#Un galateo negli studi

Autore:Gabriele Ventura
Fonte:Italia Oggi pag: 36

Per i commercialisti è in arrivo un nuovo codice deontologico. Vietata la pubblicità sul sito internet del professionista o dello studio associato di cui fa parte. Previsto l’obbligo di copertura assicurativa per i rischi professionali. Pattuita per iscritto la misura del compenso professionale. Introdotto il riferimento al consiglio di disciplina quale giudice disciplinare. Per i tirocini va garantito un rimborso spese forfettario dopo i primi sei mesi di pratica. In caso di sostituzione di un collega nello svolgimento di un incarico e in caso di irreperibilità del cliente vanno osservate una serie di regole. Sono queste le principali novità contenute nel nuovo codice deontologico della professione, aggiornato e revisionato dalla Commissione nazionale di studi ‘Deontologia’ del Cndcec, e in pubblica consultazione sul sito Internet istituzionale.

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#Appello, giudizio con ricevuta

Autore:Giovambattista Palumbo
Fonte:Italia Oggi pag: 33

E’ dedicata alla procedura di costituzione in giudizio la sentenza n. 18121 del 15 settembre 2015 della Corte di cassazione. Nelle commissioni tributarie d’appello la rituale costituzione in giudizio del ricorrente richiede il deposito, entro 30 giorni dalla proposizione, nella segreteria della commissione adita, dell’originale del ricorso notificato o di copia dello stesso, unitamente a copia della ricevuta di spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale. Se manca tale adempimento, attenendo lo stesso al riscontro della tempestività della costituzione, il ricorso è inammissibile e tale sanzione va rilevata d’ufficio in ogni stato e grado del processo, né è sanabile per via della costituzione del convenuto.

#Valore causa, errore scusabile

Autore:Sergio Trovato
Fonte:Italia Oggi pag: 32

Il decreto di riforma del processo tributario che attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, alza la soglia per la difesa pesonale. I contribuenti, infatti, non sono tenuti a conferire l’incarico per l’assistenza tecnica in giudizio a un difensore abilitato se il valore della controversia non supera 3mila euro. Se il contribuente commette un errore e calcola male il valore della causa, il giudice deve ritenere scusabile l’errore, ordinando all’interessato di nominare un difensore entro il termine assegnato. Dunque, l’autodifesa del contribuente non è mai inammissibile se l’interessato ha quantificato malamente il valore della causa. L’incarico può essere conferito con atto pubblico o scrittura privata autenticata, in calce o a margine di un atto del processo oppure in udienza.

#Evasori senza più vie di fuga

Autore:Francesco Squeo
Fonte:Italia Oggi pag: 31

Stretta sugli evasori italiani con capitali detenuti illegalmente all’estero. Chi non aderirà alla voluntary disclosure entro in prossimo 30 novembre verrà segnalato dalle autorità svizzere a quelle italiane. A tali fini basterà che il fisco italiano, sulla scorta di quanto fatto in Olanda, attivi lo scambio di informazioni avente ad oggetto le cosiddette richieste di gruppo. Queste ultime saranno effettuate in base alle seguenti coordinate: forniteci i nominativi di tutti i clienti italiani che dal 23 febbraio 2015 hanno trasferito i propri capitali ovvero non hanno dato dimostrazione di avere aderito alla voluntary disclosure in Itaila. Sarà così legittima la richiesta di gruppo focalizzata sul comportamento di clienti italiani di istituti di credito elvetici, sospettati di aver aggirato le proprie obbligazioni tributarie in Italia, che richiesti dagli istituti finanziari italiani o svizzeri di fornire la prova della propria conformità fiscale si rifiutino di farlo.

#Pensioni svizzere tassate al 5%

Autore:Valerio Stroppa
Fonte:Italia Oggi pag: 30

Pensioni svizzere non dichiarate tassate al 5% in sede di voluntary disclosure. Anche se l’incasso non è avvenuto tramite un intermediario residente, si applica la stessa regola fiscale prevista per le rendite ‘canalizzate’ mediante una banca italiana. Questa la risposta che il governo ha deciso di dare, attraverso una disposizione inserita nel decreto legge approvato ieri da palazzo Chigi, alla situazione piuttosto ricorrente relativa ai trattamenti previdenziali elvetici.

#Valutazione e bilanci, dal 2016 i nuovi ‘pesi’ degli asset aziendali

Autore:G.Carucci, M.Villani e B.Zanardi
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 49

Da gennaio entrano in vigore i Principi italiani di valutazione (Piv) emanati dall’Organismo italiano di valutazione. Rappresentano una novità assoluta in Italia. Si ispirano agli International valutation standards (Ivs) emanati dall’Ivsc, pur caratterizzandosi, rispetto a questi ultimi, per un maggior livello di dettaglio e per una modulazione che tiene conto del contesto economico giuridico che contraddistingue il nostro Paese. L’adesione ai Piv avverrà su base volontaria e dovrà essere dichiarata nella relazione di valutazione. La novità si somma alle recenti disposizioni introdotte dal dlgs 139/2015 in materia contabile, delle quali si dovrà tener conto nella redazione dei bilanci relativi agli esercizi che iniziano dal 1°gennaio 2016. L’utilizzo dei principi di valutazione, in aggiunta a quelli contabili e di revisione, potrà migliorare la qualità dei bilanci.

#Controlli, le perdite ritornano in ‘gioco’

Autore:Luca Miele
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 47

L’art. 25 del dlgs di revisione del sistema sanzionatorio introduce un procedimento ad hoc per il riconoscimento delle perdite in diminuzione del maggior reddito imponibile, a seguito di procedimenti di accertamento o di adesione. Tuttavia, la decorrenza a partire dal 1°gennaio 2016, sia per le norme di carattere sostanziale che per quelle procedurali, appare del tutto irrazionale. Le nuove previsioni fissano una diversa modaltà di scomputo delle perdite a seconda che si tratti di perdite relative al periodo di imposta oggetto di rettifica, ovvero pregresse. Nel primo caso è previsto un meccanismo automatico di utilizzo della perdita: le Entrate computano in diminuzione del maggior imponibile accertato queste perdite fino a concorrenza del loro importo. Nella procedura prevista per la tassazione consolidata, occorre invece che sia il contribuente a presentare un’istanza. In quest’ultimo caso il contribuente ha la possibilità di scomputare le perdite maturate antecedentemente al periodo di imposta oggetto di accertamento.