Credito ‘R&S’ con vista sul passato

Luca Gaiani – II Sole 24 Ore – pag. 47

Ammesse all’agevolazione anche le attività di ricerca e sviluppo avviate prima del 2015. Per il calcolo dei costi ammessi al beneficio su base incrementale, si considerano gli importi di competenza degli esercizi 2015-2019 anche se si tratta di progetti e attività anteriori. La circolare 5/E/2016 analizza le tipologie di attività di ricerca e le quattro categorie di spesa sulle quali, con criterio incrementale, si determina il credito d’imposta. Il documento di prassi chiarisce in primis che le attività di ricerca agevolabili possono essere svolte anche in ambiti diversi da quello scientifico e tecnologico. Ribadita la cumulabilità da credito di imposta e maxiammortamenti 140%, la circolare precisa che per la quantificazione della seconda categoria di spese ammissibili la maggiorazione fiscale prevista dalla legge di Stabilità non va considerata, dovendosi quantificare l’importo ammissibile esclusivamente sulla base dei coefficienti tabellari applicati al costo effettivo.

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Irap 2016: tutto deducibile il costo lavoro indeterminato

di Rag. Lumia Luigia

Deduzione integrale dall’imponibile Irap dei dipendenti tempo indeterminato,invariate deduzioni incremento occupazionale e cuneo fiscale:le novita’ 2016

Nella dichiarazione Irap 2016 per l’anno di imposta 2015 alle deduzioni spettanti  per il costo lavoro già previste negli esercizi precedenti,  si aggiungerà ladeduzione integrale del costo di lavoro relativo ai dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato.
E’ questa la novita’ principale della dichiarazione Irap 2016 che riguarda solo i contratti a tempo indeterminato e non le altre tipologie contrattuali.

Calcolo del costo deducibile dalla base imponibile Irap per i lavoratori a tempo indeterminato

Per calcolare questa eccedenza deducibile dall’Irap, per i lavoratori a tempo indeterminato, rispetto alle altre deduzioni previste occorrerà fare riferimento ad ogni singolo dipendente indicando per ciascuno le deduzioni spettanti (cuneo fiscale, incrementi occupazionali ecc.) e procedere poi per differenza con il costo totale del dipendente a tempo indeterminato.
La regola generale è infatti quella che il costo deducibile è sempre nel limite del costo lavoro sostenuto di competenza dell’esercizio.
A tal fine nel modello Irap 2016 è stato creato un nuovo apposito rigo IS9 dove indicare questa eccedenza deducibile.

Novità dall’esercizio 2016 sulla dichiarazione Irap 2017

Ricordiamo che la deducibilità del 70% del costo per i lavoratori stagionali prevista dalla legge di stabilità 2016  (c. 73 art. 1 L.28/12/2015, n. 208) si applica per il periodo di imposta 2016 e quindi rilevera’ nella dichiarazione Irap 2017.
L’ulteriore deduzione prevista dalla legge si stabilità 2016 per i lavoratori stagionali consiste in una deduzione calcolata per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno centoventi giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto.
Quindi una nuova complicazione che si aggiungerà il prossimo anno per il calcolo del costo di lavoro deducibile. Ogni anno infatti si aggiunge un nuovo tassello che si sovrappone agli altri, per ovviare all’aberrazione dell’indeducibilità del costo di lavoro. Ma non sarebbe ora di renderlo deducibile senza limiti e basta? Evidentemente per le vere semplificazioni non siamo ancora pronti!

Oltre a queste novita’ per quanto riguarda l’Irap della componente lavoro voce B9 del bilancio ricordiamo le altre deduzioni già applicabili nell’ IRAP 2015.

Stiamo pensando alla deduzione per incremento occupazionale e al Cuneo Fiscale.

Nuova deduzione per incremento occupazionale L. 147/2013 (rigo IS6)

Spetta sia alle società , di capitali o persone, sia alle Ditte individuali e professionisti a condizione che:

– siano state effettuate nuove assunzioni di personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato;

– alla fine del periodo d’imposta in cui sono effettuate le nuove assunzioni (intendendosi per tali anche le eventuali trasformazioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato), risulti incrementato il numero dei lavoratori in forza con contratto a tempo indeterminato rispetto al numero medio dei lavoratori con medesimo contratto relativo al periodo d’imposta precedente. Deve pertanto sussistere una differenza positiva tra la consistenza di fine periodo d’imposta e la media del periodo d’imposta precedente.

La deduzione spetta per ciascun nuovo lavoratore assunto per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione con contratto a tempo indeterminato e per i due successivi periodi d’imposta, sempre che permanga il medesimo rapporto di impiego.

