rientrano fra quelle di completamento e sono, pertanto, sottoposte al meccanismo speciale. L’inversione contabile non si applica se il committente si avvale di regimi particolari che prevedono l’esonero dagli adempimenti contabili.

E-commerce senza la fattura

E-commerce senza certificazione fiscale: per i servizi elettronici resi a privati consumatori, compresi quelli italiani, non dovrà più essere emessa la fattura, né dovranno essere rilasciati scontrini o ricevute fiscali. Idem per i servizi di telecomunicazione e di teleradiodiffusione. Queste le rilevanti novità contenute nel decreto legislativo approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri che recepisce la nuova disciplina Iva ‘B2C’ sulle prestazioni di servizi rese con mezzi elettronici, nonché sulle prestazioni di telecomunicazione e di teleradiodiffusione, scattata nella Ue dal 1°gennaio 2015 per effetto della direttiva 2008/8/Ce del 12 febbraio 2008.

Soggetti collegati, tasse singole

Si è tenuto ieri il convegno organizzato da Italia Oggi sulla voluntary disclosure che ha visto la partecipazione di Antonio Martino, responsabile dell’ufficio Ucifi dell’Agenzia delle Entrate. Proprio da Martino sono arrivate indicazioni tecniche interessanti. La presunzione di disponibilità estere sui diversi soggetti che possono movimentare attività estere opera solo ai fini delle sanzioni per il monitoraggio fiscale mentre, ai fini dei redditi, tutto andrà imputato al titolare. Nell’ambito dei rapporti tra soggetti collegati, in particolare tra società e soci, dovrà essere fornita la qualificazione del reddito in capo alla persone fisica fermo restando che non potrà verificarsi una duplicazione di tassazione. Per i prelievi dalle attività estere vale il principio di irrilevanza fermo restando che si dovranno tenere in considerazione le norme che regolano la tassazione dell’impresa individuale.

Presentato ricorso al Tar per tutelare i ragionieri

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha presentato ricorso al Tar contro l’esclusione dei ragionieri iscritti alla sezione A dell’albo da coloro che possono gestire le crisi di sovra indebitamento. Tutta colpa del decreto del ministero della Giustizia 202 del 27 gennaio 2015, che nel disciplinare gli organismi abilitati alla gestione della crisi richiede come requisito il possesso della laurea. Esclusi i ragionieri, dunque anche quelli già in attività. Il problema, sollevato prontamente al ministero di via Arenula, non ha ancora trovato una soluzione. L’auspicio è che si faccia presto. Il ricorso è stato presentato

Impennata di fine anno per i ricorsi tributari

Tra ottobre e dicembre si è registrata un’impennata per le liti tributarie che nel complesso si sono ridotte del 6% tra primo e secondo grado nel 2014 rispetto all’anno precedente. Lo rende noto il rapporto sul contenzioso tributario diffuso ieri dalla Direzione giustizia tributaria del Mef. La fine del 2014 ha registrato una crescita delle controversie tributarie in entrambi i gradi di giudizio: le liti tra ottobre e dicembre sono state 68.834 con un incremento del contenzioso del 18,6% rispetto al 2013. L’aumento è imputabile alle controversie che coinvolgono Equitalia, salite del 60,9%, seguite da quelle verso l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per quanto riguarda le definizioni in dodici mesi si è registrato un calo dell’1,6%. In calo anche le cause ancora pendenti.

E-fattura’ con dati vincolati

Da oggi è obbligatorio l’uso della fatturazione elettronica nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Il dm 55/2013 ha fornito le informazioni tecniche da rispettare per la corretta emissione delle fatture elettroniche e la loro veicolazione tramite il sistema di Interscambio. L’errore finora più riscontrato consiste nell’erronea nomenclatura e nell’unicità del file il quale se duplicato non è valido. Questo in quanto la fattura elettronica è già obbligatoria dallo scorso 6 giugno nei confronti dei ministeri e loro articolazioni. Un chiarimento molto importante riguarda il momento di decorrenza dei termini di pagamento che coincide con la data di ricezione della fattura Pa da parte dell’amministrazione destinataria come riportata sulla ricevuta di consegna trasmessa dal Sdi al fornitore.

Visto obbligatorio se il credito supera i 15mila euro

La pubblicazione del modello TR relativo al credito trimestrale Iva ha dimostrato come il visto di conformità non sia un obbligo generalizzato, ma vada applicato solo quando previsto dalle norme. Chi opta per la compensazione non è tenuto ad apporre il visto qualunque sia l’importo. L’attestazione diventa obbligatoria per i rimborsi richiesti d’importo superiore a 15mila euro. Quando il credito emerge dalla dichiarazione annuale Iva, invece, e l’importo non destinato alla compensazione ‘verticale’ supera i 15mila euro, il visto è sempre obbligatorio sia se si opta per il rimborso che per la compensazione orizzontale. Ancora differente è la disciplina del visto in merito ai crediti derivanti dalla presentazione delle dichiarazioni dei redditi e Irap. In questi casi per i rimborsi non serve l’attestazione che diventa obbligatoria se il credito superiore ai 15mila euro è destinato alla compensazione orizzontale.