Sugli acconti la variabile del ricalcolo

Autore: Cristiano Dell’Oste e Giovanni Parente
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 5
Le casse dello Stato attendono, entro fine anno, circa 80,4 miliardi di euro da imprese e cittadini. Sono il frutto degli acconti di imposte dirette, Iva e tributi immobiliari. Quest’anno, tuttavia, occorre considerare una variabile il cui impatto potrà essere misurato solo a consuntivo: la possibilità per le imprese di ricalcolare gli importi dovuti sfruttando le modifiche normative intervenute nei mesi scorsi. A cominciare dalle agevolazioni. E’ il caso del patent box per marchi, brevetti e know how. La conseguenza è che resta ancora aperta la maggior parte dei ruling. Chi ipotizza di arrivare al traguardo entro il 30 settembre 2017 potrebbe trovarsi a sfruttare nel prossimo modello Unico la deduzione relativa sia all’anno d’imposta 2015 sia al 2016 con una riduzione significativa di imponibile e imposta da versare. E quindi potrebbe già tenerne conto in sede di ricalcolo degli acconti. Lo stesso vale per l’Ace, l’incentivo alla ricapitalizzazione.

In nota integrativa anche le passività potenziali

Autore: Davide Cagnoni e Alessandro Germani
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 52
Il Dlgs 139/2015 che si applica a partire dai bilanci 2016 per i soggetti solari ha modificato la gestione dei conti d’ordine. Mentre in passato gli stessi trovavano posto in calce allo stato patrimoniale, ora le informazioni vanno riportate nella nota integrativa. Per le passività potenziali probabili di ammontare non determinabile se non in modo aleatorio e arbitrario e per quelle possibili vanno indicati in nota integrativa la situazione d’incertezza, ove rilevante, che procurerebbe la perdita; l’importo stimato o l’indicazione che lo stesso non può essere determinato; altri possibili effetti se non evidenti; l’indicazione del parere della direzione della società e dei suoi consulenti legali ed altri esperti, ove disponibili.

Correzioni ampie con l’integrativa

Autore: Luca De Stefani
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 51
Grazie al dl 193/2016, dallo scorso 24 ottobre sono aumentati i casi in cui è possibile inviare una integrativa a favore del contribuente. Questo per gli anni dal 2011 al 2014. L’interessato ha pertanto la possibilità di recuperare le maggiori imposte versate o di aumentare il saldo a credito. L’integrativa a favore è possibile, senza il pagamento di sanzioni, per correggere errori, omissioni o violazioni formali e/o sostanziali. Ancora da sciogliere il nodo se le integrative a favore potranno essere inviate da parte di imprese o professionisti che hanno fatturato a clienti oggetto di accertamento. Dallo scorso 23 ottobre sono emendabili i bonus mobili. I contribuenti che non hanno beneficiato dell’agevolazione per pagamenti effettuati dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013 possono inviare l’integrativa a favore.

Voluntary, nuova chance

Autore: Alessandro Galimberti
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 50
La voluntary disclosure bis passa al Senato con poche e ‘blindate’ modifiche, dalla riapertura dei termini anche per chi aveva già fruito della collaborazione volontaria del 2015, fino alla spalmatura su 5 annualità reddituali dei contanti spuntati dalle cassette di sicurezza. La nuova versione dell’emersione dei capitali votata ieri alla Camera (con la fiducia), attende ora il via libera del Senato. Ad oggi non si sa se questo avverrà prima o dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre. Comunque, il termine per la conversione scade l’antivigilia di Natale. Il testo licenziato ieri ha pochissimi correttivi rispetto al decreto del 24 ottobre. Prevede la possibilità di far accedere alla vd/2 anche i ‘reduci’ della vd1. Viene previsto, inoltre, che quanto emergerà dalle cassette di sicurezza andrà ad incrementare in parti uguali le dichiarazioni degli ultimi 5 anni (mentre ad oggi sarebbe stato caricato integralmente sull’ultima). (

Più tempo per la rottamazione

Autore: Luigi Lovecchio
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 49
Slitta al 31 marzo il termine per la presentazione della domanda di rottamazione delle cartelle. Per il pagamento del dovuto il numero massimo di rate possibili è 5. Tre scadono nel 2017, due nel 2018. Il 70% dell’importo complessivo deve essere pagato entro l’anno prossimo. Regioni ed enti locali avranno la possibilità di approvare appositi regolamenti per rottamare le entrate riscosse tramite ingiunzioni fiscali. Per quanto concerne i debiti oggetto di definizione, è sospeso il pagamento delle rate che scadono dal 1°gennaio 2017 sino al termine di versamento della prima rata della sanatoria. Resta fermo l’obbligo di pagare le rate in scadenza tra il 1°ottobre e la fine di dicembre 2016. Non possono essere definite le somme dovute a titolo di sanzioni diverse da quelle tributarie e connesse a contributi previdenziali e assistenziali. La rottamazione decade con il ritardato, omesso o insufficiente versamento di una sola rata. In questo caso riprendono le azioni di Equitalia e il debito residuo non può più essere rateizzato.

Rottamazione cartelle, addio a Equitalia e a tax day: così cambia il Fisco

Autore: Marco Mobili e Giovanni Parente
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 2
La Camera ha dato il via libera al decreto fiscale. Il testo ora approda al Senato in modalità ‘blindata’. Significa che non saranno possibili ritocchi. Il provvedimento esce dalla Camera con molte novità. Oltre all’ampliamento della rottamazione delle cartelle, il dl imbarca anche il pacchetto delle semplificazioni fiscali. Sulla sanatoria delle cartelle i contribuenti potranno chiedere di chiudere i conti con Equitalia e anche con i Comuni che oggi riscuotono con l’ingiunzione di pagamento e non con il ruolo. Ammesse alla definizione agevolata anche i carichi affidati agli agenti della riscossione fino al 31 dicembre 2016. Viene inoltre prevista la possibilità di saldare il conto in cinque rate versando il 70% nel 2017 e il restante in due tranche entro il 30 settembre 2018. Per assicurare nuove coperture arriva la voluntary disclosure bis. A vantaggio di imprese e professionisti un pacchetto di semplificazioni che si sommeranno a quelle contenute nel Testo unico sulle accise. 

Ok al bollo virtuale sugli assegni circolari

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Fonte: Italia Oggi pag: 29
Via libera al bollo virtuale sugli assegni circolari. Diventano deducibili le spese dei professionisti per alimenti e bevande e per prestazioni di viaggio o trasporto. Sono due tra le novità previste dal decreto legge fiscale (n. 193/2016) da lunedì all’esame dell’Aula della camera, alla luce delle modifiche introdotte in commissione.