Autore:Daniele Cirioli
Fonte:Italia Oggi pag: 30

Chi rifiuta il lavoro perde la Naspi. Non accettare un’occupazione a meno di 50 chilometri di distanza dalla propria residenza fa infatti decadere dalla prestazione della disoccupazione, così come se si rifiuta un lavoro raggiungibile in 80 minuti con i mezzi pubblici. Lo precisa l’Inps nella circolare n. 142/2015 di ieri 29/7/2015.

Somministrazione più flessibile

Autore:Giampiero Falasca
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 41

Con l’approvazione del “codice dei contratti” (il decreto legislativo 81/2015) cambiano le regole applicabili a due forme contrattuali che, nel corso dell’ultimo decennio, sono state spesso disciplinate in maniera simile: la somministrazione di lavoro a termine e il contratto a tempo determinato. Nel complesso, le nuove regole assegnano uno spazio di maggiore flessibilità alla somministrazione di lavoro (in tutte le sue forme). Viene confermata per entrambi i contratti la scelta, operata dal “decreto Poletti” (Dl 34/2014), di abbandonare il sistema della causale, che dava eccessiva discrezionalità al giudice nella valutazione di questi rapporti, e si continua ad affidare il sistema di controllo a limiti oggettivi (durata massima e quantità). Questi controlli agiscono, però, in maniera diversa, in quanto per il lavoro a termine la fonte legale ha un ruolo predominante, mentre per la somministrazione tutto ruota intorno ai contratti collettivi.

Per il “730” precompilato l’86% ha scelto il Caf

Autore:Francesca Milano
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 39

Se è vero che il 93% dei contribuenti per i quali era stato predisposto il 730 precompilato ha scelto di aderire alla sperimentazione, è anche vero che l’86% di questi non si è fidato delle proprie capacità e ha preferito, invecen affidarsi a un intermediario. È questo il dato che emerge dal bilancio diffuso dall’agenzia delle Entrate al termine dell’”operazione precompilata”, che si è conclusa con l’invio degli ultimi modelli il 23 luglio.

Imu delle scuole, niente ritocchi

Autore:Gianni Trovati
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 39

Il Governo non ha intenzione di cambiare ancora le regole sull’Imu delle scuole paritarie perché le due sentenze della Cassazione che hanno scatenato le polemiche nei giorni scorsi, polemiche respinte come “fuor d’opera” dallo stesso presidente della Suprema corte Giorgio Santacroce, avevano al centro la vecchia disciplina dell’Ici, giudicata dalla Ue come “aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno”. Il chiarimento ieri è arrivato dal ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, in una risposta nel question time alla Camera.

Rientro dei capitali, sì del Parlamento allo scudo sul passato

Autore:Marco Mobili
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 37

Il Governo incassa il secondo via libera delle Camere su fatturazione elettronica e certezza del diritto. E porta a casa anche la norma sblocca-voluntary, ossia la possibilità per i contribuenti di considerare oggetto della procedura di collaborazione volontaria anche gli imponibili, le imposte e le ritenute correlati alle attività dichiarate nella procedura di rientro dei capitali per i quali è scaduto il termine per l’accertamento. Ossia, per il 2009 e il 2010, aderendo al rientro dei capitali in scadenza il prossimo 30 settembre, si potranno chiudere i conti con l’amministrazione finanziaria a costo zero.

Indagini finanziarie in frenata

Autore:Giovanni Parente
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 37

Il fisco frena sulle indagini finanziarie. Meno contribuenti sottoposti a controlli bancari e meno accertamenti rafforzati (o “assistiti” come si dice in gergo tecnico) da verifiche sui conti correnti. Un calo sensibile soprattutto rispetto al 2012: anno in cui era stato raggiunto il picco nell’utilizzo di questo strumento. È quanto emerge dalla relazione sul rendiconto generale dello Stato effettuata dalla Corte dei conti. Se si guarda al solo operato delle Entrate, i contribuenti sottoposti a verifiche bancarie sono stati 11.644 lo scorso anno: un valore inferiore di oltre il 21% rispetto ai dodici mesi precedenti e addirittura del 39% nel confronto con il 2012.

Patent box e credito per R&S, al via i decreti

Autore:Carlotta Benigni, Antonio Tomassini
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 37

Si sbloccano i decreti attuativi su patent box e credito di imposta per la ricerca e sviluppo. Il primo è stato firmato dai ministri dell’Economia, e dello Sviluppo economico, mentre quello sulla ricerca e sviluppo (Dm Economia 27 maggio 2015) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale» di ieri. Il patent box è stato introdotto con l’ultima legge di stabilità (legge 190/2014) per alleggerire il carico fiscale sui redditi derivanti dalle opere di ingegno (marchi e brevetti). L’agevolazione consiste nella parziale detassazione (30% nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% nel 2017) dei ricavi derivanti dallo sfruttamento di specifici diritti di proprietà intellettuale, per la quota che corrisponde al rapporto tra spese di ricerca e sviluppo sostenute per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale e i costi complessivi sostenuti per produrre tale bene. Il Dm Economia pubblicato in Gazzetta Ufficiale stabilisce, invece, che il credito d’imposta per ricerca e sviluppo sarà utilizzabile da tutte le imprese senza limiti di fatturato, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato. L’agevolazione fiscale è pari al 25% delle spese incrementali sostenute annualmente nel periodo 2015-2019 rispetto alla media realizzata nei tre anni precedenti, ma l’aliquota può salire al 50% per le spese relative all’impiego di personale qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca con università o altri enti equiparati e con start-up innovative.