Criterio di cassa a corrente alternataAutore: Gianfranco Ferranti 

Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 15

Il regime di cassa introdotto da quest’anno per i soggetti in semplificata presenta alcune criticità, connesse alla convivenza con il criterio di competenza e all’impossibilità di riportare in avanti le perdite, che richiedono l’adozione di tempestivi chiarimenti, anche in via normativa. La norma non chiarisce se il criterio della competenza sia stato soppresso ovvero resti applicabile ai componenti di reddito diversi da quelli contemplati nel primo periodo del comma 1 dell’articolo 66. A favore di questa seconda soluzione depone la relazione illustrativa, in base alla quale la deroga al criterio della competenza opera sia per i ricavi che per le spese. Restano ferme, invece, le regole di determinazione e imputazione temporale dei componenti positivi e negativi quali le plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, ammortamenti e accantonamenti. Le perdite delle imprese minori restano compensabili soltanto con redditi di altra natura posseduti nello stesso anno.

La local tax rischia di restare fuori dalla legge di Stabilità

La local tax non entrerà nella legge di Stabilità, ma in un decreto legge ad hoc. Sembra dunque sfumare l’ipotesi, come già avvenuto in passato, di introdurre la nuova riforma della fiscalità locale all’interno della manovra di bilancio. A pesare non è stato solo il tributo unico ma, soprattutto, lo scambio tra addizionale comunale Irpef e Imu sui fabbricati D che rischia di far saltare i conti di molte amministrazioni. Nel disegno del governo l’Imu sui capannoni tornerebbe ai comuni, mentre l’addizionale sull’imposta sui fabbricati farebbe il percorso inverso nella logica di concentrare nelle mani dei sindaci tutta la tassazione immobiliare. Uno scenario che però in molti enti con l’addizionale al massimo (vedi Roma e Milano) non sarebbero a costi zero. Ciò renderebbe necessario un intervento del Fondo perequativo per riequilibrare i rapporti di dare avere con lo Stato.

La disclosure ‘salva’ dai reati tributari

Le nuove norme della voluntary disclosure ‘salvano’ i contribuenti dai reati tributari. Sono escluse, tuttavia, l’emissione di fatture false e la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Per alcuni reati, poi, sono previste soglie minime. La copertura dai reati opera limitatamente alle somme e agli importi che sono stati indicati nella dichiarazione di rientro. Resta impregiudicata la possibilità di perseguire il contribuente in relazione ad altre fattispecie non connesse alla disclosure. Per quanto riguarda la procedura è previsto che l’Amministrazione finanziaria comunichi all’autorità giudiziaria la conclusione della voluntary disclosure la quale deve arrivare entro 30 giorni successivi al versamento di quanto dovuto dal contribuente.

Trasferiti i rischi, crediti cancellati

Cancellazione dei crediti inesigibili solo con atti perfezionati entro il 31 dicembre che trasferiscano tutti i rischi. Per la deduzione delle perdite su crediti aumentano le possibilità con la nuova versione del documento Oic 15. Sempre entro fine anno vanno chiuse le eventuali operazioni per uscire dal regime delle società non operative o il recupero di costi non dedotti nel 2009 ma vanno anche programmati gli eventuali investimenti per sfruttare il credito d’imposta introdotto dal decreto legge 91/2014. Il documento Oic 15, nella nuova versione, stabilisce che la cancellazione delle somme diventate inesigibili può operare quando i diritti contrattuali sui flussi derivanti dal credito si estinguono o la titolarità degli stessi è trasferita e con essa sono trasferiti tutti i rischi inerenti il credito. Generano, in particolare, la cancellazione del credito dal bilancio, purché si accompagnino al trasferimento dei rischi, le cessioni di credito con clausola pro-soluto.

La soglia per il visto si ‘moltiplica’

Nel corso di Telefisco 2014 sono arrivate le indicazioni per le compensazioni dei crediti fiscali dopo le novità apportate dalla legge di stabilità. Dallo scorso 1°gennaio è obbligatorio il visto di conformità per gli importi superiori ai 15mila euro. La precisazione è utile per l’utilizzo nel mod. F24 di eccedenze per imposte sui redditi e Irap. Le nuove limitazioni scattano a partire dalle compensazioni di crediti risultanti dalle dichiarazioni riferite all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013, compensazioni effettuabili dal 16 gennaio 2014. Restano liberamente utilizzabili senza visto, anche nel 2014, i crediti Irpef, Ires, Irap superiori a 15mila euro, risultanti da Unico 2013 che nel mod. F24 espongono come anno di riferimento il 2012. L’esonero vale fino alla data di presentazione della dichiarazione riguardante il 2013. Altro chiarimento importante: il visto di conformità è obbligatorio solo se l’importo del singolo tributo è superiore alla soglia dei 15mila euro.

Riscossione e sanzioni, la delega va avanti

L’Aula del Senato ha dato il via libera alla delega fiscale. Il testo ora torna a Montecitorio prima dell’approvazione definitiva. Con una fattiva collaborazione basterebbero tre ore per chiudere definitivamente l’iter. Uno dei cardini della delega fiscale è la riforma del catasto. L’ultima novità prevede l’estensione degli sgravi fiscali per la realizzazione delle opere di adeguamento degli immobili alle norme di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica. Dalla delega fiscale non arriverà un taglio delle tasse, ma come ha detto il viceministro all’Economia, Luigi Casero, il Governo interverrà per ridurre la pressione fiscale. Nel fondo taglia tasse confluiranno i recuperi dela lotta all’evasiione e la razionalizzazione delle tax expenditures. Dopo l’abrogazione del taglio lineare alle detrazioni Irpef l’Esecutivo avrà più tempo per rivedere il sistema di detrazioni, deduzioni e bonus. Entrano nella delega la fattura elettronica, la tracciabilità dei pagamenti, la nuova disciplina dell’Iva di gruppo e la tassazione delle multinazionali estere.

Riciclaggio record a quota 85 miliardi Visco: freno alla crescita

L’illegalità condiziona pesantemente lo sviluppo del Paese, impedisce la corretta allocazione dei fondi pubblici per la crescita e si ripercuote, a volte, sulla stessa possibilità di operare delle imprese. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Contrastare l’illegalità nelle sue diverse forme è uno dei motori che spinge la Banca a vigilare, perché solo il rispetto delle regole consente di mitigare i peculiari fattori di rischio insiti nell’attività di intermediazione. Tra questi vi sono rilevanti asimmetrie informative connesse a possibili opacità dei bilanci bancari, come pure comportamenti opportunistici volti a trarre profitto dalle difficoltà dei consumatori nel comprendere la natura di determinati prodotti finanziari. Pesa il riciclaggio contro il quale Bankitalia è impegnata anche attraverso l’Uif. In cinque anno si sono quintuplicate le segnalazioni di operazioni sospette arrivate a toccare nel 2013 l’importo record di 85 miliardi.