Credito Iva senza dichiarazione

Autore: Laura Ambrosi
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 39
Le Sezioni unite della Corte di cassazione, con due sentenze depositate ieri, precisano le regole da applicare in caso di mancata presentazione della dichiarazione. Con la sentenza n. 17757 la Corte ha affermato che il contribuente ha diritto a recuperare il credito Iva derivante dalla dichiarazione omessa se dimostra che deriva da acquisti effettuati nell’ambito dell’attività di impresa e come tali detraibili. Sempre le Sezioni unite, con la sentenza n. 177758, hanno chiarito che nell’ipotesi di omessa presentazione della dichiarazione annuale è consentita l’iscrizione a ruolo dell’imposta detratta e la consequenziale emissione di cartella di pagamento poiché è legittima la procedura del controllo automatizzato
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Baratto amministrativo ristretto

Autore: Francesco Cerisano
Fonte: Italia Oggi pag: 28
No al baratto amministrativo come strumento per pagare le tasse locali o come forma alternativa agli istituti civilistici della datio in solutum o della transazione. Discorso diverso per le entrate extratributarie (rette, tariffe per servizi a domanda individuale, multe, sanzioni) per le quali i comuni potranno prevedere la possibilità di estinguere le obbligazioni pecuniarie con una prestazione personale che comunque dovrà essere determinata chiaramente in anticipo e tipizzata e dovrà essere svolta a beneficio della collettività. A mettere nuovamente i paletti all’istituto del baratto amministrativo è stata la Corte conti Lombardia, sezione regionale di controllo, nel parere n. 225/2016 reso al comune di Casalpusterlengo.

Sul canone in bolletta è guerra di numeri

Autore: Giorgia Pacione Di Bello
Fonte: Italia Oggi pag: 27
Guerra di numeri sul canone Rai in bolletta. Il Ministero dello Sviluppo economico smentisce il mezzo flop dell’operazione denunciato da ItaliaOggi ieri. Ma i numeri arrivano dai gestori dell’operazione. Una percentuale intorno al 50% dei destinatari delle bollette di luglio con incorporato il canone Rai ha deciso di pagare solo la bolletta elettrica e non in canone. Secondo il Mise i mancati pagamenti si aggirano intorno al 10%. Sarebbe questo il numero segnalato da Enel, ma per altri fornitori di dati sarebbero diversi e anche sensibilmente inferiori al 10%. Solo a fine settembre l’Agenzia delle Entrate riceverà dalle compagnie elettriche i numeri ufficiali relativi al pagamento del canone tv e potrà fare il primo consuntivo attendibile. Per Sorgenia (mercato libero) la percentuale di chi ha deciso di non pagare il canone è del 26%.

Legge di bilancio da 25 mld euro

Autore: Pasquale Quaranta
Fonte: Italia Oggi pag: 27
Tra le misure più importanti che l’Esecutivo intende inserire nella legge di bilancio 2017 troviamo gli aiuti ai terremotati, le politiche a sostegno degli investimenti, la riduzione delle tasse sulle aziende, maggiori sostegni alle famiglie, ritocchi alle pensioni minime e, soprattutto, nessun aumento dell’Iva. Il documento dovrebbe essere pronto per il 12 ottobre, poi verrà trasmesso alla Commissione europea entro il 15 del mese. La nuova manovra sarà di 25 miliardi di euro di cui buona parte, circa 15-16 miliardi, sarà finanziata attraverso un aumento della spesa pubblica. Il resto dovrebbe essere sostenuto attraverso i 4 miliardi della spending review, i 3,5 miliardi della lotta all’evasione, i 500 milioni risparmiati grazie alla gestione dello spread e quasi 2 miliardi dal rientro dei capitali all’estero. La nostra manovra tutta flessibilità e poco rigore facilmente incontrerà le critiche dei paesi del Nord Europa.

Pensioni anticipate, prelievo del 5%

Autore: Lorenzo Salvia
Fonte: Corriere della Sera pag: 46
Un taglio del 5% per ogni anno di anticipo calcolato sull’assegno lordo. Dovrebbe essere questa la penalizzazione per i lavoratori che sceglieranno liberamente di lasciare il posto di lavoro prima di quanto previsto dalla legge Fornero. E che utilizzeranno l’Ape, l’anticipo pensionistico che entrerà nella prossima legge di bilancio per consentire ai nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione con tre anni di anticipo. Il taglio sarà più basso per la già ribattezzata ‘Ape social’ cioè la pensione anticipata per le categorie in difficoltà. Per loro la penalizzazione non dovrebbe mai superare il 3% l’anno, sempre considerando l’assegno lordo. E nella maggior parte dei casi sarà pari a zero o quasi. Ancora da definire le categorie che potranno rientrare nell’Ape social. Oltre ai disoccupati, ci saranno disabili, inabili e chi ha subito un incidente sul lavoro.

L’immobile genera plusvalenza anche se in parte è prima casa

Autore: Angelo Busani e Elisabetta Smaniotto
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 39
Qualora sia venduto un immobile (acquistato da meno di 5 anni da un soggetto Irpef), che sia destinato per una sua porzione ad abitazione principale del venditore e che, per altra sua porzione, sia locato a terzi, la parte di prezzo proporzionalmente relativa a quest’ultima porzione genera plusvalenza, ove vi sia una differenza positiva tra il valore d’acquisto e il prezzo di vendita. In altre parole, non può il contribuente pretendere di considerare l’intera plusvalenza non imponibile per il fatto che una porzione dell’immobile è adibita a sua abitazione principale; se si comporta in questo modo, incorre nel reato di dichiarazione infedele qualora vi sia il superamento della soglia di punibilità. A stabilirlo la Corte di cassazione penale con la sentenza n. 37169 del 7 settembre 2016.

Tassazione Ue con ‘designazione’

Autore: Luca Miele
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 38
Una controllante europea può accedere alla tassazione di gruppo, anche in mancanza di una stabile organizzazione in Italia, mediante la designazione di una delle società ‘sorelle’ controllate a esercitare l’opzione in qualità di consolidante. Il consolidato orizzontale consente infatti la possibilità per le società residenti in Italia di esercitare l’opzione per il consolidato fiscale domestico laddove esse siano controllate da una entità europea, anche in assenza di una stabile organizzazione nel nostro paese. E’ in dubbio se, ai fini della opzione per il consolidato orizzontale, il soggetto non residente controllante debba esercitare un’attività d’impresa. La tesi prevalente sostiene che l’opzione vada preclusa davanti a soggetti non residenti che configurano holding statiche e/o costruzioni non genuine o di puro artificio; costituite, cioè, al solo fine di fruire del consolidato orizzontale.