La suddetta deduzione decade se, nei periodi d’imposta successivi a quello in cui è avvenuta l’assunzione, il numero dei lavoratori dipendenti risulta inferiore o pari al numero complessivo dei lavoratori dipendenti mediamente occupati nel periodo d’imposta di assunzione.

La deduzione compete in misura pari al minore tra:

– il costo effettivo del personale neoassunto, col massimo di 15.000 euro per ogni nuovo dipendente assunto da ragguagliare alla durata del rapporto di lavoro nell’anno;

– l’incremento complessivo del costo del personale classificabile nelle voci B9 e B14 del c/economico.

La deduzione per incremento occupazionale è cumulabile con la deduzione del cuneo fiscale.

 

Cuneo Fiscale

Con il cuneo fiscale sono state previste le seguentideduzioni dalla base imponibile, precisamente dal costo del lavoro.

Sono classificate di seguito sotto le lettere a) e b) perché è possibile scegliere se usufruire delle prime o delle seconde, alternative tra di loro, a seconda della convenienza.

Nota Bene: la scelta va fatta dipendente per dipendente !

 

a) Sono le deduzioni che si applicano dal 2014, alternative rispetto a tutte quelle della lettera b), cioe’:

– il costo Inail (già indicato in precedenza a proposito della voce di costo B9) +

– Deduzione forfettaria di 7.500 euro (ex 4.600), elevate a 13.500 (ex 10.600) per lavoratori femmine o giovani di età inferiore a 35 anni, ragguagliate ad anno per ogni dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta (15.000 se impiegato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ed elevate a 21.000 per lavoratori femmine o di eta’ inferiore a 35 anni ) +

– Deduzione 100% dei contributi previd. e assist. dei dipendenti a tempo indeterminato +

– Ulteriore deduzione Irap: se base imponibile Irap < =180.760 spetta una deduzione dalla base imponibile di € 8.000 (10.500 per ditte ind. ,Soc. persone e assimilati), se fra 180.760 e 180.840 di € 6.000 (7.875 per ditte ind., Soc. persone e assimilati), se fra 180.840 e 180.920 di € 4.000 (5.250 per ditte ind., Soc. persone e assimilati), se fra 180.920 e 181.000 di € 2.000 (2.625 per ditte ind., Soc. persone e assimilati). Va ragguagliata ad anno solare in caso di esercizio < di 12 mesi.
ovvero
b) Sono le vecchie deduzioni, alternative rispetto a quelle viste sopra alla lett. a) cioe’:

– il costo Inail (già indicato in precedenza a proposito della voce di costo B9) +

– Spese per apprendisti, disabili, CFL (contratti di formazione lavoro), spese per personale addetto alla ricerca e sviluppo (occorre attestazione Coll. Sindacale o Revisore), naturalmente al netto dell’Inail già dedotto sopra +

– Ulteriore deduzione Irap: spetta una deduzione dalla base imponibile di € 8.000 (10.500 per ditte ind., Soc. persone e assimilati) se base imponibile Irap < =180.760, di € 6.000 (7.875 per ditte ind., Soc. persone e assimilati) se fra 180.760 e 180.840, di € 4.000 (5.2550 per ditte ind., Soc. persone e assimilati) se fra 180.840 e 180.920, di € 2.000 (2.625 per ditte ind., Soc. persone e assimilati) se fra 180.920 e 181.000. Va ragguagliata ad anno solare in caso di esercizio < di 12 mesi +

– Ulteriore deduzione Irap a favore di chi ha ricavi Irap <= 400.000 euro, di 1.850 euro a dipendente fino al max di 5 (non valgono apprendisti, disabili, Cfl). Va ragguagliata ai giorni di lavoro del dipendente nell’anno e al part time.

 

Attenzione: verificare per ogni dipendente che la somma delle deduzioni spettanti non superi il suo costo del lavoro (retribuzione + contributi), altrimenti bisogna ridurla.

Speciale fisco e tasse.

