Impennata di fine anno per i ricorsi tributari

Tra ottobre e dicembre si è registrata un’impennata per le liti tributarie che nel complesso si sono ridotte del 6% tra primo e secondo grado nel 2014 rispetto all’anno precedente. Lo rende noto il rapporto sul contenzioso tributario diffuso ieri dalla Direzione giustizia tributaria del Mef. La fine del 2014 ha registrato una crescita delle controversie tributarie in entrambi i gradi di giudizio: le liti tra ottobre e dicembre sono state 68.834 con un incremento del contenzioso del 18,6% rispetto al 2013. L’aumento è imputabile alle controversie che coinvolgono Equitalia, salite del 60,9%, seguite da quelle verso l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per quanto riguarda le definizioni in dodici mesi si è registrato un calo dell’1,6%. In calo anche le cause ancora pendenti.

E-fattura’ con dati vincolati

Da oggi è obbligatorio l’uso della fatturazione elettronica nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Il dm 55/2013 ha fornito le informazioni tecniche da rispettare per la corretta emissione delle fatture elettroniche e la loro veicolazione tramite il sistema di Interscambio. L’errore finora più riscontrato consiste nell’erronea nomenclatura e nell’unicità del file il quale se duplicato non è valido. Questo in quanto la fattura elettronica è già obbligatoria dallo scorso 6 giugno nei confronti dei ministeri e loro articolazioni. Un chiarimento molto importante riguarda il momento di decorrenza dei termini di pagamento che coincide con la data di ricezione della fattura Pa da parte dell’amministrazione destinataria come riportata sulla ricevuta di consegna trasmessa dal Sdi al fornitore.

Visto obbligatorio se il credito supera i 15mila euro

La pubblicazione del modello TR relativo al credito trimestrale Iva ha dimostrato come il visto di conformità non sia un obbligo generalizzato, ma vada applicato solo quando previsto dalle norme. Chi opta per la compensazione non è tenuto ad apporre il visto qualunque sia l’importo. L’attestazione diventa obbligatoria per i rimborsi richiesti d’importo superiore a 15mila euro. Quando il credito emerge dalla dichiarazione annuale Iva, invece, e l’importo non destinato alla compensazione ‘verticale’ supera i 15mila euro, il visto è sempre obbligatorio sia se si opta per il rimborso che per la compensazione orizzontale. Ancora differente è la disciplina del visto in merito ai crediti derivanti dalla presentazione delle dichiarazioni dei redditi e Irap. In questi casi per i rimborsi non serve l’attestazione che diventa obbligatoria se il credito superiore ai 15mila euro è destinato alla compensazione orizzontale.

Crediti Iva, check list per l’istanza di rimborso

Da domani è possibile presentare l’istanza di rimborso o compensazione del credito Iva relativo al primo trimestre 2015, il cui termine scade il 30 aprile. Gli operatori dovranno utilizzare il nuovo modello Tr che contiene anche i chiarimenti per lo split payment e le per nuove operazioni soggette a reverse charge. Per entrambe è possibile, infatti, presentare la richiesta di rimborso/compensazione infrannuale. Sia le cessioni nei confronti della Pa sia le operazioni entrate in regime d’inversione contabile si considerano ad aliquota zero ai fini del calcolo della prevalenza dell’aliquota media sugli acquisti rispetto a quella sulle operazioni attive maggiorata del 10% che rappresenta il presupposto per il recupero dell’eccedenza a credito del periodo. Chi compensa deve tener conto che l’utilizzo del credito è ammesso solo dopo la presentazione dell’istanza a partire dal 16 del mese successivo se si supera la soglia di 5mila euro con tetto massimo annuo di 700mila euro.

Per i tour operator iter in salita senza la deroga

Spesometro. Il regime in deroga per gli operatori del turismo non è stato ancora prorogato. In mancanza di novità i tour operator e le agenzie di viaggio dovrebbero tornare alle ordinarie regole che impongono la comunicazione di fatture anche per importi inferiori a 3.600 euro. Ma la peculiare regolamentazione del settore dovrebbe spingere l’Amministrazione finanziaria a confermare la deroga in oggetto. Anzi occorrerebbe attribuire alla stessa carattere di stabilità, dato che le ragioni d’ordine sistematico e operativo che nel avevano giustificato la concessione hanno carattere strutturale e quindi permanente.

Spesometro verso un invio più light

Correzioni in vista per lo spesometro 2015 anche se i tempi per un intervento delle Entrate sono stretti. Si avvicinano, infatti, i termini per l’invio dei dati 2014. Le scadenze sono quelle del 10 aprile per gli operatori che liquidano l’Iva mensilmente e del 20 aprile per chi la liquida ogni trimestre. Al momento gli interventi sembrano riguardare tre fronti: enti pubblici, commercianti al dettaglio e tour operator. Si stanno valutando soluzioni che potrebbero ridurre la mole di dati da trasmettere. Per le Pa possibile anche una sospensione dell’obbligo di trasmissione. Per i commercianti al dettaglio sono allo studio semplificazioni ma senza un intervento last minute tornerebbero a comunicare anche le fatture per importi sotto i 3.600 euro.

Comodo, esimenti facilitate

Grazie al dlgs 175/2014 (decreto ‘semplificazioni’) le società in perdita sistematica possono verificare le cause esimenti in un quinquennio e non più nel triennio, con conseguente maggiore possibilità di ottenere la disapplicazione delle penalizzazioni previste per le società in questione. Con riferimento ad Unico 2015 sono dunque di ‘comodo’ le seguenti fattispecie: società non operative per mancato superamento del test di operatività, fatte salve le cause di esclusione e di disapplicazione; le società in perdita sistematica che, come anticipato, devono riguardare il quinquennio 2009-2013 per verificare il relativo status per il periodo d’imposta 2014, fatte salve le cause di esclusione e quelle di cui al provvedimento direttoriale 11 giugno 2012. Resta inalterata la possibilità di presentare interpello disapplicativo per entrambe le fattispecie.