Semplificati per cassa: criticità al 31 dicembre

A decorrere dal 2017, i soggetti in contabilità semplificata devono dichiarare il reddito secondo un nuovo criterio,definito “per cassa”. In realtà, non si può parlare di criterio di cassa in senso letterale, dal momento che per molte componenti di reddito sopravvive il criterio di competenza. Partendo dal presupposto che in numerosissimi casi si è optato con vincolo triennale per imputare i componenti reddituali sulla base della data di registrazione dei documenti contabili, occorre effettuare una serie di importanti riflessioni prima della chiusura dell’esercizio 2017.
Infatti, le modifiche normative impongono prima di tutto di valutare l’impatto delle stesse sui secondi acconti del 2017, dal momento che il reddito relativo al 2017 potrebbe essere in certi casi notevolmente ridotto.
Si esamineranno di seguito le fattispecie ritenute di maggiore interesse.

Dividendi non prevalenti, Irap ridotta alla holding

Autore: Giorgio Gavelli
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 22

Si applica l’aliquota Irap ordinaria e non quella maggiorata nel caso di società capogruppo che, pur avendo un attivo patrimoniale composto principalmente da importi riconducibili all’assunzione di partecipazioni, non rispetta la prevalenza reddituale prevista dall’articolo 2 del Dm del 6 luglio 1994, nonostante tale decreto sia nel frattempo stato abrogato dal Dm 29/2009. Con questo principio la Ctp Milano 369/01/2017 ha accolto il rimborso del maggior tributo regionale versato nel 2014 da un importante gruppo industriale.

Il rimborso fa spazio all’integrativa

Autore: Dario Deotto

Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 17

La dichiarazione integrativa a favore o a sfavore del contribuente non va confusa con l’istanza di rimborso. La prima va presentata quando occorre comunicare al fisco nuovi fatti o si qualificano diversamente quelli già presentati, l’istanza di rimborso, invece, è un atto di volontà diretto al riequilibrio della sfera patrimoniale del contribuente. L’istanza di rimborso opera esclusivamente sul piano della riscossione di quanto dichiarato dal contribuente. Con questa non avviene la rimozione dei fatti già comunicati con la dichiarazione originaria, ma vi è soltanto la rimozione degli ‘effetti’ causati. Tramite l’istanza di rimborso non viene fornita, in sostanza, una nuova versione del presupposto impositivo, ma viene semplicemente richiesto il rimborso di quanto versato in eccesso. L’istanza di rimborso risulta quindi assolutamente ininfluente ai fini dell’attività di accertamento. Si capisce, pertanto, che i due istituti non sono minimamente accostabili.

Redditometro, non va provato l’imponibile del donatore

Autore: Marcello Maria De Vito
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 26
In materia di redditometro, qualora il contribuente sostenga spese per incrementi patrimoniali con liberalità ricevute da familiari o da terzi, non è necessaria l’ulteriore prova che le liberalità siano anche coerenti con la capacità contributiva e la posizione fiscale degli eroganti. E’ questo il principio affermato dalla Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza 7423 del 29 settembre 2016.

Una nuova ‘finestra’ aperta fino a luglio 2017

 
Autore: Antonio Longo e Antonio Tomassini
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 24
Voluntary disclosure. Con la conversione in legge del decreto legge fiscale diventa definitiva la nuova procedura di collaborazione volontaria. Rispetto alla versione governativa il testo presenta alcune modifiche. Chi ha già aderito alla voluntary internazionale può fare istanza per quella nazionale e viceversa. Oggetto della nuova procedura potranno essere le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016, relative ai periodi di imposta sino al 2015, sempre che il contribuente non abbia già assolto agli obblighi relativi a questa annualità in sede di dichiarazione entro il 30 settembre 2016 o presenti dichiarazioni tardive/integrative entro il prossimo 29 dicembre. L’ambito di applicazione è lo stesso della precedente edizione. Con la procedura internazionale potranno essere regolarizzate tutte le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale, nonché quelle reddituali connesse alle attività finanziarie e patrimoniali estere. Possono essere sanate anche le violazioni di fonte nazionale in relazione agli obblighi di dichiarazione dei redditi, dell’Irap e dell’Iva.

Appalti, maxiammortamenti i bilico

Autore: Pierpaolo Ceroli e Agnese Menghi
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 22
Maxiammortamento in bilico per le imprese appaltatrici che acquistano beni strumentali. Da un lato, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 23/E/2016, ha chiarito la disciplina del superammortamento estendendo la platea dei beneficiari alle società appaltanti senza dire nulla, invece, per quelle appaltatrici. Dall’altro, la Dre Umbria ha risposto negativamente a un interpello ordinario presentato da una società appaltatrice interessata, basandosi esclusivamente su motivazioni di tipo contabile. Un caso, quest’ultimo che accende i riflettori sull’incerto rapporto tra bonus fiscale e società appaltatrice, su cui sarebbe auspicabile un chiarimento delle Entrate. A maggior ragione ora che il ddl di bilancio all’esame del Parlamento prevede la proroga di 12 mesi per la possibilità di maggiorare del 40% ai fini dell’ammortamento il costo d’acquisto dei nuovi beni strumentali.

Liquidazioni monitorate anche se il saldo è a zero

Autore: Matteo Balzanelli e Giorgio Gavelli
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 21
Il decreto legge fiscale prevede anche la comunicazione trimestrale delle risultanze delle liquidazioni periodiche Iva. L’adempimento è dettato indipendentemente dalla periodicità adottata dal contribuente e non intacca le ordinarie scadenze di versamento del tributo. L’obbligo periodico è unico anche in presenza di più attività gestite ‘in separazione’ e permane anche se il saldo finale della liquidazione è a credito. Non sono tenuti al nuovo adempimento i soggetti non obbligati alle liquidazioni periodiche o alla dichiarazione annuale. La norma non prevede alcun esonero per chi effettua la trasmissione telematica di fatture e corrispettivi, né per le pubbliche amministrazioni. La periodicità della comunicazione è la stessa prevista per lo spesometro. Per effetto delle novità, dal 2018 la dichiarazione annuale Iva dovrà essere trasmessa entro il 30 aprile di ciascun anno, diversamente dal 2017 (scadenza: 28 febbraio).