Cambia l’interesse di dilazione e la sanzione per omessi contributi previdenziali

Dal 16 marzo 2016 varia la misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali

L’INPS, con circolare n. 49 del 16 marzo 2016, rende noto che dal 16 marzo 2016 varia la misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. In particolare,

Interesse di Dilazione e di Differimento: L’interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per contributi e sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi dovranno essere calcolati al tasso del 6% annuo. Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso, pari al 6%, sarà applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di febbraio 2016;
Sanzioni civili: Nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, di cui alla lett. a), comma 8, dell’art. 116 della legge 388/2000, la sanzione civile è pari al 5,5% in ragione d’anno (tasso dello 0,00% maggiorato di 5,5 punti); la medesima misura del 5,5% annuo trova applicazione anche con riferimento all’ipotesi di cui alla lett. b), secondo periodo, del predetto art. 116, comma 8 . Resta ferma, in caso di evasione (art. 116, comma 8, lett. b), primo periodo) la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30 per cento nel limite del 60 per cento dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge;
Sanzioni ridotte in caso di Procedure Concorsuali: in caso di procedure concorsuali, le sanzioni ridotte, nell’ipotesi prevista dall’art. 116, comma 8, lett. a) della già citata legge 388/2000, dovranno essere calcolate nella misura del TUR, oggi tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema.

Fonte: Inps

Riduzione contributiva edilizia 2016 Confermata dall’INPS

La riduzione contributiva per i lavoratori dell’edilizia – Circolare 52/2016

L’INPS, con circolare n. 52 del 17 marzo 2016, stabilisce che con decreto del 1° dicembre 2015, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha confermato – per il 2015 – la riduzione contributiva, nella misura dell’11,50%, prevista dall’articolo 29 del d.l. 244/1995 e successive modifiche e integrazioni per gli operai a tempo pieno del settore edile. Il beneficio consiste in una riduzione sui contributi dovuti – nella misura del 11,50% – per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati 40 ore a settimana. Non spetta, quindi, per i lavoratori a tempo parziale.

Hanno diritto all’agevolazione contributiva i datori di lavori classificati nel settore industria con i codici statistici contributivi da 11301 a 11305 e nel settore dell’artigianato con i codici statistici contributivi da 41301 a 41305, nonché caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909.

Va sottolineato, inoltre, che l’agevolazione:

compete per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2015;
non trova applicazione sul contributo – pari allo 0,30% della retribuzione imponibile – previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, destinato al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua.

Fonte: Inps

Decreto flussi 2016:quota per i lavoratori di Expo 2015

Il decreto flussi 2016 fissa la scadenza delle domande al 31.12.2016 ma per la quota riservata alle aziende di Expo 2015 c’è tempo solo fino a fine giugno.

Il DPCM 11 dicembre 2015, c.d. Decreto flussi 2016, indica le modalità di spedizione e la modulistica da utilizzare per le domande di nulla osta relativa ai flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2016.

Infatti, le domande di nulla osta possono essere presentate, esclusivamente per via telematica attraverso il sito internet del Ministero dell’Interno con le seguenti date:

per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo dalle ore 9.00 del 10 febbraio 2016 e sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2016;
per lavoro stagionale dalle ore 09:00 del 17 febbraio 2016 e sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2016.
Si ricorda che Il Decreto Flussi 2016 ha previsto 100 quote per i lavoratori cittadini dei paesi non comunitari che hanno partecipato a EXPO 2015. Possono accedere a questo servizio le aziende che lavorano allo smantellamento dei padiglioni. La domanda può essere presentata fino al 30/06/2016.

Fonte: Fisco e Tasse

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: documentazione da certificare

La documentazione che attesta l’investimento in ricerca e sviluppo deve essere certificata dal revisore legale e allegata al bilancio.

Le imprese che fruiscono del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo devono conservare alcuni documenti ai fini di eventuali controlli. In particolare, è richiesta la predisposizione di un’apposita documentazione contabile con l’indicazione dell’effettività dei costi sostenuti e con l’attestazione di regolarità formale. La documentazione deve essere certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale, oppure da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali. la certificazione deve avvenire entro la data di approvazione del bilancio (o nei 120 giorni successivi alla chiusura dell’esercizio, per chi non presenta il bilancio) e va allegata al bilancio stesso. E’ quanto chiarito dalla Circolare n. 5/E/2016, in cui le Entrate ammettono anche la possibilità di presentare un interpello nel caso di dubbi sull’esistenza di un’attività di ricerca e sviluppo.

Fonte: Agenzia delle Entrate

Patent box, debutto in UNICO SC 2016

Debutta nel modello UNICO SC 2016 il nuovo regime agevolato del Patent Box.

Una novità del modello UNICO SC 2016 riguarda le variazioni in diminuzione, al rigo RF50. Nella colonna 1 (da riportare anche nella colonna 2) va, infatti, indicata la deduzione Patent Box a seguito di opzione, della durata di cinque esercizi sociali, irrevocabile. La disciplina, introdotta con la Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014), prevede che non concorre a formare il reddito d’impresa la quota dei redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili (articolo 1, commi da 37 a 45).

Fonte: Fisco Oggi