Deducibilità dei compensi soltanto se c’è la delibera

Autore:Norberto Villa e Franco Cornaggia
Fonte:Italia Oggi pag: 21

Per dedurre il compenso degli amministratori è necessaria la delibera assembleare. E’ questo l’orientamento giurisprudenziale prevalente sulle somme riconosciute agli organi delle società con particolare riguardo al mondo delle pmi. Tra le ultime pronunce va ricordata la sentenza n. 5349 della Corte di cassazione del 7 marzo 2014 che ha sancito ancora una volta che l’ammontare del compenso spettante agli amministratori di società di capitali sia determinato tramite una preventiva deliberazione assembleare. Evidenti gli effetti che la mancata qualificazione delle somme può comportare in ambito fiscale. Non verrebbe riconosciuta l’inerenza necessaria per la loro deducibilità.

Studio, spese da riaddebitare

Autore:Sandro Cerato
Fonte:Italia Oggi pag: 10

Il professionista titolare dello studio che sostiene le spese di telefono, luce, segreteria ecc. deve riaddebitare ai colleghi che occupano gli spazi all’interno dello studio la quota parte di spese di loro competenza, pena l’indeducibilità delle stesse. In caso contrario si realizzerebbe una liberalità indiretta. Lo ha affermato la Corte di cassazione con la sentenza n. 16035 del 29 luglio 2015. Nel caso sottoposto al giudizio degli ‘ermellini’ l’Agenzia delle Entrate aveva contestato a un professionista la deduzione delle spese comuni dello studio legale poiché le stesse non erano state riaddebitate agli altri colleghi condividenti i locali ma erano state dedotte integralmente dal solo titolare intestatario delle utenze.

Servizio smaltimento tassato

Autore:Sergio Trovato
Fonte:Italia Oggi pag: 9

Secondo la Cassazione (sentenza 12035/2015) il servizio di smaltimento rifiuti va pagato anche senza l’effettiva utilizzazione. Il tributo è dovuto anche per la semplice detenzione di locali ed aree. Dunque, a prescindere dall’utilizzo o meno del servizio. Questa regola vale anche per la Tari di oggi. Infatti è stata ritenuta infondata la pronuncia della commissione regionale che aveva escluso il pagamento poiché la contribuente aveva documentato di non aver potuto fruire del servizio pubblico per la mancanza di collegamento stradale tra la sua abitazione e il punto di raccolta dei rifiuti.

Acquisti, enti non commerciali tenuti agli adempimenti Iva

Autore:Franco Ricca
Fonte:Italia Oggi pag: 7

Gli enti non commerciali sono tenuti agli adempimenti Iva in veste di acquirenti, anche quando non svolgono alcuna attività d’impresa. Gli obblighi, inizialmente imposti solo sugli acquisti intracomunitari di beni, sono stati poi estesi agli acquisti di servizi generici da fornitori esteri e, di seguito, a tutti gli acquisti di beni e servizi soggetti all’imposta in Italia effettuati presso fornitori esteri. Tutte queste operazioni vanno riportate nella dichiarazione mensile, da presentare per via telematica con il modello Intra12. A partire dal 1°ottobre si dovrà utilizzare l’ultima versione del modello approvato dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 25 agosto 2015. Allo scopo di non gravare di adempimenti operazioni di modesta rilevanza economica, è stata prevista una soglia annua di esenzione, pari a 10mila euro, per gli enti e le associazioni non esercenti attività d’impresa che diventano soggetti passivi dell’Iva relativamente agli acquisti di beni effettuati presso altri Stati membri.

Dall’Ape alle bollette, settembre di novità per i consumatori

Autore:Luigi Dell’Olio
Fonte:Italia Oggi pag: 4

Cambiamenti in vista per assicurazioni, casa, scuola, farmaci e utenze. Dopo le vacanze i consumatori italiani dovranno prepararsi a una serie di novità. Dal 1°settembre arriverà la bolletta 2.0 di luce e gas con un format più semplice e comprensivo. In materia di farmaci il foglietto illustrativo sarà ottenibile via email o tramite app per smartphone. Il 1°ottobre entrerà in vigore il nuovo attestato obbligatorio di prestazione energetica degli edifici (Ape) per rendere omogenee su base nazionale le valutazioni sull’efficienza energetica degli edifici. Le classi passano da sette a dieci. Assicurazioni: per contrastare il fenomeno delle false assicurazioni e delle vetture non assicurate non si dovrà più esporre il tagliando sul cruscotto; i controlli saranno effettuati dalle forze dell’ordine mediante consultazione di un’apposita banca dati. Scuola: stage obbligatorio anche per i licei. 

