Versamento contributi INPS

Adempimento:
Scade oggi il termine per: – il versamento dei contributi INPS dovuti sulle retribuzioni dei dipendenti e dei dirigenti di competenza del mese precedente; – il versamento del contributo INPS , gestione separata, sui compensi corrisposti nel mese precedente a collaboratori coordinati e continuativi/ a progetto e sulle provvigioni per vendite a domicilio, iscritti e non iscritti a forme di previdenza obbligatorie

Soggetti:
Sono tenuti all’adempimento i datori di lavoro che abbiano corrisposto retribuzioni nel mese precedente e i committenti nel caso di contributi relativi alla gestione separata

Modalità:
N.B. La scadenza originaria è il 16/12 essendo un sabato slitta ad oggi.
I contributi devono essere versati a mezzo modello F24 le cui causali indicano il tipo di contribuzione che si intende versare. Il modello F24 si utilizza per esporre le somme a debito o a credito delle aziende nei confronti di: Regioni, Ministero delle Finanze, Inail, Enpals, Inps. Pertanto, consente di utilizzare immediatamente i crediti maturati nel periodo compensandoli con i debiti alle diverse amministrazioni. I crediti nei confronti dell’Inps possono essere compensati entro un massimo di 12 mesi, oltre i quali il rimborso del credito residuo va richiesto alla sede competente. Il mancato versamento entro i termini previsti delle somme dovute a saldo delle denunce mensili presentate espone l’azienda, oltre alle conseguenze penali in tema di illecito, all’attivazione di un sistema di recupero coattivo del credito a mezzo notifica di avviso bonario e successiva cartolarizzazione del credito stesso

Normativa di riferimento:
L. 8 agosto 1995 n. 335;
Circolare INPS 15 gennaio 2011, n. 15;
Circolare INPS 2 febbraio 2010, n. 16;
Circolare INPS 9 febbraio 2011, n. 30

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Acconto Tasi al rinvio in sette Comuni su dieci

La proroga dell’acconto Tasi interessa il 71,5% dei municipi italiani. Nonostante le pressioni di Confedilizia, Federcasa e di molte associazioni dei consumatori l’Esecutivo sembra orientato a un rinvio ‘selettivo’. No, dunque, ad una proroga generalizzata. Su poco più di 8mila comuni solo 2.181 hanno pubblicato le aliquote e quando si parla di aliquote la realtà è ancora più complessa. Perché Bari, ad esempio, ha proposto il rinvio dell’acconto per tutti al 16 dicembre, per cui non ha pubblicato le aliquote. Ancona le ha approvate, ma l’acconto Tasi è fissato per il 16 settembre e non per il 16 giugno. Decisioni simili si incontrano in altri Comuni. Tutto questo perché la Tasi, a differenza dell’Imu, è un’entrata solo comunale. Ma una legge nazionale c’è e indica il 16 giugno.

Unico, proroga sotto esame

Presto sapremo se il Governo concederà o meno la proroga per il versamento delle imposte relative a Unico 2014 per gli studi di settore. Categorie e imprese chiedono lo spostamento della scadenza anche per la presentazione del modello 730. La domanda, in tal senso, espressa da Rete Imprese Italia, è sul tavolo del Ministero dell’Economia. Le imprese denunciano che le software house stanno ancora lavorando sugli applicativi e lamentano il fatto che la data del 16 giugno 2014 è anche quella prevista per il pagamento dell’acconto Tasi nei Comuni che sono riusciti ad approvare le aliquote. Senza contare che questo nuovo tributo sta creando non poche difficoltà perché complesse sono le modalità di calcolo. Per queste ragioni, considerato anche che il 6 giugno partirà la fattura obbligatoria per i fornitori della Pa, lo slittamento del termine di versamento delle imposte relative ad Unico e alla Tasi diviene ‘indispensabile’.

