Detrazione spese cura della persona solo a certe condizioni

Sono detraibili le spese per prestazioni di chiropratica, mesoterapia e ozonoterapia se effettuate da personale medico o sotto la sua supervisione. Non sono detraibili le spese per haloterapia.

L’Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 3/E/2016, ha affermato che non tutte le prestazioni rese da un medico o sotto la sua supervisione sono ammesse alla detrazione come spesa sanitaria, ma solo quelle di natura sanitaria, rispondenti a trattamenti sanitari qualificati che, in quanto finalizzati alla cura di una patologia, devono essere effettuati da medici o da personale abilitato dalle autorità competenti in materia sanitaria. Ad esempio, non sono mai detraibili, anche se effettuate da personale medico o sotto la sua supervisione, le spese sostenute per prestazioni di chirurgia estetica o di medicina estetica non conseguenti ad incidenti, malattie, o malformazioni congenite. Con riguardo alle prestazioni del chiropratico, invece, le Entrate affermano che, sebbene si tratti di una figura professionale ad oggi priva di regolamentazione, la detrazione è ammessa sulla base delle indicazioni date dal Ministero della Sanità (oggi Ministero della Salute) con la circolare n. 66/1984, in cui si è riconosciuta la possibilità di eseguire prestazioni chiroterapiche presso idonee strutture debitamente autorizzate la cui direzione sia affidata ad un medico specialista in fisiatria o ortopedia. Sono ammessi in detrazione anche i trattamenti di mesoterapia ed ozonoterapia effettuati da personale medico o da personale abilitato dalle autorità competenti in materia sanitaria, mentre ad oggi non sono ancora detraibili i trattamenti di “haloterapia” (o grotte di sale) in quanto il Ministero della Salute sta ancora svolgendo approfondimenti sulla riconducibilità di tale tipo di trattamento all’ambito delle procedure sanitarie.

Fonte: Fisco e Tasse

Detrazione restauro beni vincolistici cumulabile con il recupero edilizio

Le due detrazioni per restauro beni vincolistici e per recupero patrimonio edilizio sono cumulabili, ma in tal caso la prima è dimezzata.
La detrazione del 19% delle spese per la manutenzione, protezione o restauro dei beni di interesse storico ed artistico, prevista dall’art. 15, comma 1, lett. g) del TUIR, è cumulabile con la detrazione del 50% per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis del medesimo TUIR. In tale ipotesi, tuttavia, l’agevolazione per gli immobili oggetto di vincolo è ridotta del 50%. E’ uno dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 3/E/2016 sugli oneri detraibili e deducibili.

Fonte: Fisco e Tasse

Niente Irap senza organizzazione

Autore:Debora Alberici
Fonte:Italia Oggi pag: 38

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 4246 del 3 marzo 2016, ha affermato che il consulente aziendale non è tenuto a pagare l’Irap quando adempie alla sua funzione mediante l’organizzazione dell’impresa senza ricorrere a un’autonoma struttura. Secondo i giudici non sono soggetti a Irap, dunque, i proventi che un lavoratore autonomo percepisca come compenso per le attività svolte all’interno di una struttura da altri organizzata. Inoltre, non ha diritto al rimborso dell’Irap il commercialista che, nello svolgimento dell’attività di sindaco, utilizza beni strumentali in misura eccedente il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale.

Xbrl? Dall’inizio

Autore:Mascia Traini
Fonte:Italia Oggi pag: 30

Le nuove tabelle su rendiconto finanziario e leasing devono essere compilate seguendo i principi contabili nazionali; questi ultimi, per i prospetti sulla fiscalità differita, dovranno essere invece affiancati dalle indicazioni di Xbrl Italia. E’ opportuno, inoltre, che il rendiconto sia redatto ab origine in formato elaborabile, fin dalla sua approvazione da parte dell’organo amministrativo. Sono questi, in estrema sintesi, i punti chiave del Documento di accompagnamento alla versione 2015-12-14 della tassonomia integrata del bilancio d’esercizio pubblicato ieri da Xbrl Italia.

Voluntary, una fase due facile

Autore:Valerio Stroppa
Fonte:Italia Oggi pag: 29

Al convegno della Fondazione Uckmar e dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara, tenutosi ieri nel capoluogo abruzzese si è fatto il punto sulla linea operativa degli uffici delle Entrate in merito alla voluntary disclosure. Gli indirizzi operativi che l’Amministrazione finanziaria sta prendendo vanno verso un contraddittorio facile, senza troppi formalismi e tolleranza sui documenti mancanti se il contribuente dimostra la propria buona fede.

Avviso sospeso con il ricorso in Cassazione

Autore:Giovanni Parente
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 20

Via libera alla sospensione dell’atto d’accertamento per il quale è stato presentato un ricorso in Cassazione se al contribuente può derivare un danno grave e irreparabile. A stabilirlo è l’ordinanza 217/23/2016 della sezione staccata di Lecce della Ctr Puglia che rappresenta una delle prime applicazioni del nuovo articolo 62-bis del dlgs 546/1992 introdotto a partire dal 1°gennaio scorso dal decreto attuativo della delega fiscale sul contenzioso. La nuova norma prevede, infatti, che ‘la parte che ha proposto ricorso per Cassazione può chiedere alla commissione che ha pronunciato la sentenza impugnata di sospenderne in tutto o in parte l’esecutività allo scopo di evitare un danno grave e irreparabile’ e che ‘il contribuente può comunque chiedere la sospensione dell’esecuzione dell’atto se da questa può derivargli un danno grave e irreparabile’.

Per false fatture e recidiva restano ancora incognite

Autore:Laura Ambrosi
Fonte:II Sole 24 Ore pag: 19

E’ dedicata al ‘favor rei’e ai suoi criteri di applicazione la circolare n. 4/E/2016. Nonostante i chiarimenti restano tuttavia delle criticità. La prima riguarda l’ipotesi della dichiarazione infedele in presenza di fatture false. La nuova norma (dlgs 158/2015) dispone la riduzione della sanzione dal 90 al 180% rispetto alla precedente dal 100 al 200%, con l’aggiunta però di un’aggravante. Secondo vari uffici la nuova sanzione ridotta non può essere applicata a causa della nuova aggravante prevista per l’utilizzazione di fatture false, con la conseguenza che la nuova sanzione sarebbe peggiorativa rispetto alla precedente. Altro dubbio riguarda la nuova recidiva in base alla quale risulta obbligatorio l’aumento della metà della sanzione edittale nel caso in cui nel triennio precedente il contribuente sia incorso in violazioni della stessa indole. Si ritiene che applicando il ‘favor rei’ il triennio di riferimento sia solo quello successivo al 2016 e non anche il precedente.