Il criteri ibrido ‘salva’ le perdite su crediti

Autore: Giorgio Gavelli e Silvia Mezzetti

Fonte: II Sole 24 Ore pag: 30

Il criteri ‘ibrido’ tra cassa e competenza su cui è impostato il nuovo articolo 66 Tuir con riferimento alle imprese in contabilità semplificata sta facendo sorgere numerose questioni applicative. Un esempio è costituito dal riferimento esplicito alle ‘perdite su crediti’. Come è possibile che un ‘regime per cassa’ sia compatibile con le perdite su crediti? In effetti, un regime di cassa ‘puro’, come quello degli esercenti arti e professioni non ‘conosce’ le perdite su crediti, perché, in linea di principio, non ce n’è alcun bisogno: in attesa dell’incasso, l’importo (anche se fatturato) non costituisce compenso imponibile ai fini Irpef. Il problema è quindi il seguente: il legislatore nel riformulare l’art. 66 si è sbagliato o c’è ancora spazio, nel nuovo regime semplificato, per le perdite su crediti? Esaminando le nuove disposizioni lo spazio per questo riferimento è assai limitato, se non addirittura contraddittorio.

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Stop alla restituzione dello 0,1% sulle pensioni incassate nel 2015

Autore: Davide Colombo e Marco MobiliFonte: II Sole 24 Ore pag: 29

Nessuna restituzione dello 0,1% sulle pensioni incassate nel 2015 in virtù del differenziale tra inflazione programmata ed effettiva per quell’anno. Il governo ha mantenuto l’impegno annunciato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e ieri ha disposto in commissione Affari costituzionali al Senato l’emendamento al Dl ‘Milleproroghe’ per cancellare un prelievo sugli assegni che sarebbe scattato in marzo. Lo stop verrà messo in votazione martedì pomeriggio a Palazzo Madama, insieme con l’altrettanto annunciata semplificazione dei bilanci. Il riallineamento delle regole fiscali per la determinazione dell’Ires e dell’Irap ai nuovi principi contabili introdotti dall’Oic è particolarmente atteso da oltre un milione di imprese alle prese in queste settimane con la presentazione dei bilanci sull’esercizio 2016.

La rilevanza snellisce i bilanci

Autore: Franco Roscini Vitali
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 29

Il bilancio di esercizio deve esporre le informazioni che hanno un effetto rilevante sul processo decisionale dei destinatari. Il Decreto legislativo 139/15 nel recepire la direttiva 34/13, ha inserito nell’art. 2423 del Codice civile il comma 4 che prevede la possibilità di non rispettare gli obblighi di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza ha effetti irrilevanti ai fini della rappresentazione veritiera e corretta, fermi restando gli obblighi di tenuta della contabilità e con obbligo di illustrazione nella nota integrativa. Si tratta dell’enunciazione del principio della ‘rilevanza’ di fatto già presente nel nostro ordinamento perché contenuto nei principi contabili Oic 11 e 13. Quest’ultimo con riferimento all’adozione di costi standard. Il principio contabile contiene alcune precisazioni relative ai ‘metodi alternativi’ che si possono utilizzare per la valutazione delle rimanenze: si tratta dei metodi del prezzo al dettaglio, dei costi standard del valore costante applicato a materie prime, sussidiarie e di consumo.

Lotta all’evasione, recupero record da 19 miliardi

Autore: Marco Mobili e Giovanni Parente
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 6

La prima edizione della voluntary disclosure porta una dote di 4,1 miliardi di euro alla lotta all’evasione. Un contributo determinante per raggiungere complessivamente quota 19 miliardi di euro. Un record. Con una crescita del 28% rispetto al 2015. Il risultato è stato definito ‘senza precedenti’ dal premier Gentiloni. Le slide presentate ieri al Mef fanno emergere che l’Agenzia delle Entrate nell’azione di contrasto si è concentrata sui grandi contribuenti. Il direttore, Rossella Orlandi, ha fatto notare che la componente dei controlli formali su detrazioni e deduzioni e il corretto utilizzo dei crediti d’imposta nelle dichiarazioni dei redditi continuano a essere una certezza per gli incassi. Nella scomposizione del gettito recuperato spiccano i 4,8 miliardi ottenuti grazie alla riscossione coattiva di Equitalia e i versamenti diretti che salgono del 34%. Ma a far ben sperare è il dato della compliance. Il tasso di adesione agli oltre 533mila alert è stato di quasi il 42% e ha garantito incassi per 500milioni di euro. 

Plusvalenze immobiliari, il registro non rileva sulle dirette

Autore: Laura Ambrosi
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 35

Con l’ordinanza 1823 depositata ieri la Corte di cassazione ha ribadito che è illegittimo anche per il passato l’accertamento della plusvalenza immobiliare fondato solo sulla rettifica di valore definitivo ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. La nuova norma, infatti, ha natura interpretativa con la conseguenza che si applica anche per condotte poste in essere prima della sua entrata in vigore. Secondo i giudici per le cessioni di immobili e di aziende l’esistenza di un maggior corrispettivo non è presumibile soltanto sulla base del valore dichiarato, accertato o definitivo ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Tale disposizione ha efficacia retroattiva trattandosi di una norma di chiaro carattere interpretativo.

Addio agli spazi per i costi ‘black list’

Autore: Mario CerofoliniFonte: II Sole 24 Ore pag: 35

Le istruzioni al modello Redditi PF 2017 accolgono le novità sul reddito di impresa che interesseranno la compilazione del quadro RF ed RG della prossima dichiarazione; tra queste, quelle legate ai costi ‘black list’ e alcune modifiche al quadro LM riservato ai contribuenti forfetari. Non vanno riportati nel quadro RW gli immobili per i quali non sono intervenute variazioni nel corso del periodo d’imposta. Le istruzioni precisano che la compilazione del quadro è obbligatoria solo al momento dell’acquisto dell’immobile. Andrà chiarito se l’imposta dovuta vada comunque indicata nel quadro RW anche in assenza di obbligo di indicazione dell’immobile.

Documenti e annotazioni in aumento

Autore: Gianfranco Ferranti

Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 15

Gli adempimenti contabili delle imprese minori sono destinati a crescere, a meno che non si opti per il criterio che consente di far coincidere il criterio di cassa con quello della registrazione dei documenti ai fini dell’Iva. L’impresa che applica il criterio di cassa deve, infatti, conservare anche la documentazione relativa agli incassi e ai pagamenti per dimostrare la correttezza delle annotazioni effettuate. Le registrazioni contabili risulteranno frequentemente superiori a quelle necessarie in vigenza del criterio di competenza e appare opportuno tenere memoria delle rimanenze, anche se non concorrono più a formare il reddito. Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza potranno continuare a verificare le giacenze di magazzino al fine di controllare la corrispondenza alla realtà degli acquisti e dei ricavi dichiarati.