Bonus verde, piante in vaso agevolate solo se abbinate a interventi pesanti

Via libera ad assegni, bancomat, carte di credito e bonifici ordinari per i pagamenti delle spese che beneficiano del bonus verde. L’acquisto di piante in vaso, però, è agevolato solo se fa parte di un più ampio intervento di «sistemazione a verde ex novo» o di «radicale rinnovamento» dell’area. Arrivano i primi chiarimenti delle Entrate sulla detrazione per i giardini introdotta dalla legge di Bilancio per il 2018 e pari al 36% su una spesa massima di 5mila euro per unità immobiliare.

Partite Iva, da luglio addio alla scheda carburante

Mancano pochi mesi. Dal primo luglio del 2018 i soggetti titolari di partita Iva dovranno dire addio alla cara, vecchia scheda carburante. Lo ha stabilito la legge di Bilancio 2018 (legge n. 205/2017), fissando un principio semplice, ma di grande impatto per la vita quotidiana di migliaia professionisti e imprese: le spese di carburante per autotrazione diventeranno, infatti, deducibili solo se sostenute tramite carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

Rottamazione cartelle, salvagente per gli esclusi: in arrivo 60mila lettere

Possibilità di rientro ai vecchi piani di rateizzazione delle cartelle per chi ha definitivamente perso il treno della rottamazione. Parte nelle prossime settimane una nuova “operazione compliance” dell’amministrazione finanziaria voluta dal presidente di Agenzia entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, per offrire un ultimo salvagente agli oltre 60mila contribuenti – tra 1,2 milioni di quelli che hanno aderito alla sanatoria – non si è messo in regola con i pagamenti entro il 7 dicembre scorso.

 

 

Ravvedimento omessi versamenti di imposte e ritenute

Adempimento:
Ultimo giorno utile per la regolarizzazione, mediante ravvedimento, dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 novembre 2017 usufruendo della riduzione della sanzione in misura pari allo 0,2% per

Soggetti:
Sono tenuti all’adempimento i soggetti obbligati ai versamenti unitari

Modalità:
N.B. La scadenza originaria è il 16/12 essendo un sabato slitta ad oggi.
Il versamento va fatto, utilizzando il Modello F24, esclusivamente in via telematica. Il ravvedimento comporta il versamento di sanzioni ridotte al 3% (oltre agli interessi legali), a condizione che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.) delle quali l’autore ed i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza. Gli interessi, per i sostituti d’imposta, vanno cumulati all’imposta

Normativa di riferimento:
D.Lgs. 18/12/1997, n. 472, art. 13;
Risoluzione 17/02/2009, n. 43/E;
Risoluzione 14/07/2008, n. 296/E;
Risoluzione 24/05/2007, n. 114/E;
Risoluzione 04/06/2002, n. 166/E;
Risoluzione 24/04/2001, n. 52/E;
Risoluzione 28/03/2001, n. 36/E;
Risoluzione 09/08/2000, n. 131/E;
Risoluzione 14/07/2000, n. 113/E;
Circolare 13/07/1998, n. 184/E;
Risoluzione 23/06/2011, n. 67/E

Imposta sostitutiva sugli interessi, premi e altri frutti di obbligazioni

Adempimento:
Termine ultimo per il versamento dell’imposta sostitutiva, risultante dal conto unico relativo al mese precedente, sugli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari emessi da: – banche; – società per azioni quotate; – Stato ed enti pubblici, maturati a favore dei nettisti

Soggetti:
Sono tenuti all’adempimento gli intermediari autorizzati (Banche, SIM, Società di gestione del risparmio, società fiduciarie ed altri intermediari professionali)

Modalità:
N.B. La scadenza originaria è il 16/12 essendo un sabato slitta ad oggi.
Il versamento va fatto, utilizzando il Modello F24, esclusivamente in via telematica

Normativa di riferimento:
D.Lgs. 01/04/1996, n. 239, art. 1, 2 e 4;
D.M. 6/12/1996, art. 1

Semplificati per cassa: criticità al 31 dicembre

A decorrere dal 2017, i soggetti in contabilità semplificata devono dichiarare il reddito secondo un nuovo criterio,definito “per cassa”. In realtà, non si può parlare di criterio di cassa in senso letterale, dal momento che per molte componenti di reddito sopravvive il criterio di competenza. Partendo dal presupposto che in numerosissimi casi si è optato con vincolo triennale per imputare i componenti reddituali sulla base della data di registrazione dei documenti contabili, occorre effettuare una serie di importanti riflessioni prima della chiusura dell’esercizio 2017.
Infatti, le modifiche normative impongono prima di tutto di valutare l’impatto delle stesse sui secondi acconti del 2017, dal momento che il reddito relativo al 2017 potrebbe essere in certi casi notevolmente ridotto.
Si esamineranno di seguito le fattispecie ritenute di maggiore interesse.

Dividendi non prevalenti, Irap ridotta alla holding

Autore: Giorgio Gavelli
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 22

Si applica l’aliquota Irap ordinaria e non quella maggiorata nel caso di società capogruppo che, pur avendo un attivo patrimoniale composto principalmente da importi riconducibili all’assunzione di partecipazioni, non rispetta la prevalenza reddituale prevista dall’articolo 2 del Dm del 6 luglio 1994, nonostante tale decreto sia nel frattempo stato abrogato dal Dm 29/2009. Con questo principio la Ctp Milano 369/01/2017 ha accolto il rimborso del maggior tributo regionale versato nel 2014 da un importante gruppo industriale.

Il rimborso fa spazio all’integrativa

Autore: Dario Deotto

Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Trib. pag: 17

La dichiarazione integrativa a favore o a sfavore del contribuente non va confusa con l’istanza di rimborso. La prima va presentata quando occorre comunicare al fisco nuovi fatti o si qualificano diversamente quelli già presentati, l’istanza di rimborso, invece, è un atto di volontà diretto al riequilibrio della sfera patrimoniale del contribuente. L’istanza di rimborso opera esclusivamente sul piano della riscossione di quanto dichiarato dal contribuente. Con questa non avviene la rimozione dei fatti già comunicati con la dichiarazione originaria, ma vi è soltanto la rimozione degli ‘effetti’ causati. Tramite l’istanza di rimborso non viene fornita, in sostanza, una nuova versione del presupposto impositivo, ma viene semplicemente richiesto il rimborso di quanto versato in eccesso. L’istanza di rimborso risulta quindi assolutamente ininfluente ai fini dell’attività di accertamento. Si capisce, pertanto, che i due istituti non sono minimamente accostabili.