Prelievo limitato sui beni ai soci

Entro il prossimo 12 dicembre va inviata la comunicazione per i beni dati in uso ai soci nel 2012. La dichiarazione dei redditi è l’occasione per fare opportune verifiche visto che in Unico entrano i redditi e i costi indeducibili derivanti appunto dalla attribuzione in uso di beni a soci e/o familiari a un canone inferiore al valore di mercato. In materia sono utili le istruzioni contenute nelle circolari 24 e 36 del 2013 e alcune indicazioni fornite dalle Entrate nel provvedimento del 2 agosto 2013. Quest’ultimo ha precisato le situazioni che rilevano ai fini dell’applicazione della disposizione e i casi estranei alla nuova tassazione. Deve trattarsi di beni intestati a società o enti commerciali; non rilevano i beni che le società semplici concedono ai propri soci né quelli intestati a società estere prive di stabile organizzazione in Italia. Fuori da Unico e dalla comunicazione i beni utilizzati da soci in qualità di dipendenti, amministratori o lavoratori autonomi.

Imu, Iva, debiti Pa: la via della ripresa trova dieci incroci

Sono giorni decisivi per cittadini e imprese. Se Governo e Parlamento non dovessero trovare soluzioni condivise su tutte le clausole di salvaguardia aperte, a settembre, lo scenario ipotizzabile potrebbe diventare nefasto con l’acconto Imu da versare entro il 16, l’aumento dell’Iva al 22% (per il 1°ottobre), lo stop ai fondi aggiuntivi per la Cig e nessuna risorsa supplementare per pagare i debiti della Pa. I ‘rincari automatici’, manco a dirlo, preoccupano gli italiani. La questione Imu sull’abitazione principale va risolta entro il 31 agosto; dovrebbe diventare deducibile anche l’Imu sui fabbricati d’impresa. I tempi sono necessariamente stretti anche perché i sindaci entro il 30 settembre dovrebbero approvare i bilanci preventivi per il 2013. Il problema è sempre quello delle coperture. Servono 6 miliardi: 4 per l’esenzione totale dell’Imu prima casa, uno per rinviare l’aumento dell’Iva e un altro miliardo per rifinanziare la Cig.

Sconto su negozi e fabbriche E c’è il nodo cuneo fiscale: bisogna trovare 10 miliardi

Entro il 31 agosto arriverà la riforma della tassa sugli immobili. Non si occuperà solo di prima casa. Un intervento ci sarà anche per gli immobili strumentali. Lo ha detto il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato che ha parlato di deducibilità fiscale della tassa su case, capannoni e terreni agricoli in uso alle aziende. Impossibile abolire del tutto la tassa su questi beni (servirebbero 9 miliardi), per gli imprenditori ci sarebbe un’importante detrazione d’imposta così da alleggerire i costi del lavoro. Ieri il presidente di Confindustria, Squinzi ha invocato l’abbattimento del cuneo fiscale. Con la legge di stabilità, in autunno, si parlerà del peso delle tasse sul costo del lavoro. Ma servono almeno 10 miliardi di euro. Per iniziare ad abbassare di qualche punto la pressione fiscale sul lavoro si sta pensando di ridurre le aliquote fiscali dell’Irpef in corrispondenza dei redditi medi dei lavoratori, cioè quelli tra i 25mila e i 30mila euro l’anno.

Imu in slalom tra le eccezioni

Lunedì 17 giugno scade il termine per il versamento dell’acconto Imu 2013. La regola generale (dl 35/2013) dice che l’acconto è pari alla metà dell’imposta dovuta per il 2012, ma non mancano eccezioni. La prima interessa chi ha già pagato. Sono validi i pagamenti effettuati sulla base delle aliquote stabilite dai comuni e pubblicate sul sito del Mef entro il 16 maggio. Occorre, però, essere accorti perché dopo la conversione in legge del decreto 35/3013 tale modalità di calcolo non sarà più ammessa. Dall’acconto sono ovviamente esclusi gli immobili adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze, le case popolari appartenenti a Iacp e coop edilizie a proprietà indivisa, i terreni agricoli e i fabbricati rurali strumentali. Nei casi in cui siano intervenute variazioni relative al presupposto o alla base imponibile, l’acconto potrebbe non coincidere con il 50% dell’Imu 2012. Da considerare anche i cambiamenti intervenuti nel corso di quest’anno, in tal caso il calcolo va rapportato ai mesi e alla tipologia di possesso.