Plusvalenze immobiliari, il registro non rileva sulle dirette

Autore: Laura Ambrosi
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 35

Con l’ordinanza 1823 depositata ieri la Corte di cassazione ha ribadito che è illegittimo anche per il passato l’accertamento della plusvalenza immobiliare fondato solo sulla rettifica di valore definitivo ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. La nuova norma, infatti, ha natura interpretativa con la conseguenza che si applica anche per condotte poste in essere prima della sua entrata in vigore. Secondo i giudici per le cessioni di immobili e di aziende l’esistenza di un maggior corrispettivo non è presumibile soltanto sulla base del valore dichiarato, accertato o definitivo ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Tale disposizione ha efficacia retroattiva trattandosi di una norma di chiaro carattere interpretativo.

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