Affitti transitori con la cedolare al 10%

Autore: Cristiano Dell’Oste e Valeria Uva

Fonte: II Sole 24 Ore pag: 5

In occasione di Telefisco 2017 è arrivata la conferma che i contratti d’affitto transitori, circa 120mila, possono applicare la cedolare secca al 10%. Interessate le locazioni da uno a 18 mesi stipulate nei capoluoghi di provincia e nelle aree metropolitane. L’ultimo Rapporto dell’Osservatorio del mercato immobiliare delle Entrate dice che il canone medio per i contratti brevi nei Comuni ad alta tensione abitativa è di 507 euro al mese. Ad esempio, su una locazione transitoria di nove mesi, la possibilità di applicare l’aliquota del 10%, anziché quella ordinaria, riduce il carico fiscale sull’affitto da 958 a 456 euro, con un risparmio di 502 euro. Siccome il chiarimento delle Entrate ha natura interpretativa, si applica anche per il passato. Perciò chi ha pagato con il 21%, potrà presentare una dichiarazione integrativa a favore per recuperare la differenza.

Regime di cassa con inventario

Autore: Matteo Balzanelli e Giorgio Gavelli
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 30

I soggetti in contabilità semplificata che nel 2017 entrano nel regime di cassa devono tenere in considerazione numerose questioni aperte. Tra queste spicca quella circa l’obbligo della tenuta dell’inventario di magazzino. L’irrilevanza, tra i componenti reddituali, delle giacenze di magazzino ha portato a trarre conclusioni che non paiono del tutto condivisibili. Si sostiene, infatti, che, in conseguenza della irrilevanza, l’impresa in contabilità semplificata non effettuerebbe più l’inventario di fine anno, con conseguente maggiore difficoltà negli accertamenti da parte degli organi verificatori, in particolare per tutte quelle forme di accertamento analitico-induttivo che si basano in parte sulla contabilità aziendale e in parte su elementi presuntivi. Se così fosse, il regime acquisirebbe maggiore appeal, ma si tratta di una conclusione affrettata. Non solo perché nessuna impresa può fare a meno di determinare le rimanenze finali al fine di verificare la propria redditività, ma anche perché, giuridicamente, c’è differenza tra mancata partecipazione di un componente al reddito del periodo e sussistenza di determinati obblighi contabili.

Un decreto correttivo omnibus

Autore: Cristina Bartelli
Fonte: Italia Oggi pag: 33

L’Esecutivo pensa di inserire nel maxiemendamento al dl 244/2016 le correzioni su voucher e regime di cassa. Ma interventi riguarderanno anche la legge di bilancio. Nelle scorse settimane si parlava di un decreto correttivo da presentare a metà gennaio. Accanto all’idea di un provvedimento vero e proprio sta prendendo forma l’idea di legare al decreto ‘milleproroghe’ norme non di semplice rinvio. E tra queste dovrebbero esserci anche i correttivi della legge di bilancio. Sul fronte fiscale i dossier aperti sono quello della disciplina delle perdite nel nuovo regime per cassa, e sul fronte Iri, la nuova imposta sul reddito delle piccole imprese, una correzione per l’attribuzione del credito d’imposta per chi esce dal regime. Da sistemare anche la cadenza dello spesometro che i professionisti chiedono di spostare a semestrale dall’attuale previsione trimestrale.

Crisi, rottamazione conveniente

Autore: Alessandro Felicioni
Fonte: Italia Oggi pag: 3
La rottamazione delle cartelle rivitalizza il concordato preventivo; la nuova possibilità di abbattere il debito iscritto a ruolo e la corsia preferenziale accordata ai pagamenti relativi all’agevolazione nell’ambito delle procedure concorsuali fanno sì che siano proprio i contribuenti alle prese con concordati e accordi di ristrutturazione a ricavare i maggiori vantaggi dalle disposizioni contenute nell’art. 6 del decreto legge fiscale, in via di conversione. Gli emendamenti amplificano l’effetto positivo della normativa sulle situazioni di crisi, comprese quelle da sovraindebitamento destinate alle imprese minori e ai privati. La rottamazione dei ruoli era attesa dagli imprenditori ma quando si è concretizzata gli entusiasmi si sono smorzati a causa dell’impossibilità di dilazionare il debito ristrutturato in più di poche rate (al momento 5) ed in un arco temporale piuttosto breve (settembre 2018).

Spese scolastiche, lo sconto aumenta già da quest’anno

Autore: Cristiano Dell’Oste
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 6
Il Ddl di bilancio, ora all’esame del Parlamento, prevede che nei prossimi tre anni raddoppierà lo sconto fiscale del 19% sulle spese per la frequenza scolastica, fino ad arrivare ad una detrazione massima di 152 euro per alunno. Dunque, aumenterà gradualmente l’importo su cui si potrà calcolare il 19%, da 400 euro nel 2015, fino a 800 euro nel 2018. Ma c’è una ricaduta che già ora si dovrà considerare perché la spesa detraibile sarà innalzata a 640 euro fin dall’anno d’imposta 2016. Perciò, se il testo non cambierà, le famiglie che stanno pagando le spese scolastiche in questi giorni avranno una detrazione fino a 121,60 euro anziché 76 nel modello Unico o 730 che presenteranno l’anno prossimo.

In nota integrativa anche le passività potenziali

Autore: Davide Cagnoni e Alessandro Germani
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 52
Il Dlgs 139/2015 che si applica a partire dai bilanci 2016 per i soggetti solari ha modificato la gestione dei conti d’ordine. Mentre in passato gli stessi trovavano posto in calce allo stato patrimoniale, ora le informazioni vanno riportate nella nota integrativa. Per le passività potenziali probabili di ammontare non determinabile se non in modo aleatorio e arbitrario e per quelle possibili vanno indicati in nota integrativa la situazione d’incertezza, ove rilevante, che procurerebbe la perdita; l’importo stimato o l’indicazione che lo stesso non può essere determinato; altri possibili effetti se non evidenti; l’indicazione del parere della direzione della società e dei suoi consulenti legali ed altri esperti, ove disponibili.

Voluntary, nuova chance

Autore: Alessandro Galimberti
Fonte: II Sole 24 Ore pag: 50
La voluntary disclosure bis passa al Senato con poche e ‘blindate’ modifiche, dalla riapertura dei termini anche per chi aveva già fruito della collaborazione volontaria del 2015, fino alla spalmatura su 5 annualità reddituali dei contanti spuntati dalle cassette di sicurezza. La nuova versione dell’emersione dei capitali votata ieri alla Camera (con la fiducia), attende ora il via libera del Senato. Ad oggi non si sa se questo avverrà prima o dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre. Comunque, il termine per la conversione scade l’antivigilia di Natale. Il testo licenziato ieri ha pochissimi correttivi rispetto al decreto del 24 ottobre. Prevede la possibilità di far accedere alla vd/2 anche i ‘reduci’ della vd1. Viene previsto, inoltre, che quanto emergerà dalle cassette di sicurezza andrà ad incrementare in parti uguali le dichiarazioni degli ultimi 5 anni (mentre ad oggi sarebbe stato caricato integralmente sull’ultima). (