Auto aziendali, per gli italiani un bagagliaio pieno di tasse

Autore:Luciano De Angelis
Fonte:Italia Oggi pag: 2

Analisi comparata di ItaliaOggi Sette sulla fiscalità delle auto aziendali in cinque grandi Paesi europei: Italia, Germania, Spagna, Francia e Gran Bretagna. In assoluto i più tartassati sono i professionisti e le aziende italiane con l’aliquota Iva più alta, la detrazione ammessa più bassa, nonché la minore deducibilità a livello di imposte dirette. Ma le ‘buone’ notizie in materia di auto aziendali non finiscono qui. In tema di accise sui carburanti, uno studio della Commissione europea riferito al 2015, evidenzia che fra i 28 Paesi Ue, l’accisa sul gasolio imposta in Italia è inferiore solo a quella del Regno Unito mentre in tema di benzina solo gli olandesi versano all’erario un accisa più elevata degli utenti italiani.

Insufficiente il timbro postale per attribuire la ‘data certa’

Autore:Ferruccio Bogetti e Gianni Rota
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 20

Redditometro. Per provare che l’acquisto è simulato non basta il timbro postale sulla dichiarazione. Serve la prova che il documento sia stato sottoscritto antecedentemente alla notifica dell’accertamento. Inoltre servono l’indicazione datata e sottoscritta del numero delle pagine, la dichiarazione corredata da idonea dicitura e l’annullamento dei francobolli apposti con il timbro postale. Infine, non è possibile sostituire la prova col mancato addebito sul conto corrente bancario dell’importo delle azioni acquistate in quanto il pagamento può avvenire con altre modalità. Ad affermarlo la Commissione tributaria regionale della Lombardia con la sentenza 2896/65/2015.

Omesso ‘reverse’ non sanzionabile

Autore:Giovanni Iaselli e Antonio Tomassini
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 20

Con la sentenza 2084/12/2015 la Commissione tributaria regionale della Lombardia ha affermato che è inapplicabile la pena pecuniaria su base proporzionale se dall’omessa autofatturazione non emerge un maggior debito Iva inadempiuto. Non generando una maggiore imposta dovuta l’omessa autofatturazione costituisce una mera violazione formale che non può essere soggetta alle sanzioni proporzionali disciplinate dal dlgs 471/97. Il caso analizzato dai giudici milanesi riguardava alcune operazioni con fornitori esteri effettuate nel 2015 per le quali l’Agenzia delle Entrate aveva contestato l’omessa autofatturazione e irrogato le relative sanzioni proporzionali. Con questa pronuncia i giudici tributari d’appello si allineano agli orientamenti della Corte Ue e della Cassazione per l’ipotesi di mancata autofatturazione.

Quattro mosse per i costi black list

Autore:Paolo Meneghetti
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 19

Cambiano le regole di deducibilità per i costi black list. Il decreto internazionalizzazione ha previsto che a partire dal periodo d’imposta 2015 sparisce l’onere a carico dei contribuenti di dimostrare l’effettiva operatività del fornitore estero. Restano, tuttavia, incertezze nella determinazione del valore normale, ma dovrebbe risultare semplificato il rapporto con i fornitori black list. Per arrivare alla piena deducibilità l’impresa dovrà compiere i seguenti passaggi: verificare se il Paese fornitore è nella black list; individuare la spesa o il componente negativo; determinare il valore normale (in caso di superamento del valore normale preparare la documentazione relativa all’esimente ammessa per ottenere la deducibilità del componente negativo black list) ed, infine, segnalare nel modello Unico l’acquisto eseguito.

Fermo dell’auto e ipoteche, ricorsi ‘certi’ dopo le ferie

Autore:Francesco Falcone
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 18

Opposizione al fermo dell’auto e all’iscrizione di ipoteca. Grazie ai chiarimenti forniti dalla Cassazione a Sezioni unite sulle questioni di competenza di tribunali e Ctp, chi da domani, 1°settembre, deve presentare un’impugnazione, sa che per i debiti relativi a sanzioni amministrative deve presentare la contestazione davanti al giudice competente secondo il valore del debito (giudice di pace o tribunale, ma non giudice dell’esecuzione). Risolto il nodo della giurisdizione sulla base della natura del credito, quello relativa alla competenza ha fatto molto discutere. La giurisdizione ordinaria si è interrogata in merito e gli ultimi orientamenti hanno ritenuto fermo e ipoteca atti atipici e alternativi all’espropriazione. La loro impugnativa, trattandosi di un’azione di accertamento negativo, va attribuita al giudice ordinario di cognizione, nel rispetto delle norme generali della competenza per materia e per valore.