Fiscal unit, penalizzato il cambio di regime

Autore: Riccardo Michelutti
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 42
‘Nella fiscal unit tra sorelle muta la controllante, quindi cambia la ‘testa’ del consolidato’. E’ quanto si legge nel paragrafo 4 della circolare 40/E del 26 settembre 2016, che in questo modo motiva le scelte adottate dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 6 novembre 2015 per il subentro in un consolidato verticale preesistente di una società sorella controllata dalla stessa società Ue/See. In questa prospettiva, la società controllata residente, qualora operasse già come capogruppo di un consolidato verticale preesistente, per poter fungere da consolidante designata di un consolidato orizzontale dovrebbe trasformarsi da controllante a controllata di un nuovo unico consolidato che vede al vertice la controllante non residente, per quanto quest’ultima non produca redditi di impresa in Italia e, quindi, non apporti redditi imponibili alla fiscal unit.

L’istanza va presentata entro il 20 ottobre

Autore: Salvina Morina e Tonino Morina
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 41
Per ottenere un nuovo piano di rateazione occorre presentare un’istanza all’ufficio competente delle Entrate. Tale istanza deve pervenire entro e non oltre il 20 ottobre 2016 e deve riportare gli estremi dell’atto a cui si riferisce il piano di rateazione già decaduto, nonché il numero delle rate trimestrali in cui si intende pagare l’importo residuo. Il nuovo piano rateale resta collegato al precedente già decaduto. Occorre tuttavia distinguere tra atti definiti prima del 22 ottobre 2015 e dopo. Se il piano rateale decaduto riguarda un atto definito prima del 22 ottobre 2015, il residuo importo dovuto è nuovamente dilazionabile in un numero di rate trimestrali da otto a dodici. Nel caso in cui il piano rateale decaduto riguarda un atto perfezionato dopo, il residuo importo dovuto è nuovamente dilazionabile in un numero di rate trimestrali da otto a sedici. Con una comunicazione l’ufficio informa il contribuente dell’accoglimento dell’istanza. Il versamento della prima rata deve avvenire entro i 60 giorni successivi al ricevimento della predetta comunicazione.

Possibile rimediare alle rate scadute

Autore: Luigi Lovecchio
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 41
Con la circolare n. 41/E, emanata ieri, l’Agenzia delle Entrate chiarisce il regime della riapertura dei termini per la rateazione. La rimessione in termini viene ammessa in caso di decadenza dalla dilazione di avvisi di accertamento con adesione o definiti con acquiescenza nonché in caso di definizione degli inviti al contraddittorio e dei processi verbali di constatazione. Viene invece esclusa la dilazione per le decadenze riferite alla rateazione degli atti di mediazione e di conciliazione giudiziale. Per ottenere la rimessione nei termini è necessario presentare una istanza entro il termine del 20 ottobre prossimo. Non occorre versare alcun importo in anticipo. La rimessione in termini è offerta a tutti i contribuenti che sono decaduti nel periodo dal 16 ottobre 2015 al 1°luglio 2016. Si tratta di un lasso temporale complementare a quello interessato dalla legge 208/2015, che riguardava le dilazioni scadute nei 36 mesi precedenti il 15 ottobre 2015. 

Istat: Pil acquisito 2016 a +0,6%, in aumento il reddito delle famiglie

Autore: D.Col.
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 7
Nuova frazionale revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil per l’anno in corso. Ieri l’Istat ha reso note le nuove serie dei conti economici trimestrali coerenti con la revisione dei Conti economici annuali divulgati il 23 settembre. Ebbene, viene confermata la previsione di una variazione zero per il secondo trimestre dell’anno e di un tendenziale di crescita dello 0,7%. Ma la variazione del Pil acquisito viene limata allo 0,6%. Siamo un poco lontani dal tendenziale per l’anno della Nota di aggiornamento (+0,8%). A pesare sulla debolezza del ciclo è stata la domanda nazionale al netto delle scorte. Avrebbe fornito un contributo nullo alla crescita del Pil. La domanda estera ha invece registrato un contributo positivo pari allo 0,3% che è stato controbilanciato dall’effetto negativo di pari ampiezza derivante dalla variazione delle scorte alla variazione del Pil, a fronte di un pari contributo positivo della domanda estera netta.

Bankitalia: Pil all’1% ambizioso, ora investimenti

Autore: Davide Colombo
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 7
L’Ufficio parlamentare di Bilancio, ieri, ha espresso forti riserve sulle stime di crescita del Pil di un punto percentuale nel 2017 deciso dal Governo. Si tratta di previsioni ‘troppo ottimistiche’ secondo il presidente dell’organismo indipendente di valutazione, Giuseppe Pisauro. E’ la prima volta che l’UpB, costituito nel 2014, non valida il quadro programmatico. L’effetto della manovra, per tre quarti affidato al disinnesco delle clausole di salvaguardia sull’Iva, risulta ‘fuori linea’ rispetto all’intervallo di previsione del panel Upb. Le perplessità riguardano in particolare l’effetto espansivo (+0,1%) della riduzione del deficit (-0,5%) che è necessaria per correggere parzialmente il maggior indebitamento derivante dalla disattivazione delle clausole.