Iri e Ires condividono l’aliquota

Autore: Sandro CeratoFonte: Italia Oggi pag: 8

I redditi d’impresa dei soggetti Irpef che optano per la nuova imposta sul reddito delle imprese (Iri) è soggetto a tassazione separata con la stessa aliquota Ires prevista per le società di capitali, che a partire dal 2017 è pari al 24%. E’ questa la principale caratteristica del nuovo regime dell’Imposta sul reddito delle imprese, introdotto nel nuovo articolo 55-bis del Tuir ad opera della legge di Bilancio 2017, in vigore dal prossimo 1°gennaio 2017.

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Sabatini-ter ai supplementari

Autore: Bruno PagamiciFonte: Italia Oggi pag: 4

La legge di Bilancio 2017 ha prorogato al 31 dicembre 2018 i vantaggi offerti dalla Sabatini-ter. Interessate sono le micro, piccole e medie imprese. La manovra ha introdotto un contributo con una maggiorazione pari al 30% della misura massima concedibile, in caso di investimenti spiccatamente innovativi. La maggiorazione del 30% spetta alle imprese che investono in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. Per il 2017 i finanziamenti ammontano a 28 milioni di euro che salgono ad 84 nel 2018 e a 112 per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021. I contributi arrivano fino al 2023 per un totale di 560 milioni di euro.

Ecobonus potenziato in condominio

Autore: Dario Aquaro

Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 36

Prorogato di soli 12 mesi, fino al 31 dicembre 2017, l’ecobonus del 65%. Per gli interventi su parti comuni il beneficio si estende su cinque anni con la possibilità di arrivare a detrazioni fino al 75% per gli interventi più pesanti. Oltre a posticipare i termini delle detrazioni Irpef e Ires per la riqualificazione energetica degli edifici, la legge di bilancio 2017 ne modifica in parte i meccanismi. Come anticipato nelle singole unità immobiliari la misura del 65% viene confermata fino a tutto il 2017. Ma per gli interventi su parti condominiali, o che interessano tutte le unità del singolo condominio, la proroga si estende al 31 dicembre 2021. Le novità riguardano le percentuali di sconto per la riqualificazione di parti comuni condominiali. Nel caso l’eventuale intervento sull’involucro incida per oltre il 25% della superficie dell’edificio, la detrazione arriva al 70% della spesa e può salire al 75% se le opere sono finalizzate a migliorare la prestazione energetica estiva ed invernale.

Detrazioni maxi fino al 2021

Autore: Cristiano Dell’Oste e Valeria UvaFonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 35

La legge di bilancio 2017 contiene una riscrittura delle norme che regolano le detrazioni sui lavori in casa. Vengono rafforzati, in particolare, il sisma-bonus che potrà arrivare fino all’85% con rimborsi in cinque anni e l’ecobonus per il miglioramento delle prestazioni energetiche dei condomini. Prorogati di altri 12 mesi, per tutto il 2017, sia la detrazione del 50% per gli interventi edilizi su tutte le abitazioni sia il bonus mobili collegato ai lavori, che però devono essere avviati dopo il 2016. Le agevolazioni per l’acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici sono prorogate al 2017, ma solo se legate a lavori a loro volta agevolati con il 50%. Non è stato, invece, prorogato, e dunque scadrà il 31 dicembre prossimo, il bonus mobili riservato alle giovani coppie under 35 che comprano casa. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Ecobonus e ristrutturazioni, più tempo per rinnovare casa’ – pag. 2)

Le incertezze sui calcolo frenano la voluntary-bis

Autore: D.Deotto, M.Piazza e A.TomassiniFonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 19

La voluntary disclosure bis non decolla per le incertezze sui calcoli delle sanzioni, soprattutto nella procedura di autoliquidazione. A tal fine l’Agenzia delle Entrate sta predisponendo un software ad hoc per aiutare i soggetti interessati. Nella voluntary le conseguenze sanzionatorie sono diverse a seconda che l’istante: provveda autonomamente all’autoliquidazione; non vi provveda attendendo la liquidazione dell’ufficio; vi provveda in modo ritenuto insufficiente a posteriori con maggiorazione delle sanzioni. In quest’ultimo caso l’Agenzia applicherà una maggiorazione del 10% o del 3% rispetto a quanto previsto in caso di mancata autoliquidazione se il versamento è insufficiente per una frazione, rispettivamente, superiore o inferiore al 10% delle somme da versare oppure se il versamento è insufficiente per una frazione, rispettivamente, superiore o inferiore al 30% delle somme da versare negli altri casi.

Sanzioni con cumulo penalizzante

Autore: D.Deotto, M.Piazza e A.Tomassini
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 19

L’istituto del cumulo giuridico delle sanzioni prevede che la sanzione sia unica fino alla constatazione della violazione nelle ipotesi di concorso di violazioni e di progressione. Questo anche quando le violazioni contestate riguardano più periodi di imposta. In merito ai rapporti tra la sanzione unica e i vari istituti deflattivi la norma dispone che il cumulo giuridico si applica limitatamente al singolo tributo e al singolo periodo di imposta nelle ipotesi di: accertamento con adesione, conciliazione giudiziale e mediazione tributaria. Di contro, la sanzione unica deve trovare applicazione solo con riferimento al singolo atto impositivo in relazione a definizione a 1/3 delle penalità e acquiescenza. I nodi ancora irrisolti riguardano il fatto che gli istituti della definizione delle sanzioni e dell’acquiescenza dispongono che la definizione a 1/3 della penalità va fatta confrontando i minimi edittali delle ‘violazioni più gravi relativi a ciascun tributo’.

Iva, il ravvedimento passa dal modello

Autore: Matteo Balzanelli e Massimo SirriFonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 18

Quest’anno il modello Iva va presentato tassativamente entro il 28 febbraio. Il credito che risulta dalla dichiarazione può essere usato anche per ravvedere eventuali debiti d’imposta periodici non onorati alle scadenze ordinarie. E questo anche nel caso di invio ritardato del modello, entro il 29 maggio. In caso di mancato invio si applica la sanzione fissa di 250 euro e, per omesso versamento, la sanzione del 30% se la tardività è accompagnata da un carente o tardivo versamento. La sanzione fissa può essere ridotta con ravvedimento operoso a 25 euro, mentre la misura della riduzione sul mancato versamento dipende dal momento della regolarizzazione.