La contabilità passa alla cassa

Autore: Mascia Traini
Fonte: Italia Oggi pag: 7
Il Ddl di Bilancio 2017 cambierà radicalmente la logica di funzionamento della contabilità semplificata che abbandonerà il principio di competenza per passare a quello di cassa. La novità potrebbe interessare più di 2 milioni di contribuenti fin dal 1°gennaio 2017: è questa, infatti, la cifra dei soggetti che risultano aver compilato il quadro RG del modello Unico 2015 PF o SP. Dal prossimo 1°gennaio le imprese minori continueranno sì a calcolare il reddito imponibile come differenza tra i ricavi e le spese inerenti dell’esercizio, ma secondo un nuovo criterio. Sia i costi che i ricavi saranno considerabili nel periodo d’imposta solo se percepiti o sostenuti nello stesso periodo: il principio della competenza economica viene quindi sostituito da quello di cassa.
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Crisi, rottamazione conveniente

Autore: Alessandro Felicioni
Fonte: Italia Oggi pag: 3
La rottamazione delle cartelle rivitalizza il concordato preventivo; la nuova possibilità di abbattere il debito iscritto a ruolo e la corsia preferenziale accordata ai pagamenti relativi all’agevolazione nell’ambito delle procedure concorsuali fanno sì che siano proprio i contribuenti alle prese con concordati e accordi di ristrutturazione a ricavare i maggiori vantaggi dalle disposizioni contenute nell’art. 6 del decreto legge fiscale, in via di conversione. Gli emendamenti amplificano l’effetto positivo della normativa sulle situazioni di crisi, comprese quelle da sovraindebitamento destinate alle imprese minori e ai privati. La rottamazione dei ruoli era attesa dagli imprenditori ma quando si è concretizzata gli entusiasmi si sono smorzati a causa dell’impossibilità di dilazionare il debito ristrutturato in più di poche rate (al momento 5) ed in un arco temporale piuttosto breve (settembre 2018).

Appalti, maxiammortamenti i bilico

Autore: Pierpaolo Ceroli e Agnese Menghi
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 22
Maxiammortamento in bilico per le imprese appaltatrici che acquistano beni strumentali. Da un lato, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 23/E/2016, ha chiarito la disciplina del superammortamento estendendo la platea dei beneficiari alle società appaltanti senza dire nulla, invece, per quelle appaltatrici. Dall’altro, la Dre Umbria ha risposto negativamente a un interpello ordinario presentato da una società appaltatrice interessata, basandosi esclusivamente su motivazioni di tipo contabile. Un caso, quest’ultimo che accende i riflettori sull’incerto rapporto tra bonus fiscale e società appaltatrice, su cui sarebbe auspicabile un chiarimento delle Entrate. A maggior ragione ora che il ddl di bilancio all’esame del Parlamento prevede la proroga di 12 mesi per la possibilità di maggiorare del 40% ai fini dell’ammortamento il costo d’acquisto dei nuovi beni strumentali.

Liquidazioni monitorate anche se il saldo è a zero

Autore: Matteo Balzanelli e Giorgio Gavelli
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 21
Il decreto legge fiscale prevede anche la comunicazione trimestrale delle risultanze delle liquidazioni periodiche Iva. L’adempimento è dettato indipendentemente dalla periodicità adottata dal contribuente e non intacca le ordinarie scadenze di versamento del tributo. L’obbligo periodico è unico anche in presenza di più attività gestite ‘in separazione’ e permane anche se il saldo finale della liquidazione è a credito. Non sono tenuti al nuovo adempimento i soggetti non obbligati alle liquidazioni periodiche o alla dichiarazione annuale. La norma non prevede alcun esonero per chi effettua la trasmissione telematica di fatture e corrispettivi, né per le pubbliche amministrazioni. La periodicità della comunicazione è la stessa prevista per lo spesometro. Per effetto delle novità, dal 2018 la dichiarazione annuale Iva dovrà essere trasmessa entro il 30 aprile di ciascun anno, diversamente dal 2017 (scadenza: 28 febbraio).

Ingorgo sulle comunicazioni Iva

Autore: Matteo Balzanelli e Giorgio Gavelli
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 21
Per i soggetti titolari di partita Iva il 2017 segnerà l’avvio di nuovi adempimenti. Questo prevede il decreto legge fiscale, ora in fase di conversione. L’introduzione dello spesometro trimestrale e della periodica comunicazione telematica delle liquidazioni Iva impongono di rivedere l’organizzazione dei tempi e delle procedure interne agli studi, facendo i conti con il fatto che molte fattura emesse possono essere consegnate ‘in extremis’ dai clienti e considerando anche che le scadenze dei nuovi obblighi coincidono con altri adempimenti rilevanti (a riguardo vedi il riquadro a lato dell’articolo). Tutto questo giustifica le proteste degli addetti ai lavori (ragionieri e commercialisti).

La corsa agli aiuti dei neo-genitori

Autore: Michela Finizio e Valentina Maglione
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 6
Quasi la metà dei neo-genitori ha chiesto nel 2015 il bonus bebè. Mentre i fondi stanziati per i voucher per la baby sitter e l’asilo nido – riservati alle lavoratrici ed esauriti già a luglio – sono bastati appena per il 2% delle mamme. I dati dell’Inps fotografano la corsa alle misure di sostegno ai nuovi nati, che il disegno di legge di bilancio all’esame della Camera rilancia per il 2017. E le preferenze manifestate finora possono fare da guida per misurare l’efficacia degli interventi in cantiere. La maggior parte delle mamme ha chiesto il buono per retribuire la baby sitter. Solo una su sette lo ha sfruttato per coprire la rata del nido. Questa preferenza si scontra con la decisione del Governo di introdurre il bonus nido da mille euro. Dai dati Inps emerge la domanda di un aiuto ‘extra’ tra le mura domestiche da parte dei genitori che lavorano.

Spese scolastiche, lo sconto aumenta già da quest’anno

Autore: Cristiano Dell’Oste
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 6
Il Ddl di bilancio, ora all’esame del Parlamento, prevede che nei prossimi tre anni raddoppierà lo sconto fiscale del 19% sulle spese per la frequenza scolastica, fino ad arrivare ad una detrazione massima di 152 euro per alunno. Dunque, aumenterà gradualmente l’importo su cui si potrà calcolare il 19%, da 400 euro nel 2015, fino a 800 euro nel 2018. Ma c’è una ricaduta che già ora si dovrà considerare perché la spesa detraibile sarà innalzata a 640 euro fin dall’anno d’imposta 2016. Perciò, se il testo non cambierà, le famiglie che stanno pagando le spese scolastiche in questi giorni avranno una detrazione fino a 121,60 euro anziché 76 nel modello Unico o 730 che presenteranno l’anno prossimo.