Omesso ‘reverse’ non sanzionabile

Autore:Giovanni Iaselli e Antonio Tomassini
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 20

Con la sentenza 2084/12/2015 la Commissione tributaria regionale della Lombardia ha affermato che è inapplicabile la pena pecuniaria su base proporzionale se dall’omessa autofatturazione non emerge un maggior debito Iva inadempiuto. Non generando una maggiore imposta dovuta l’omessa autofatturazione costituisce una mera violazione formale che non può essere soggetta alle sanzioni proporzionali disciplinate dal dlgs 471/97. Il caso analizzato dai giudici milanesi riguardava alcune operazioni con fornitori esteri effettuate nel 2015 per le quali l’Agenzia delle Entrate aveva contestato l’omessa autofatturazione e irrogato le relative sanzioni proporzionali. Con questa pronuncia i giudici tributari d’appello si allineano agli orientamenti della Corte Ue e della Cassazione per l’ipotesi di mancata autofatturazione.

Quattro mosse per i costi black list

Autore:Paolo Meneghetti
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 19

Cambiano le regole di deducibilità per i costi black list. Il decreto internazionalizzazione ha previsto che a partire dal periodo d’imposta 2015 sparisce l’onere a carico dei contribuenti di dimostrare l’effettiva operatività del fornitore estero. Restano, tuttavia, incertezze nella determinazione del valore normale, ma dovrebbe risultare semplificato il rapporto con i fornitori black list. Per arrivare alla piena deducibilità l’impresa dovrà compiere i seguenti passaggi: verificare se il Paese fornitore è nella black list; individuare la spesa o il componente negativo; determinare il valore normale (in caso di superamento del valore normale preparare la documentazione relativa all’esimente ammessa per ottenere la deducibilità del componente negativo black list) ed, infine, segnalare nel modello Unico l’acquisto eseguito.

Fermo dell’auto e ipoteche, ricorsi ‘certi’ dopo le ferie

Autore:Francesco Falcone
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 18

Opposizione al fermo dell’auto e all’iscrizione di ipoteca. Grazie ai chiarimenti forniti dalla Cassazione a Sezioni unite sulle questioni di competenza di tribunali e Ctp, chi da domani, 1°settembre, deve presentare un’impugnazione, sa che per i debiti relativi a sanzioni amministrative deve presentare la contestazione davanti al giudice competente secondo il valore del debito (giudice di pace o tribunale, ma non giudice dell’esecuzione). Risolto il nodo della giurisdizione sulla base della natura del credito, quello relativa alla competenza ha fatto molto discutere. La giurisdizione ordinaria si è interrogata in merito e gli ultimi orientamenti hanno ritenuto fermo e ipoteca atti atipici e alternativi all’espropriazione. La loro impugnativa, trattandosi di un’azione di accertamento negativo, va attribuita al giudice ordinario di cognizione, nel rispetto delle norme generali della competenza per materia e per valore.

Più strade per entrare nei minimi

Autore:Gianfranco Ferranti
Fonte:Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 17

La risoluzione 67/E dello scorso 23 luglio ha fornito chiarimenti sulle modalità di applicazione dei regimi agevolati. Chiarimenti che si sono sommati alle risposte al question time 5-05703 del 4 giugno. Il tutto in attesa che dal 2016 entri in vigore un nuovo regime agevolato che sostituisca i precedenti con misure, si spera, più favorevoli di quello dei minimi. Oggi chi decide di avviare un’attività d’impresa o di lavoro autonomo può scegliere se applicare il regime forfettario o quello dei minimi, naturalmente in presenza dei relativi presupposti. Gli ultimi dati del Mef, relativi allo scorso mese di giugno, dicono che i contribuenti che hanno aderito al regime dei minimi sono più del doppio di quelli che hanno scelto il regime forfettario. Il dato è stato desunto dalle nuove comunicazioni di inizio attività ai fini Iva nelle quali è possibile indicare la scelta fra i due regimi contabili.

L’Italia prova ad accelerare negli accordi impresa-fisco

Autore:Micaela Cappellini
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 12

Con il varo del decreto per l’internazionalizzazione un’azienda straniera dovrà attendere al massimo sette mesi per ottenere dall’Agenzia delle Entrate un parere in merito ad un investimento nel nostro Paese. Nel Regno Unito un chiarimento fiscale è ottenuto da un’impresa straniera in pochi giorni. Nei Paesi Bassi per un ruling internazionale occorrono al massimo due mesi. In Germania servono tra i due e i quattro mesi. Oggi in Italia concludere un accordo di ruling internazionale è un’operazione lunga, possono servire anche due anni. Con il nuovo decreto attuativo della delega fiscale la durata è fissata in quattro anni. La metà del tempo serve per le trattative. L’intento del Governo era di rendere più snello e certo il percorso degli imprenditori stranieri in Italia. Il risultato sarà meno ambizioso delle aspettative, ma qualcosa sta cambiando.

Riordino in arrivo per 20mila interpelli

Autore:Cristiano Dell’Oste
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 5

Nel 2014 l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto dai contribuenti quasi 20mila interpelli a cui si aggiungono 600 consulenze giuridiche. I numeri evidenziano quanto sia importante il riordino della disciplina avviato in attuazione della delega fiscale con il relativo decreto. La Corte dei conti ha individuato 18 diverse configurazioni dell’istituto, tra interpelli ordinari, antielusivi e disapplicativi. Il nuovo assetto del decreto ne riduce le tipologie a cinque: ordinario, qualificatorio, probatorio, antiabuso e disapplicativo. I primi quattro sono facoltativi con il contribuente che può disattendere l’eventuale risposta negativa del fisco. L’ultimo, invece, è impugnabile anche se solo in via differita. Le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno suggerito al Governo di accorpare gli interpelli ordinari, qualificatori, e anti-abuso, uniformando i tempi di risposta in 90 giorni. Il Cndcec ha proposto di unire gli interpelli probatori e disapplicativi.

Voluntary, acconti e ingorgo di modelli

Autore:C.D.O.
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 2

Scadenze e novità della riforma fiscale sono i due temi che i professionisti dovranno tenere d’occhio. Entro il 21 settembre va trasmesso il mod. 770 e inoltrate alle Entrate le certificazioni uniche (Cu) contenenti soltanto redditi non dichiarati con il modello 730. Entro il 30 settembre va inviato il mod. Unico relativo al 2014. Sempre entro il 30 settembre vanno inviate le istanze della voluntary disclosure anche se da più parti si spinge per una proroga. Per i professionisti si annunciano giorni impegnativi. Alle canoniche scadenze si aggiungono quelle nuove come quelle legate alla precompilata: il 26 ottobre scade il termine per presentare un nuovo 730 integrativo in caso di errori che comportano un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata; entro il 10 novembre si può presentare un nuovo 730 rettificativo per l’errore del Caf o del professionista. Il 30 novembre scadono gli acconti delle imposte sui redditi. Delega fiscale: dopodomani scadono i termini per notificare atti impositivi con le vecchie regole sul raddoppio dei termini.