Più tutela al soggetto truffato

Autore:Valerio Stroppa
Fonte:Italia Oggi pag: 28

Tra le misure previste nel decreto in materia di riscossione, approvato venerdì scorso in prima lettura dal Cdm, c’è la semplificazione della procedura per disapplicare le sanzioni tributarie a carico del contribuente truffato dal consulente di fiducia. Non sarà più necessario che il debitore versi prima le imposte; viene meno anche l’obbligo di prestare garanzia. Parimenti non sarà più operativa per gli accertamenti divenuti definitivi la sospensione legale di 180 giorni, decorrenti dal momento in cui l’Agenzia delle Entrate affida l’accertamento esecutivo a Equitalia. Sparisce il termine entro cui la società di riscossione deve avviare l’espropriazione forzata, finora fissato al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. Equitalia ha la possibilità di informare il contribuente via email (e non più solo tramite 

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Compensazioni a doppia via

Autore:Fabrizio G. Poggiani
Fonte:Italia Oggi pag: 25

Il decreto attuativo di riforma del sistema sanzionatorio penale e amministrativo prevede un doppio binario per le sanzioni relative alle indebite compensazioni. E’ punito con una pena da sei mesi a due anni chi non versa le domme dovute; un anno e sei mesi, invece, per chi utilizza crediti ‘inesistenti’. In entrambi i casi, per importi annui pari e/o superiori a 50mila euro. Nel dlgs 74/2000 viene introdotto il nuovo art. 12-bis rubricato ‘confisca’ secondo il quale, in caso di condanna, su richiesta delle parti si deve sempre ordinare il sequestro dei beni costituenti il guadagno o il corrispettivo. La confisca non opera per la quota che può essere restituita al Fisco.

Stop sanzioni proporzionali Iva

Autore:Franco Ricca
Fonte:Italia Oggi pag: 24

Delega fiscale. Stop alle sanzioni proporzionali all’Iva quando la violazione non arreca danno all’erario. Questo il principio che accomuna la ridefinizione del trattamento punitivo delle infrazioni in materia di inversione contabile, dichiarazione a credito e fornitura in sospensione d’imposta agli esportatori abituali che si ricava dallo schema di dlgs approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. Il documento riforma sensibilmente il sistema sanzionatorio tributario amministrativo non solo nella disciplina generale ma anche e soprattutto le singole fattispecie di illecito tributraio di cui al dlgs 471/97. E’ bene ricordare che le misure più favorevoli ai trasgressori si applicheranno anche ai fatti commessi precedentemente.

Fisco, controlli senza doppioni

Autore:Cristina Bartelli
Fonte:Italia Oggi pag: 23

Stop ai doppi controlli fiscali. Nel decreto legislativo sulla riorganizzazione delle Agenzie fiscali emerge che vanno evitati duplicazioni e sovrapposizioni di interventi di verifica. Nei rapporti con i contribuenti gli uffici delle diverse agenzie fiscali dovranno programmare gli interventi per evitare i doppioni. Inoltre arriveranno risparmi per circa tre milioni di euro dal taglio lineare del 10% delle funzioni dirigenziali in Agenzia delle Entrate. Infine, entro il 31 dicembre 2016 dovrà essere concluso il concorso pubblico per soli esami per dirigenti all’Agenzia delle Entrate con una riserva dei posti non superiore al 30% a favore dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate.

Reverse charge, decisivo l’intervento principale

Autore:Benedetto Santacroce
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 52

Le nuove ipotesi di reverse charge Iva, introdotte con la legge di stabilità 2015, danno non pochi problemi operativi ai contribuenti che, di volta in volta, devono verificare se l’operazione realizzata vada sottoposta o meno al meccanismo di fatturazione. Proprio in ragione di questa difficile situazione che si è venuta a creare Confindustria, con un articolato documento, ha cercato di analizzare le diverse problematiche, chiedendo alle Entrate di intervenire sul tema per fornire ulteriori precisazioni. Il pregio del documento non è solo quello di identificare i casi più complessi, ma l’aver tentato, alla luce dei principi Iva che dovrebbero sempre ispirare la lettura e l’applicazione del meccanismo del reverse charge, di fornire criteri interpretativi da cui l’Amministrazione finanziaria potrebbe prendere spunto per fornire delucidazioni a riguardo. L’articolo prosegue con l’analisi di una serie di problematiche.

Sull’istanza di ‘voluntary’ rischio di omessa successione

Autore:Angelo Busani
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 52

A volte i beni non dichiarati in Italia derivano da una successione ereditaria. In tal caso, se una dichiarazione di successione sia stata presentata dagli eredi al fisco italiano, essa evidentemente non comprendeva le giacenze esistenti all’estero, che ora vanno invece regolarizzate. E gli effetti sono diversi a seconda che siano trascorsi due, cinque o più anni dalla scadenza dei termini per presentare la dichiarazione di successione. Nel primo caso se l’istanza di voluntary è stata formulata senza una dichiarazione di successione integrativa il fisco può notificare un avviso di rettifica e di liquidazione dell’imposta di successione. Nel secondo se l’istanza sia formulata senza aver prima registrato una dichiarazione di successione per sanare l’omissione, l’ufficio può procedere all’accertamento. Se, infine, è decorso il termine di decadenza per l’azione di accertamento la voluntary è svincolata da questioni relative all’imposta di successione ma il debito d’imposta non è estinto.

Margini ristretti per l’estinzione del reato

Autore:Gian Marco Committeri
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 51

Lo schema di decreto legislativo sulle sanzioni, nella parte relativa al penale tributario, ha introdotto un elemento fondamentale: la causa di non punibilità rappresentata dall’avvenuto pagamento di tutte le somme dovute a titolo di imposta, sanzioni e interessi. L’effetto è tuttavia condizionato a precisi vincoli temporali entro i quali il pagamento deve avvenire: entro la dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Per i debiti tributari per i quali sono già in corso piani di rateizzazione, invece, si hanno tre mesi per estinguere il debito residuo. Il termine decorre dall’apertura del dibattimento di primo grado e può essere prorogato una sola volta dal giudice per altri tre mesi. Durante il maggior termine per adempiere la prescrizione del reato è sospesa.